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Allergia alla frutta a guscio e ai semi

combattere l'allergia alla frutta a guscio

La frutta a guscio, definita oleosa nelle classificazioni bromatologiche, ma più comunemente conosciuta come frutta secca, comprende numerose varietà tra cui noci, noci brasiliane, nocciole, mandorle, pinoli e pistacchi. Pur avendo in comune la potenzialità di provocare sensibilizzazione più di altri alimenti e di scatenare reazioni allergiche anche importanti, le famiglie botaniche di provenienza della frutta a guscio e di alcuni semi oleosi sono diverse: le noci sono i frutti di una pianta d’alto fusto appartenente alle Iunglandacee; le nocciole sono prodotte da un arbusto delle Betulacee; le mandorle sono i frutti di una pianta apparentenente alle Rosacee; anacardi e pistacchi sono frutti di piante diffuse soprattutto nelle regioni calde del pianeta e appartenenti alle Anacardiacee.

Sono stati isolati e studiati gli allergeni della nocciola, della noce e della noce brasiliana, prodotti spesso utilizzati in numerosi piatti dolci o salati della cucina nazionale e internazionale. In alcuni casi, l’allergia alle noci colpisce soggetti già sensibili alle arachidi. Il pinolo, usato come ingrediente in dolci, salse regionali (pesto alla genovese) e in piatti agrodolci o a base di selvaggina, si è reso responsabile di alcuni episodi di reazione allergica in soggetti sensibili al polline del pino, pianta appartenente alla famiglia delle Pinacee.

Trattamento dietetico

Come in tutte le allergie alimentari, l’agente responsabile deve essere escluso dall’alimentazione dei soggetti sensibili. Questi frutti compaiono in numerose preparazioni alimentari, anche se spesso in quantità così piccole da non dover essere dichiarate in etichetta; l’aumentata incidenza di reazioni allergiche specifiche richiede tuttavia, da parte dei soggetti sensibili un’attenta lettura delle etichette e una scrupolosa indagine sugli ingredienti utilizzati nei ristoranti.

L’assunzione degli allergeni, quasi sempre involontaria, può infatti scatenare reazioni spesso particolarmente violente e pericolose. Sotto l’aspetto della composizione nutrizionale, questi alimenti sono tutti particolarmente ricchi di grassi, soprattutto insaturi, oltre che di proteine, fibra alimentare, oligoelementi.

Poichè non rappresentano alimenti cardine dell’alimentazione e il loro consumo è, di solito, piuttosto sporadico, l’esclusione di questa classe di alimenti non comporta alcun rischio di carenze nutrizionali. La frequenza di cross-reattività tra noci, arachidi, nocciole e mandorle è stata stimata intorno al 37%.

numerosi prodotti dell’industria alimentare possono contenere frutta secca o semi oleosi in quantità variabile:

  • mandorle: amaretti, aperitivi, confetti, latte di mandorle, marzapane, orzata, panforte, piatti della cucina orientale, torrone;
  • nocciole: dolci, cioccolato, creme al cioccolato spalmabili, muesli;
  • noci: burro di noci, dolci, insalate o macedonie con gherigli di noce, pani speciali (alle noci, speziati, ecc), salse;
  • noci brasiliane: biscotti, dolci, condimenti per piatti salati, alcuni alimenti preconfezionati possono contenerne minime quantità, non indicate poichè inferiori al limite da riportare per legge in etichetta;
  • sesamo: gomasio, pane al sesamo, dolci e torroni contenenti semi di sesamo, olio di sesamo, tahin, condimenti per riso, pasta, verdure.
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