AutoreDr. P.

Come prevenire l’invecchiamento della pelle

invecchiare non è mai bello e nemmeno troppo gradito. Donne e uomini ogni anno spendono complessivamente migliaia di dollari per apparire più giovani, sani, forti e belli. L’industria della cosmetica e della bellezza non è mai stata messa in crisi, nemmeno nei momenti più bui. Questo perché ovviamente la gioventù è un valore, così come l’aspetto fisico (a dispetto di ciò che si pensa).

Si può invecchiare prima del tempo o in linea con la propria età, ma ci sono cause, nel primo caso, che scatenano questi effetti e che uno stile di vita più regolare può senza dubbio aiutare a tenere lontane.

Invecchiamento precoce dunque, che si scatena quando per esempio si beve alcol, si fuma, si fa poco servizio fisico, si è sempre stressati. Ma vediamo le cause un po’ da vicino.

L’invecchiamento precoce può essere causato da uno stile di vita scorretto, da abitudini sbagliate, come ad esempio fumare e bere, dall’esposizione al sole, ecc. Con l’invecchiamento precoce, la pelle diventa più rigida e fragile quando viene danneggiata dai radicali liberi o da abitudini sbagliate. Per questo i trattamenti di un centro estetico si basano proprio sul contrasto a queste pratiche.

Il numero di melanociti tende a diminuire con l’invecchiamento, che può rendere la pelle rigida e sfilacciata e meno protetta contro i raggi UVA.

In generale, l’invecchiamento può causare linee sottili, rughe, linee di invecchiamento, pelle fragile, occhiaie, debolezza, perdita della densità ossea.

Cause comuni di invecchiamento:

  • Radicali Liberi.
  • Consumo di troppi prodotti zuccherati.
  • Mangiare poca frutta fresca
  • Fumo e consumo di alcol.
  • Stili di vita eccessivi (orari sregolati)
  • Stress da lavoro o da relazioni personali o per motivi economici
  • Mancanza di sonno, sonno disturbato
  • Mancata protezione solare
  • Malattie come ipertensione, diabete, cancro
  • Condizioni come il colesterolo alto, asma, pre-diabete.
  • Uso eccessivo del telefono

In caso di invecchiamento prematuro o precoce, è possibile controllare il processo adottando uno stile di vita sano, ma in caso di invecchiamento naturale, non è possibile controllarlo completamente, tuttavia è possibile rallentare l’invecchiamento.

Ecco quindi alcuni efficaci consigli anti-età per l’invecchiamento precoce e naturale.

Bere molta acqua aiuta ad idratare la pelle. È uno dei modi più facili per apparire giovani e belli. L’acqua leviga le linee sottili, idrata la pelle che diventa luminosa e giovane. È inoltre necessario fare yoga e ginnastica per uno stile di vita sano. Allenamento e corsa aumentano il flusso sanguigno verso le cellule dell’epidermide, rendendola più giovane e sana.

Il fumo di solito causa un invecchiamento precoce. I prodotti chimici del tabacco possono danneggiare il collagene e l’elastina della pelle, rendendola meno soda e meno elastica. Il fumo diminuisce anche la quantità di acqua nello strato più esterno della pelle che può causare secchezza. Indebolisce i tessuti essenziali della pelle che causano rughe e linee sottili.

Allo stesso modo, l’eccesso di bevande alcoliche è dannoso anche per la nostra salute e per la pelle. Può causare scolorimento e problemi correlati alle rughe. Quindi, smettere di fumare e bere per la vostra salute è essenziale per la cura della pelle.

L’eccesso di qualsiasi cosa fa sempre male. Mangiare troppo zucchero o prodotti a base di zucchero può indebolire il collagene della pelle e causare rughe precoci. Tuttavia, l’esfoliazione con lo zucchero è estremamente valida per la vostra pelle che aiuta a rimuovere le cellule morte e le impurità. Per questo, non è male fare lo scrub con zucchero e limone, perché serve all’idratazione della pelle.

Perché visitare il dentista

dentista brescia

Visitare il dentista può essere considerato nell’insieme poco piacevole, ma è sicuramente meglio che dover affrontare le conseguenze di non esserci andato. Se vi siete chiesti a che serve un controllo e una pulizia dentali regolari, eccovi un po’ di validi motivi per smettere di tergiversare.

Se state pensando di saltare un controllo dentale a causa del costo o di un altro fattore come il tempo o l’ansia dentale, assicuratevi di prendere in considerazione tutti i rischi. Oggi è possibile in Italia ricorrere all’odontoiatria sociale. Quello che si potrebbe finire per pagare a lungo termine per non essere andati dal dentista sarà probabilmente molto più alto come costo. Prima o poi la scarsa cura dei denti si fa sentire sulla salute in generale, a partire dalla bocca. E anche il portafoglio ne soffrirà.

Tumori al cavo orale

Il cancro del cavo orale è una malattia estremamente grave che si manifesta in vari modi. Senza conoscere i segni della sua comparsa precoce, questo tumore spesso non viene diagnosticato e può rapidamente progredire e diventare una minaccia per la vita. Fortunatamente, però, una diagnosi precoce di cancro orale è spesso facilmente curabile.

A un dentista a volte basta una semplice panoramica della bocca per rendersi conto di qualcosa che non va, e invitare a fare analisi approfondite ed esami e prendere le giuste contromisure. Chi fuma, per esempio, dovrebbe regolarmente visitare il dentista (anche perché il fumo danneggia i denti alla lunga).

Combattere placca, tartaro e carie

Anche con l’uso più diligente di spazzolino e filo interdentale praticamente quotidiano, ci sono ancora piccole aree nel cavo orale che non vengono colte con una normale spazzolatura e un normale filo interdentale. Quando la placca si accumula diventa più difficile da rimuovere, visto che si solidifica e si trasforma in tartaro, che è estremamente difficile da eliminare senza l’aiuto di un professionista.

Le pulizie dentali regolari impediscono al tartaro di erodere i denti o di crearvi dei fori, noti come carie. Le carie raramente danno segni durante la loro formazione, causando un piccolo dolore solo quando il dente è già decaduto. Una volta che il danno è stato fatto, si dovrà tornare dal dentista rimuovere o ricostruire il dente Tutto questo può essere evitato con regolari pulizie che si prendono cura di placca e tartaro prima che diventino distruttivi.

Un appuntamento di pulizia è anche più conveniente rispetto a una eventuale ricostruzione del dente o anche a un’otturazione.

L’accumulo di placca e tartaro non solo causa carie, ma può anche erodere i tessuti gengivali della bocca. Questo accade quando l’accumulo di tartaro provoca un’infezione nel punto in cui la genia è collegata al dente. Questa condizione è conosciuta come gengivite e come progredisce il tessuto che collega le gengive ai denti si rompe.

Una volta raggiunto questo punto c’è da attendersi gonfiore, sanguinamento, o dolore ai denti. Oltre alla rottura del tessuto gengivale, le malattie gengivali causano anche una rottura dell’osso che mantiene i denti in posizione. A questo punto è comune vedere i denti allentarsi o cadere del tutto e i metodi di trattamento drastici dovranno essere presi da uno specialista in implantologia.

I denti raccontano molto della nostra salute

I denti soffrono dei vizi che abbiamo. Le abitudini di fumare e bere hanno delle conseguenze sulla salute degli stessi e in genere sul cavo orale. Ma anche mangiarsi le unghie, masticare poco, grattare i denti, mangiare cibi confezionati, bere bevande gassate provoca comunque dei danni, soprattutto al prezioso smalto che ricopre i denti. Una pulizia costante evita questi problemi e se si continua a danneggiare, spendere tanto può essere un motivo convincente per mettere da parte cattive abitudini che fanno male alla salute.

Insomma, visitare il dentista regolarmente può sembrare una trovata pubblicitaria per farci spendere di più. In realtà vale l’esatto contrario: se avete una vita sociale e lavorativa soddisfacente, certamente terrete alla bellezza e alla salute del vostro sorriso. I guasti temporanei che non curate potrebbero portare a dover spendere migliaia di euro per interventi molto più impattanti e risolutivi, che si potevano evitare con 2-3 visite annue. Per maggiori info, se ti trovi nella zona di Brescia, puoi visitare il Centro Dentale Zirilli.

Allenare il cervello con il cioccolato

I maya chiamavano cioccolato una bevanda di cacao preparata con acqua calda e spesso aromatizzata con peperoncino e pepe, e la definivano “cibo degli dei”, in quanto il suo consumo era destinato solo ad alcune classi sociali come sovrani, nobili e guerrieri.

Ma non tutti sanno che il cioccolato, cibo degli dei e tentazione irresistibile per ogni goloso, è un’importante carburante per il nostro cervello.

Le ricerche scientifiche più recenti lo hanno studiato come cibo funzionale, indicandolo come un potenziale supplemento alimentare nel proteggere le funzioni cognitive, specialmente in presenza di forme lievi di declino cognitivo.

In particolare, una recente ricerca italiana dell’Università dell’Aquila, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition, ha rivelato il ruolo importante del cacao nel preservare e migliorare le capacità cognitive.

Il cioccolato, infatti, contiene flavonoli, antiossidanti naturali della classe dei flavonoidi, che si trovano in vari tipi di piante tra cui il cacao.

Lo studio sopracitato ha esplorato l’introito dei flavonoidi nell’organismo attraverso l’assunzione di cacao nel breve e nel lungo periodo, analizzando i dati emersi dalle ricerche negli ultimi vent’anni.

I risultati hanno mostrato che l’azione di queste sostanze sarebbe benefica sia a livello cardiovascolare che neurologico, segnando un punto a favore dei golosi di cioccolato.

Ovviamente oltre al cioccolato, questo ruolo benefico va a tutti gli alimenti che contengono flavonoli.

I risultati dello studio hanno analizzato l’effetto dei flavonoli su diverse sfere cognitive, in particolare attenzione, memoria e abilità esecutive, come progettare per obiettivi, attuare i progetti e controllare e modificare il comportamento.

Si è osservato quali reazioni si hanno in questi processi cognitivi a poche ora dall’assunzione di cacao e con un apporto regolare di flavonoli in esso contenuti.

Alcuni studi, ad esempio, avevano mostrato nei partecipanti una memoria di lavoro più forte e una migliore capacità di analizzare le informazioni visive. Inoltre, nelle partecipanti femminili l’assunzione di flavonoli è risultata in grado di contrastare il calo delle prestazioni cognitive dopo una notte in bianco.

In individui anziani sono state invece analizzate le conseguenze dell’assunzione di flavonoli a lungo termine fino a tre mesi, mostrando che a fronte di un apporto giornaliero di queste sostanze, l’attenzione, la velocità di processare le informazioni, la memoria di lavoro, la produzione lessicale si siano rinforzate. Tali benefici erano più evidenti negli anziani con un iniziale deficit di memoria o un leggero declino cognitivo.

Perché il cervello funziona meglio se si mangia cioccolato?

Perché i flavonoli hanno un effetto protettivo sull’endotelio vascolare, la membrana che riveste l’interno dei vasi sanguigni.

L’endotelio svolge una funzione di filtro e regola il passaggio di importanti molecole. Di conseguenza una migliore funzionalità dell’endotelio si traduce in un maggior afflusso di sangue e nutrienti al cervello.

I flavonoli hanno quindi un effetto diretto sulle capacità cognitive e sulle cellule nervose. I flavonoli sono stati localizzati in aree cerebrali cruciali per funzioni come la memoria e l’apprendimento.

In conclusione, lo studio ha mostrato che l’assunzione regolare di flavonoli aiuta particolarmente le funzioni cognitive dei pazienti già affetti da deficit cognitivi e problemi di memoria.

Mentre un’assunzione acuta e immediata degli stessi flavonoli aumenta le performance in situazioni di fatica, di stress o in situazioni di mancanza di sonno.

Attenzione però a non sottovalutare gli effetti indesiderati del consumo di grandi quantità di cioccolato, come l’apporto calorico e gli effetti stimolanti della caffeina. In generale i nutrizionisti affermano che 20 grammi al giorno sono la quantità corretta da assumere, meglio se cioccolato fondente.

Le cose da fare e da non fare durante i primi 3 mesi di gravidanza

allenamento gravidanza

I primi tre mesi di gravidanza sono critici per lo sviluppo del feto, ma anche per la salute della mamma. Molte mamme sono affascinate e spaventate dai cambiamenti fisici che intercorrono in questo periodo e vorrebbero reagire. Cercano informazioni sul web, si rivolgono alla loro madre o alle amiche, trovano sostegno nel dottore. Uno degli aspetti di cui tenere conto è certamente il combinato disposto tra alimentazione ed esercizio fisico. Il corpo cambia, l’essere vivente dentro l’utero si annida e si sviluppa richiedendo attenzioni particolari, si avverte la necessitò di prendere provvedimenti. Mentre si dovrebbe agire con circospezione. Ecco alcune cose da fare e da non fare nei primi tre mesi

Primo mese:

DA FARE DA NON FARE
Iniziare il percorso di integrazione alimentare come l’acido folico e altre vitamine, per prevenire che il feto abbia problemi. Se è il tuo primo bambino subentra il panico, ma è importante vivere saggiamente la gravidanza senza troppi stress. Il corpo sa come adattarsi. Il panico non fa bene, quindi evitare inutili allarmismi.
Scegli il ginecologo con attenzione, magari rivolgiti a qualcheduno di fiducia, che abbia già messo le mani su pazienti che conosci. Non fare piegamenti e pesi durante la giornata. Affidati a una personal trainer esperta in allenamento durante la gravidanza.
Fai esercizio regolare, in modo cauto, controllato. La camminata è probabilmente la migliore opzione, insieme allo yoga, chiedi anche al ginecologo. Non fare auto-medicazione, non affidarti a Google per prendere decisioni critiche sulla tua salute
Cerca di avere un buon umore o comunque un’attitudine positiva per tutto ciò che riguarda l gravidanza e la vita in generale, stai per avere un figlio. La stabilità psicologica durante la gestazione influisce positivamente sulla salute del nascituro. Se devi fare viaggi lunghi, evita di portare troppi pesi appresso. Insomma, fatti aiutare o evita trasferte troppo lunghe.
È facile stancarsi durante la gravidanza, soprattutto in questi mesi a causa dei cambiamenti ormonali in corso. Pertanto, cerca di dormire e riposare. Un buon sonno ristoratore influisce sulla salute del bambino. Evita luoghi dove ci sono temperature troppo alte che possono innalzare la temperatura corporea.

 

Secondo mese:

DA FARE DA NON FARE
Dedica tempo a te stessa riposandoti ed essendo egoista, limita le faccende di casa quando serve. Non rimanere troppo a stomaco vuoto, dato che questa condizione sviluppa di più la formazione dei gas che inducono la nausea
Il tuo seno inizia a diventare pesante, se avverti dolore rivolgiti al medico. Non prendere antibiotici o antidolorifici come forma di automedicazione senza prima aver consultato il ginecologo
Prosegui negli esami, dalle urine puoi capire se hai problemi relativi al diabete.

Puoi verificare la presenza di problemi ai reni o di ipertensione.

La pressione sanguigna va tenuta sotto controllo. Evita tutto ciò che può fartela salire. Cerca di vivere la gravidanza nell’ambito della vita di coppia, è più semplice.
È anche tempo di fare gli esami del sangue per misurare i livelli di emoglobina nel sangue, la presenza di difetti genetici o di malattie infettive.

 

Terzo mese:

Continua con quello fatto fino adesso, regolando al meglio la propria vita rispetto ai controlli periodici, che ora diventano la routine.  Le ecografie risultano importanti per capire l’andamento della gravidanza.

È necessario non affaticarsi: la camminata veloce per mantenere peso e forma è del tutto sconsigliata. Meglio camminare lentamente, alternando le camminate con il riposo. Durante il primo trimestre di gravidanza il feto si trasforma, e avvertendo queste trasformazioni, le sentirai, insieme alle emozioni. Da qui in avanti sarà tutto più evidente, ma bisogna assolutamente evitare di fare degli errori durante questo primo trimestre.

Cos’è l’asma

L’asma consiste in una malattia cronica delle vie aeree, causata da un’infiammazione – specialmente dei bronchi – che fa scaturire una ipersensibilità agli stimoli, il che causa un’ostruzione dei bronchi temporanea e quindi difficoltà a respirare. 

Sono molte le persone che in Italia e nel mondo soffrono di asma, uomini e donne, adulti e bambini. Alla base dell’asma, come detto, vi è uno stato di infiammazione dei bronchi che causa una iperreattività degli stessi, per cui spesso si va incontro a delle crisi respiratorie, che prendono il nome di attacchi d’asma, causate dal temporaneo restringimento dei bronchi. 

Nel corso della respirazione normale, l’aria entra ed esce dai polmoni in modo libero. Tuttavia, se le vie aeree sono infiammate, allora la loro mucosa si gonfia, in conseguenza i muscoli che si trovano vicini alle vie aeree si contraggono, e il muco blocca le piccole vie aeree: la respirazione diventa difficoltosa e può peggiorare. 

L’asma in genere si manifesta in modo peggiore durante la notte e al mattino, ma può comunque variare molto da persona a persona. 

I sintomi della patologia possono comparire del tutto improvvisamente, oppure in modo graduale. 

In genere, però, è facile che l’asma faccia la sua prima comparsa durante l’infanzia e l’adolescenza, per quanto non è escluso che possa scaturire anche quando una persona è adulta. 

I sintomi, da soli, non sono sufficienti per poter diagnosticare l’asma o la sua provenienza. Per identificare questa patologia, infatti, spesso è necessario procedere per esclusione e quindi eliminare altri possibili problemi alla base dei sintomi, come enfisema, scompenso del cuore, o bronchite. 

L’importanza della diagnosi è quindi in prima linea. Il medico di medicina generale, nella maggior parte delle ipotesi, può diagnosticare se si soffra o meno di asma: tuttavia come abbiamo anticipato nella maggior parte delle ipotesi bisogna poter contestualmente escludere che a causare il problema siano altre malattie come il reflusso gastroesofageo, o patologie differenti. 

In questi casi, è necessario ricorrere ad esami strumentali in ospedale che possono escludere la presenza di altre malattie. Inoltre il giudizio di un medico è anche fondamentale per comprendere la gravità dello stato di asma, che varia da persona a persona. 

Le cause dell’asma possono essere diverse, in genere questa condizione si scatena quando una persona – già preposta allo sviluppo della malattia – va a contatto con delle sostanze alle quali è allergico. 

Inoltre, ci sono degli elementi che, dal punto di vista statistico, fanno parlare di predisposizione all’asma: si tratta del sesso femminile, dell’allergia, della obesità. 

Fra i fattori ambientali che possono peggiorare lo stato dei bronchi o addirittura scatenare l’asma ci sono anche il fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, gli allergeni, e le infezioni delle vie aeree che possono causare un attacco di asma. 

L’attacco d’asma si risolve per mezzo dell’uso di farmaci broncodilatatori e nei casi di attacchi gravi con l’uso di steroidi, somministrati in vena o intramuscolo. In alcuni casi, è anche necessario l’intervento del medico. 

Dall’asma, purtroppo, non si può guarire. Tuttavia, però la terapia e il trattamento adeguato permette ai pazienti di tenere sotto controllo questo problema e di poter vivere normalmente sia al lavoro che a casa, a scuola, e nelle normali attività della vita quotidiana.
Per maggiori informazioni, visita questo sito.

Allenamento personalizzato con il personal trainer

Al giorno d’oggi l’allenamento in palestra è una modalità di tenersi in forma che va molto di moda fra giovani e meno giovani.

L’allenamento però deve essere altamente personalizzato, vale a dire che deve modularsi e costruirsi sulla base delle esigenze della persona che vi si sottopone. La creazione di un programma personalizzato, da seguire passo a passo, è la regola. Qui entra in gioco quindi una figura fondamentale nell’allenamento, che è quella del Personal Trainer (vedi: trainingspecialist.ch). Il Personal Trainer consiste in una figura professionale il cui scopo è quello di iniziare all’allenamento ed all’esercizio fisico le persone che frequentano la palestra, e di indicare anche lo stile di vita più salutare da seguire, oltre che il programma personalizzato.

Il Personal Trainer, oltre a tutto questo, è anche un motivatore, colui che deve cercare di capire le caratteristiche fisiche e psicologiche e le possibilità della persona che gli sta di fronte per aiutarlo a raggiungere l’obbiettivo.

Il Personal Trainer innanzitutto, essendo una figura professionale, deve conoscere la persona che si affida alle sue mani.

Innanzitutto il Personal Trainer ha il compito di effettuare l’anamnesi, ovvero l’intervista iniziale al suo cliente, volta allo scopo di conoscerlo meglio per poter costruire un programma di allenamento personalizzato. L’anamnesi verte sulla storia medica del cliente, sul suo stile di vita, su eventuali infortuni, attività sportive portate avanti, e poi sulle sue esigenze e sugli obiettivi.

Segue poi la valutazione antropometrica funzionale, vale a dire alcune misurazioni con appositi strumenti che servono per determinare la composizione corporea.

Una volta stilato il programma di allenamento e cominciato ad eseguirlo, il Personal Trainer tiene sotto controllo l’efficienza e lo svolgimento dell’allenamento nel corso della programmazione a medio e lungo termine. A intervalli di tempo regolari, il Personal Trainer effettua un controllo sugli obbiettivi raggiunti ed eventualmente apporta delle modifiche e correzioni al programma.

Al termine del lavoro, si controllano gli obbiettivi raggiunti e se è necessario qualche perfezionamento. 

Come si sa, le tecniche di allenamento esistenti sono davvero tante, e quasi tutte molto valide, ma la scelta della tipologia dipende dall’esperienza del Personal Trainer che deve cercare di capire, sulla base delle caratteristiche fisiche e psicologiche del cliente, quale sia la migliore.

Il Personal Trainer ha lo scopo di lavorare sul singolo individua, tenendo conto delle sue peculiarità, dei talenti, dei punti di forza e di quelli di svantaggio.

Il Personal Trainer è una figura da scegliere con molta pazienza e possibilmente è meglio evitare quelli ‘improvvisati’, perché poi le ripercussioni sulla qualità dell’allenamento e sui risultati finali ci sono e si vedono.

Un Personal Trainer non necessariamente segue ogni singolo allenamento del cliente, ma deve comunque tenere monitorato l’andamento complessivo del programma e deve essere disponibile in caso di dubbi, domande, problemi.

Da questo breve excursus si desume che egli è una figura altamente qualificata e specializzata e che bisognerebbe sempre cercare di sceglierla con calma e con cura, tenendo conto degli studi effettuati, dei riconoscimenti e dei risultati sul campo. Il personal trainer può essere seguito sia in casa, sia in palestra, con programmi specializzati.

 

Natale 2017: festeggialo con AIRC

Quando si arriva nel periodo natalizio, la maggior parte delle persone è colta da dubbi: la scelta delle migliori idee regalo per lei e per lui richiede sempre un grande sforzo di fantasia.

Insieme ai doni, in genere, si spediscono anche dei biglietti di Natale fai da te, che sono un simbolo di vicinanza e affetto per le persone alle quali si vuole bene. C’è chi invia cartoline di Natale antiche e chi invece le manda su WhatsApp… anche per le aziende, il periodo natalizio è importante.

In particolare molte aziende sotto le feste inviano ai loro dipendenti ed ai clienti importanti delle frasi di auguri aziendali e talora anche dei doni.

Sia che l’azienda intenda fare un regalo ai clienti, che non ne abbia le possibilità, comunque quella di inviare dei biglietti di auguri di Natale è sempre l’idea più economica e fattibile. Si tratta senza dubbio di un’idea semplice da realizzare e che, oltre ad essere gentile, può anche aiutare l’immagine dell’impresa e costituire una buona strategia di commercializzazione. Questo è soprattutto vero quando al posto di fare i soliti auguri di Natale formali si pensa di fare un piccolo gesto per un Natale solidale.

AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro, senza fini di lucro, da anni ormai supporta la ricerca contro il tumore ed ha contribuito alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla ricerca scientifica contro questa terribile malattia. Ma come si coniuga l’AIRC con i biglietti di Natale? Semplicemente, l’associazione permette alle aziende di acquistare un certo numero di biglietti di auguri Natale per i clienti o dipendenti e di personalizzarli.

L’acquisto degli auguri natalizi solidali va tutto in beneficienza, ovvero alla ricerca scientifica di AIRC contro il cancro. Si tratta di una realtà alla quale è sensibile la maggior parte delle famiglie italiane, ecco perché scegliere di commissionare i biglietti di auguri per Natale ad AIRC è un’ottima mossa non solamente dal punto di vista umano, ma anche dal punto di vista della strategia commerciale dell’azienda.

Acquistando i biglietti di Natale di AIRC (vedi sito: airc.it) è possibile rivolgere un pensiero alle persone alle quali si tiene e con le quali si vuole consolidare un rapporto umano e non solo professionale e commerciale, come i propri clienti e dipendenti, ma anche per dare concretamente una mano ad un progetto di ricerca di importanza fondamentale che nel corso degli anni ha permesso di fare passi avanti davvero grandi nell’ambito dello studio e della ricerca, ma dove c’è sempre tanto da fare.

Scegliere un Natale solidale con le cartoline auguri per Natale di AIRC è semplice e sicuramente è una buona azione che lascerà piacevolmente stupiti clienti e dipendenti, e che contribuisce attivamente alla ricerca sul cancro.

Non solo: inviare auguri per le feste può sembrare una banalità, invece è un’idea per un pensiero di Natale economico ma comunque di grande effetto che aiuta a legare sempre di più con la realtà umana che circonda l’azienda, vale a dire con i dipendenti e con i clienti, oltre che con le loro famiglie.

 

 

A cosa fa bene andare in bicicletta

Andare in bicicletta è una delle attività più amate da tantissimi italiani e non. 

Andare in bici è sicuramente un modo veloce e agile di spostarsi, ma fa anche molto bene alla salute. Non ci sono dubbi: pedalare è un toccasana per il corpo. Cerchiamo di capire esattamente come.

Andare in bici è un’attività che fa bene al corpo: in primis, pedalare fa bene al cuore, perché protegge il muscolo cardiaco, lo mantiene forte, e lo allena alla fatica. 

Inoltre, pedalare aiuta tutto il sistema cardiovascolare, infatti è stato dimostrato che migliora la circolazione a livello delle gambe, e previene l’insorgenza del gonfiore alle gambe. È stato dimostrato che l’uso costante della bici tiene alla larga dalle malattie del cuore, soprattutto infarto e ictus, che permette di allenare il cuore, il quale pompa più sangue nelle arterie e con più forza.

Non solo salute del cuore: andare in bici permette di migliorare il metabolismo. Infatti questa è un’attività di resistenza, il che significa che aiuta la digestione il circolo sanguigno del cervello, l’attività dei muscoli.

Non bisogna dimenticare che si dimagrisce velocemente, senza fare troppa fatica. Andare in bici al lavoro al posto di prendere la macchina è una soluzione ideale per chi voglia perdere peso, in quanto pedalando si consumano fino a 500-600 kcal (se si va forte). Se si pedala un po’ meno velocemente, si possono consumare dalle 300 alle 600 kcal all’ora.

Il ciclismo è uno sport di resistenza, che impegna tutti i muscoli: questo significa che dopo solo mezz’ora di ciclismo, il corpo comincia a bruciare le scorte di grasso del corpo, e non quelle di glucosio. Ecco perché il ciclismo è davvero indicato per chi voglia perdere peso.

Il corpo viene stimolato completamente, mentre si pedala. Se è vero che le parti più sottoposte a sforzo sono le gambe, polpacci e cosce, comunque si rinforzano anche i muscoli della schiena e quelli delle braccia. Per restare in equilibrio sul sellino, si usano anche gli addominali, e la parte inferiore della schiena.

Però bisogna cercare di mantenere una posizione giusta in sella o si rischia di procurarsi crampi e dolori ai muscoli… 

Andare in bicicletta ha anche altri vantaggi. Ad esempio, riesce a preservare le articolazioni perché il 50% del peso del corpo viene scaricato su glutei e sul sellino. Senza contare che inoltre chi va in bici è ben allenato ed ha un’ottima resistenza fisica e molta energia. C’è solo da guadagnare a cominciare ad andare in bici.

Per andare in bici senza troppa fatica, è sempre bene fare attenzione a qualche regola basilare.

  • Scegliere un telaio della propria taglia, proporzionato all’altezza (una vasta scelta di bici da bambino e per adulti si trova su biciebici.net)
  • Controllare sempre la pressione delle ruote, per non fare fatica inutile.
  • Curare la manutenzione della bici, in primis la lubrificazione delle componenti in metallo.
  • Optare per ruote ideali al tipo di terreno sul quale si prevede di andare.
  • Mantenere una pedalata agile (90-100 al minuto) anche su strada, per gestire meglio l’energia.
  • Evitare di andare fuori sella.
  • Evitare di appesantirsi con zaini.

 

Come gestire l’ipertensione (dieta, attività, controlli)

Dieta: primo elemento per gestire l’ipertensione

I dati sull’ipertensione parlano di un numero di pazienti affetti da questo disturbo sempre più in crescita. Questo vuol dire che ci sono diverse abitudini che andrebbero modificate per evitare di andare incontro a conseguenze ben più spiacevoli.

Un primo grande aiuto può arrivare dall’alimentazione che permette di migliorare effettivamente il livello di pressione dell’organismo. Bisogna tenere presente che il primo elemento a cui bisogna fare molta attenzione per chi soffre di pressione alta è il sale. Questo non vuol dire rinunciare a cibi gustosi, ma è bene evitarne un eccessivo consumo.

Non sarebbe cosa cattiva anche eliminarlo dalla dieta, preferendo condimenti più sani. Senza dimenticare quanto di aiuto possa essere anche un regolare consumo di frutta. Questa essendo particolarmente ricca di acqua aiuta l’organismo a drenare e quindi ad eliminare i liquidi in eccesso facendo in modo che la pressione possa regolarizzarsi. La dieta è perciò un ottimo aiuto per l’ipertensione: per cui prima di affidarsi a farmaci sarebbe bene iniziare a modificare il proprio regime alimentare.

Esercizio fisico e la sua importanza per l’ipertensione

Uno stile di vita sano e bilanciato è sicuramente un elemento di fondamentale importanza per quelle persone che soffrono di pressione alta. Ecco perché vale la pena sottolineare quanto possa rivelarsi importante l’esercizio fisico. Movimento giornaliero che deve essere fatto per fare in modo non solo da rimanere in forma, ma anche da rendere il metabolismo più efficiente.

Ciò non può che ripercuotersi in maniera assolutamente positivo anche sul sistema cardiocircolatorio. Importante non esagerare in quanto determinare affaticamento non sarebbe certo una cosa benevola per l’organismo di una persona già affetta da ipertensione. Ci si potrebbe così dedicare ad un’attività sportiva come il nuoto che permette di restare sempre in movimento. Ma di certo le alternative non mancano, anche per coloro che hanno meno tempo per via di impegni o lavoro.

Può bastare anche una semplice passeggiata lunga giornaliera o modificare le proprie abitudini evitando di utilizzare l’auto e preferendo per gli spostamenti utilizzare le proprie gambe. Ciò sarà un vero e proprio toccasana per migliorare la condizione di ipertensione e perché no, anche per combattere la pigrizia.

Tenersi sotto controllo per evitare problemi

Molto spesso ci si accorge di essere affetti da ipertensione in seguito a manifestazioni talvolta anche gravi come perdite di sangue e tachicardia. Bisogna considerare che gli strumenti diagnostici non mancano e soprattutto possono essere usati per un regolare controllo della propria circolazione.

Un primo elemento di grande aiuto è lo sfigmomanometro, ovvero lo strumento indicato per la misurazione della pressione. Questo strumento non può mancare in case dove ci sono persone che soffrono di ipertensione.

Ne esistono di svariate tipologie, da quelli manuali a quelli digitali, proprio perché si adattano a tutte le esigenze. Controllare la pressione con regolarità è un’ottima abitudine con cui si può effettivamente capire se si è affetti da ipertensione. Ma non solo, in quanto è possibile anche tenere sotto controllo la pressione in questo modo dopo aver scoperto la propria condizione di soggetto iperteso.

Ovviamente non mancano altri controlli cui è bene sottoporsi regolarmente: a partire da un elettrocardiogramma che può essere di grande utilità. In tutto questo perciò bisogna tener presente che è bene farsi seguire da un medico specialista che possa consigliare sempre ciò che è opportuno.

Le cattive abitudini che vanno eliminate

L’ipertensione è una condizione che può influenzare e non poco la vita di una persona. Per gestirla al meglio è bene considerare l’eliminazione di alcune cattive abitudini che possono creare importanti scompensi per la salute.

A partire dal fumo di sigaretta che è uno dei fattori più importanti per quanto concerne problemi cardiovascolari anche di una certa entità. Sarebbe bene eliminare il consumo di sigarette perché i problemi potrebbero aumentare. Senza dimenticare che anche il consumo eccessivo di alcool può causare non pochi scompensi al sistema cardiocircolatorio. Ecco perché chi soffre di ipertensione è meglio stia lontano da sostanze alcoliche che possono determinare anche conseguenze alquanto gravi. Mentre tornando all’alimentazione, bisogna fare attenzione sempre a ciò che si mangia.

I grassi sono le sostanze più dannose per un soggetto iperteso per cui sarebbe bene limitare il consumo di alimenti come fritti e insaccati che possono aumentare il colesterolo in circolo. Questo si può ripercuotere in un notevole aumento della pressione che di certo non porta a sintomi piacevoli. Facendo attenzione a queste piccole abitudini si può vivere meglio e si può controllare senza problemi l’ipertensione.

Sesso e menopausa

Sebbene la maggior parte delle donne sperimenti alcuni cambiamenti nella funzione sessuale legati al trascorrere degli anni, la menopausa e l’invecchiamento non segnano assolutamente la fine della vita sessuale di una donna.

Inoltre, è da tener presente che l’effetto della menopausa e dell’invecchiamento sulla salute sessuale può variare notevolmente da una donna all’altra.

Ciò che di solito accade alle donne è che negli anni che conducono alla menopausa, il livello di estrogeni (ormoni sessuali femminile prodotti dalle ovaie) inizia a diminuire per poi declinare drasticamente.

Questo declino ormonale a volte può avere questi effetti:

  • Secchezza vaginale ( http://www.flaviamenopausa.it/Salute-Intima/Infezioni-vaginali)
  • Disagio o dolore durante i rapporti sessuali
  • Maggior vulnerabilità alle infezioni urinarie
  • Il seno potrebbe perdere massa
  • La pelle diventa meno elastica
  • Calo del desiderio

Non solo, ma la diminuzione dei livelli di estrogeni può portare anche

  • vampate di calore
  • sudorazioni notturne

Tuttavia, questi sintomi possono essere affrontati e trattati in modo da non rappresentare un ostacolo ad una vita sessuale sana, felice e soddisfacente durante e dopo la menopausa.

In aggiunta, c’è da dire che a volte le donne entrano in menopausa senza soffrire della maggior parte di questi sintomi.

Quindi, alla domanda più importante che le donne si fanno ovvero “se potranno continuare a fare sesso durante e dopo la menopausa”, la risposta è SI.

Molte donne godono di una vita sessuale meravigliosa dopo aver superato la menopausa e continuano a farlo per molto tempo.

Alcune evidenze mostrano che:

  • le donne che sono interessate al sesso hanno più probabilità di avere orgasmi dopo la menopausa rispetto a quelle più giovani
  • hanno più probabilità di avere orgasmi multipli

e questo per 3 motivi principali:

  • dopo la menopausa le donne sono felici di poter smettere di preoccuparsi della contraccezione.
  • molte donne hanno maturato più abilità ed esperienza nell’amore
  • i rapporti con il partner sono più consapevoli

Tuttavia, bisogna essere preparate ad affrontare i problemi dovuti al calo ormonale, che possono verificarsi e influenzare negativamente la vita sessuale in menopausa:

  • la secchezza vaginale potrebbe rendere i rapporti sessuali fastidiosi o dolorosi. Fortunatamente, questo problema può essere risolto con l’uso di creme ormonali vaginali.
  • Sudorazione notturna e vampate di calore possono essere controproducenti per il rilassamento e il romanticismo alla base del rapporto sessuale. Di notte, le vampate producono un’intollerabile sensazione di calore, spesso accompagnata da una profonda sudorazione e persino da una sensazione di claustrofobia. Se la donna soffre di vampate e sudorazioni notturne non avrà voglia di assorbire ancora più calore dal partner. Il trattamento di questo sintomo aiuterà quindi anche a migliorare i rapporti sessuali.
  • L’incontinenza urinaria potrebbe occasionalmente presentarsi durante il rapporto sessuale
  • Bisogna intervenire nel trattare la pelle secca con creme idratanti, fare esercizio fisico regolare per contrastare l’aumento di peso, soprattutto nel girovita, per rassodare il corpo e tonificare i muscoli.
  • Solo in alcuni casi si verifica il calo del desiderio. Se succede, i partner possono sentirsi rifiutati e quindi potrebbero verificarsi difficoltà di relazione.
  • Anche i sintomi psicologici come gli sbalzi s’umore, l’irritabilità, l’insonnia e la depressione possono rendere difficile il rapporto sessuale.
  • I disturbi del sonno possono essere frequenti in menopausa, ma un buon riposo e una soddisfacente attività sessuale vanno a braccetto. Un recente studio ha mostrato che le donne che dormono meno di 7-8 ore per notte sono infatti meno soddisfatte dal punto di vista sessuale. http://www.flaviamenopausa.it/Menopausa/Disturbi-del-sonno

La buona notizia è che tutti questi problemi possono essere risolti, soprattutto attraverso consulenza di uno specialista, insieme alla simpatia, alla comprensione e all’amore del partner.

Concludiamo con la raccomandazione di fare attenzione alle gravidanze tardive, che possono sempre capitare alle donne di mezza età. Per cui è importante pensare anche alla contraccezione in e dopo la menopausa.

Il consiglio è che le donne che raggiungono la menopausa quando hanno 50 anni o più devono usare la contraccezione per 12 mesi dopo l’ultimo ciclo mestruale. Le donne che invece raggiungono la menopausa quando hanno meno di 50 anni dovrebbero continuare ad usare la contraccezione per due anni dopo l’ultimo ciclo. Ricordiamo che la Terapia Ormonale Sostitutiva non è un contraccettivo.