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Passeggini leggeri: per la salute della mamma e del bebè

passeggini leggeri

Il mestiere della mamma e, in generale, dei genitori è complicato. In un’epoca dove le famiglie, per andare avanti, hanno bisogno di un lavoro stabile non solo di uno dei due coniugi ma di entrambi è fondamentale cercare di imparare il prima possibile tutto ciò che bisogna saper fare e conoscere in merito alle abitudini e alla crescita di un figlio. Questo vuol dire che non solo le mamme ma anche i papà devono prendere confidenza con culle, passeggini, pappe e chi più ne ha più ne metta. Certo, quando arriva il primogenito non è facile prendersene cura nel migliore dei modi. Si impara anche da piccoli errori. Inoltre, bisogna considerare fattori come l’emozione e la paura di sbagliare. Dopo i primi momenti di difficoltà poco alla volta tutto sembrerà più facile. Basta soltanto farci l’abitudine e acquistare i prodotti giusti. I genitori di bambini piccoli sono sempre alla ricerca di passeggini per i loro figli. Tra i prodotti maggiormente utilizzati troviamo i passeggini leggeri. Ecco tutti i vantaggi di questi passeggini davvero comodi e in grado di adattarsi a diverse situazioni.

Passeggini leggeri: gli accessori che non dovrebbero mai mancare

Quando si è sul punto di acquistare passeggini leggeri è importante ponderare bene questa scelta, cercando di porsi delle domande sulle proprie esigenze e sugli accessori che maggiormente possono fare comodo ai genitori e al bambino. L’aspetto economico non va sottovalutato. Quella dei passeggini è una spesa non costosissima ma comunque importante ed impegnativa. Visto che si tratta di un prodotto molto utile non solo per un breve periodo di tempo ma per i primi anni di vita del bambino, è consigliabile orientarsi su un prodotto di qualità e che, se possibile, abbia prezzi accessibili. In ogni caso, ci sono degli accessori che fanno di un passeggino leggero un prodotto all’avanguardia e funzionale. Il fattore peso va comunque considerato. Chiaro che acquistando passeggini leggeri il peso sia non eccessivo ma esistono ugualmente delle differenze tra un passeggino e un altro, senza contare che sul mercato sono disponibili anche i passeggini ultraleggeri, dal peso ancora più limitato. Passeggini leggeri con capottina piuttosto grande, con ruote dinamiche e con uno schienale che permette al bambino di assumere più di una posizione si fanno sicuramente preferire rispetto a quei passeggini che non hanno questi accessori o queste funzioni ulteriori. Nonostante l’aggiunta di tali accessori, il peso del passeggino non lieviterà ma si manterrà su livelli piuttosto bassi, tendenzialmente tra i 6 e i 7,5 kg.

Passeggini leggeri: comodi per i bambini ma anche per i genitori

La scelta dei passeggini leggeri va fatta tenendo in considerazione non soltanto gli aspetti legati al comfort del bambino. Quelli sono certamente importante ma se i genitori dovessero trovarsi male o avere difficoltà a quel punto il rischio è di rimanere comunque delusi dal prodotto. Ecco perché bisogna valutare alcuni fattori. Ad esempio, l’altezza dei genitori. In base all’altezza di mamma e papà è possibile scegliere passeggini in grado di adattarsi a queste misure nonché al punto in cui il passeggino verrà aperto e chiuso. Una scelta che va fatta considerando se sarà soprattutto la mamma oppure anche il papà a guidare il passeggino. Vanno, inoltre, fatte delle analisi anche dal punto di vista climatico ed ambientale. Temperature rigide potrebbero, infatti, rendere necessaria l’aggiunta di una mantellina parapioggia e di un tettuccio più ampio, per proteggere il piccolo sia dall’acqua che dal vento.

Come prepararsi al travaglio

Come prepararsi al travaglio

Si avvicina il giorno della nascita e dovete cominciare a prepararvi al grande evento, fisicamente ed emotivamente. È il momento di affrontare i dubbi o le preoccupazioni che nutrite sul parto e fare tutto ciò che può aiutarvi a fare meglio.

Prepararsi al travaglio

Se l’idea di avere un bambino vi emoziona e vi commuove, certamente non provate pari entusiasmo al pensiero del parto. E’ normale, considerato che ratto di dare alla luce un bambino coinvolge una parte molto sensibile e intima del vostro corpo e una serie di emozioni molto intense. Aspettatevi forti reazioni emotive, oltre che fisiche, dorante il travaglio e cercate quindi di affrontare ansie e timori prima del momento, così che il parto possa essere un’esperienza positiva e non problematica, le paure della madre possono avere una chiara influenza fisica sulla nascita. Una donna non pigolata al dolore delle contrazioni può pensare che ci sia qualcosa che non va e spaventarsi, sconvolgendo il ritmo della respirazione e aggravando la tensione muscolare, e di conseguenza il dolore. Gli stati di panico possono abbassare il flusso di ossitocina nel sangue, interrompendo la regolarità delle contrazioni. Essere informati sui meccanismi del travaglio e ottenere adeguata assistenza al pano possono aiutare la partoriente a collaborare con le contrazioni, piuttosto che farvi resistenza. ll modo migliore per evitare il panico è risolvere alcuni conflitti emotivi che avete probabilmente seppellito nel subconscio. Non a caso, fantasie e paure emergono alla coscienza proprio nell’ultima fase della gravidanza, per aiutarvi ad affrontare tutti i problemi prima che giunga il momento. Cogliete questa opportunità per risolverli una volta per tutte. Se avete vissuto esperienze particolarmente difficili e traumatiche, ad esempio una violenza sessuale o altri episodi di parco negativi, un’adeguata consulenza professionale porrebbe esservi di grande aiuto. Molte donne trovano utile visitare la sala travaglio prima del parto, in modo da prendere confidenza con l’ambiente e prepararsi emotivamente all’esperienza reale.

Il corpo alla fine della gravidanza

Nelle ultime settimane di gravidanza, avrete probabilmente qualche difficoltà a trovare posizioni comode, perché il bambino occupa sempre maggiore spazio nell’addome, e potrebbero insorgere alcuni piccoli disturbi. Mentre gli ormoni rilassano lo sfintere posto tra l’esofago e lo stomaco, la pressione del bambino sull’addome causa il riflusso dell’aria e dei succhi gastrici nell’adagi). Potete cercare di attenuare i sintomi evitando di fare pasti abbondanti, mangiando poco prima di coricarvi e dormendo sollevate da più cuscini per evitare che gli acidi risalgano l’esofago. Gli antiacidi a base di carbonato, di calcio non sono efficaci, perché aumentano l’acidità dello stomaco. La tensione dei muscoli addominali può causare una sgradevole sensazione di bruciore sulla superficie dell’addome teso. I cosiddetti “punti caldi” sono piuttosto comuni e corrispondono a dolori solo superficiali; se invece il dolore è avvertito internamente all’addome, consultate il medico. I punti caldi possono essere ulteriormente irritati da indumenti pesanti o stretti, quindi evitate di indossare i collant e usate abiti ampi e comodi. Potete anche fare impacchi di ghiaccio per alleviare la sensazione ne del feto condiziona molto il parto. Il medico può accertare la posizione del bambino palpando l’addome con pressioni delicate. Se il bambino è in posizione podalica o trasversale, può essere incoraggiato ad assumere la posizione cefalici, la più corretta per il parco.

Esercizi di ginnastica

Stendetevi supine, con le ginocchia Resse al petto, i glutei sostenuti da quattro grossi cuscini morbidi, cosi che la pelvi sia sollevata rispetto allo stomaco. In alternativa, inginocchiatevi a terra con i glutei sollevati il più possibile e la testa appoggiata sulle braccia conserte. Mantenete la posizione per almeno 10 minuti, per due volte al giorno. La posizione della pelvi sollevata rispetto allo stomaco fa girare la cesta del bambino.

Esercizi di visualizzazione

A stomaco vuoto, concentratevi sul rilassamento dell’addome, visualizzate il bambino che si gira. Ripetete l’esercizio per 10 minuti, due volte al giorno. La tecnica, ideata dalla dottoressa Juliet DeSa Souza, si è dimostrata efficace nell’89% dei casi di presentazione podalica, solitamente dopo due o tre settimane di pratica.

Versione dall’esterno (rivolgimento dall’esterno)

Se la posizione del bambino podalico non cambia entro la 37′ settimana, alcuni ginecologi preferiscono intervenire dall’esterno, manipolando l’addome della madre in modo da incoraggiare il bambino a girarsi. La procedura non è priva di rischi e dovrete discuterne con il ginecologo prima di effettuarla. La versione si effettua solitamente fra la 37′ o la 38′ settimana, quando vi è ancora liquido amniotico sufficiente a consentire un minimo di movimento. La percentuale di successo dell’intervento varia dal 50 al 70%.

La posizione della testa

Il parto viene condizionato anche da come il bambino metterà la testa nello scendere lungo le pelvi o canale del parto. Poiché lo stretto superiore della pelvi è ovale, con l’asse maggiore da fianco a fianco, il bambino vi entra rivolto lateralmente. Lo stretto inferiore (orefizio uscita), anch’esso ovale, ha l’asse maggiore ira la parte anteriore e la posteriore, con la parre più larga davanti. Ciò implica che la testa del bambino deve girarsi durante la discesa, in modo che il volto guardi l’osso sacro della madre, nella posizione deus CM (occipito-anteriore). Sfortunatamente, nel 20% dei casi, il bambino ruota nella posizione opposta, detta OP (occipito-posteriore), che allunga i tempi di travaglio.
Il monitoraggio del bambino

Quando iniziate a penepire i movimenti del bambino, intorno alla 203-22a sei i banana, prestate attenzione tdla sua attività, può compiere insoliti movimenti diversi: salta, scalda. ha il singhiozzo. L’attività diminuirà con il tempo perché l’utero diventerà più stretto. Non esiste un numero esatto di movimenti che si devono sentire ma dovete cercate di abituarvi alla sua attività durante le ore di veglia. Ogni bambino segue un proprio ritmo di sonno-veglia e voi imparerete a capire che cosa è normale per il vostro; con il progredire della gravidanza vi sarà più facile riconoscere i suoi ritmi. Probabilmente non vi è stato consigliato di prendere nota dei movimenti fetali come si faceva in passato perché i medici non credono più che queste tabelle siano utili per capire se il bambino ha qualche problema. Infatti può capitare di dimenticare di compilarla creando così ansia inutile. E’ importante comunque notare un cambiamento nel comportamento del bambino e avvisare subito il medico o l’ostetrica; dovete riferire immediatamente un calo significativo dei movimenti fecali. Dopo la 30a settimana, se notate un calo, sdraiatevi sul fianco sinistro e controllate che cosa succede per due ore; se non avvertite almeno una decina di movimenti avvisate subito il medico o l’ospedale. Una diminuzione dei movimenti fetali può indicare che il bambino non riceve sufficiente ossigeno o nutrimento dalla placenta. Se il medico lo sospetterà, vi manderà sicuramente in ospedale. Se gli esami mostrano che il bambino non cresce come dovrebbe nell’utero il ginecologo potrebbe valutare un parto anticipato tramite induzione o taglio cesareo.
Tenersi pronte a partire

Con l’agitazione che cresce in prossimità della data fatidica, dovrete assicurarvi di avere tutto l’occorrente a portata di mano. Almeno quattro settimane prima  dello scadere da termine dovrete preparare la valigia, lasciando un po’ di spazio per le cose da aggiungere all’ultimo momento, e decidere il mezzo di trasporto per l’ospedale. Anche se avete deciso di partorire in casa sanano necessari alcuni preparativi; a tal proposito, rivolgetevi al medico.
Il trasporto all’ospedale

Decidete come andare in ospedale, vi fidate dei mezzi che avete a disposizione? Organizzate anche un piano alternativo. Se avete chiesto a un amico o a un vicino di casa di portarvi, tenete a portata di mano anche il numero di un taxi nel caso in cui questi non siano disponibili. Magari anche l’ospedale a cui vi rivolgete per il parto può organizzare il vostro prelievo con un’ambulanza. Pianificate il percorso più breve e provatelo a diverse ore del giorno; potreste decidere di adottarne uno diverso nelle ore di punta, Informatevi quale sia l’entrata dell’ospedale e come raggiungerla. Se avete altri figli, dovrete anche pensare a chi affidarli durante la vostra assenza. Anche in questo caso, prevedete un paio di soluzioni alternative.

Preparare il corredo per il neonato

come preparare il corredo per il neonato

Come preparare il corredo per il bambino

Non c’è nulla, o quasi, di più entusiasmante per una futura mamma delle prime spese per il bambino. Cercate però di resistere alla tentazione di saccheggiare i negozi. È meglio acquistare solo le cose essenziali e provvedere al resto a mano a mano che ne sorge la necessità. È facile lasciarsi sedurre dall’offerta delle cose per il bebè, ma ve ne sono alcune che, per quanto belle, sono inutili. Ricordate anche che il bambino riceverà molti regali dopo la nascita. Scopriamo insieme come preparare il corredo per il neonato.

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Le decisioni sul bambino

decisioni sul bambino

Prima dell’arrivo del bambino, è bene valutare attentamente alcune scelte che dovrete attuare quando sarà nato. Potete sempre cambiare idea, ma considerare le opzioni in tempo vi permetterà di formulare decisioni consapevoli.
Alcune cose da definire prima della nascita del bambino sono: come allattarlo, se conservare o meno il sangue del cordone ombelicale, quale nome (o nomi) assegnargli, se tornare al lavoro e/o scegliere una persona che vi aiuti.

Allattamento: seno o biberon?

Le decisioni sul bambino

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Tipi di parto: quale scegliere?

tipi di parto

Tipi di parto: quale scegliere?

Nel considerare i tipi di parto, dovrete informarvi su tutte le procedure possibili e capire se volete escludere alcune eventualità. Il medico dovrà rispettare i vostri desideri, fino a che non mettono a rischio la salute vostra e del bambino. Se avete dei dubbi informatevi su tutte le conseguenze possibili. Al momento di decidere, però, lasciate che il medico giudichi se sia necessario intervenire.

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Assistenza e supporto al parto

assistenza e supporto al parto

Assistenza e supporto al parto

Sebbene sia impossibile prevedere come si svolgeranno il travaglio e il parto, ci sono molte tecniche che potete adottare per rendere l’esperienza più positiva. Dovrete solo esercitarvi un po’.  È giunto il momento di decidere dove partorire, che tipo di analgesia prevedere, e chi volete accanto per assistervi durante il travaglio.

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Scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire?

Potreste scegliere di partorire in ospedale, per usufruire delle tecnologie mediche in caso di necessità, oppure potete optare per un luogo più informale, come un ambulatorio ostetrico o persino la vostra casa. Qualunque sia la vostra decisione, è fondamentale che conosciate a fondo tutte le alternative, per capire cosa sia meglio per voi. Ricerche hanno dimostrato che la donna riceve maggiore soddisfazione dal parto se ha un buon rapporto con il personale di assistenza e se viene coinvolta nelle decisioni cruciali. Per questo cominciate da subito a gettare le basi di questo rapporto di fiducia. Scopriamo insieme dove partorire e quando fare alcune scelte.

Il parto in ospedale

Nel nostro paese, la stragrande maggioranza delle nascite avviene in una struttura ospedaliera. Partorire in ospedale implica la possibilità di avere accesso istantaneo a tutte le strutture di emergenza, cosa che vi rassicurerà molto, specie se è il vostro primo parto. In ospedale, i medici sono in grado di affrontare prontamente qualsiasi complicazione e possono somministrarvi l’analgesia parziale, e praticare un taglio cesareo se necessario. Non è invece ancora diffusa da noi, come succede in altri paesi europei, la possibilità di scegliere di partorire, riducendo al minimo l’intervento medico, presso un centro di ostetricia affiliato a una struttura ospedaliera.

Scegliere l’ospedale dove partorire

Molte donne con gravidanza senza complicazioni ricevono gran parte dell’assistenza prenatale presso consultori o ambulatori medici e si recano in ospedale solo per le ecografie, un paio di monitoraggi e infine per il parto. Li scelta della struttura è libera; quindi, prima di decidere, visitate i reparti di maternità degli ospedali più vicini e chiedete consiglio al vostro medico, all’ostetrica o ad amiche che abbiano partorito di recente. Se durante la gravidanza sono sorti dei problemi o se avete già avuto figli, probabilmente avete già un ginecologo o un’ostetrica di fiducia e preferirete avere il bambino nell’ospedale o nel reparto che vi ha seguite in precedenza. In ospedale, solitamente il parto avviene in una sala dedicata all’interno del reparto di ostetricia. Al periodo di travaglio è invece dedicata un’altra stanza, diversa rispetto a quella di degenza in cui trascorrerete i primi giorni dopo il parto.

Le domande da fare

E’ importante raccogliere il maggior numero di informazioni sulla struttura prescelta. Informatevi sul numero di cesarei effettuati e stilla disponibilità di analgesia, e annotate tutti i numeri utili. Se possibile, fate anche un giro del reparto. Ecco alcune domande che potreste fare:

• Potrò alzarmi e camminare durante il travaglio, o sarò costretta a letto?

• Il monitoraggio ferale viene eseguito costantemente o periodicamente?

• Mi romperete le acque a un certo punto del travaglio?

• Posso bere e mangiare durante il travaglio?

• Quante persone posso avere accinto a me durante il travaglio?

• Posso scegliere la posizione per partorire?

• à disponibile la TENS o devo procurarla io?

• Ci sono una piscina per il parto in acqua e ostetriche specializzate in questo tipo di procedura?

• L’epidurale è disponibile in qualsiasi momento?

• Posso scegliere la posizione di parto che preferisco?

• Al parto assisteranno interni o studenti?

• Qual è il tasso di parti cesarei e indotti praticati da questo ospedale? E dagli altri ospedali?

• Quanto si protrarrà la degenza? Quali sono gli orari di visita? Il mio compagno potrà accedere al reparto fuori degli orari di visita?

• Mi aiuterete con l’allattamento?

• Quali servizi sono disponibili per i bambini malati?

• Quali misure di sicurezza prevede l’ospedale ?

• Come identificate i neonati per evitare che venga-no scambiati?

Molti ospedali assegnano delle fasce di identificazione alla mamma e al bambino, e spesso a una terza persona, ad esempio il padre del bambino. Gli operatori ospedalieri devono verificare l’identità del bambino ogni volta che entra o esce dalla stanza della madre o dal nido.

La dimissione precoce

Presso alcune strutture ospedaliere, dopo aver valutato le condizioni fisiologiche di salute della mamma e del bambino, è possibile optare per la dimissione precoce. Mamma e figlio possono ritornare a casa entro 36-48 ore dal parto ed essere assistiti a domicilio dall’ostetrica e da un neonatologo. Si tratta di un’opportunità di accudire il bambino in casa; rispettando i ritmi dell’alimentazione e del sonno, con una continuità assistenziale fornita dal personale qualificato dei reparti ospedalieri di Ostetricia e Pediatria.

Il parto in casa

Considerato tutto, potreste preferire partorire in un ambiente intimo, circondata dal vostro compagno e da altri familiari. Alcune donne preferiscono il parto in casa perché vogliono limitare al massimo le possibilità di intervento medico. Sebbene legalmente abbiate il diritto di partorire in casa, la menu di personale ostetrico in alcune zone può rendere la scelta difficoltosa o inattuabile. Se quindi avete deciso per questa soluzione, consultate il medico, perché è responsabile dell’organizzazione dell’assistenza al parto. Alcuni medici non sostengono questa opzione perché pensano che l’ospedale sia più sicuro per madre e bambino, ma numerose ricerche hanno dimostrato che il parto a domicilio è sicuro nei casi di gravidanza a basso rischio, se l’assistenza è adeguata. Se il vostro medico non acconsente ad assistervi nonostante la vostra gravidanza sia normale, contattate un’ostetrica dell’ospedale locale, o di un’associazione della comunità, che potrebbe occuparsi della predisposizione del parto. In molti casi, le ostetriche sono più propen-se ad assecondare i desideri della partoriente e faranno di tutto per assicurarvi adeguata assistenza a domicilio.

Lezioni di parto

lezioni di parto

Lezioni di parto

La nascita è un momento così naturale della vita che potrebbe sembrare insolito doversi organizzare. Tuttavia, i corsi pre-parto hanno un ruolo fondamentale nel preparare la partoriente e nel metterle a disposizione tutti gli strumenti necessari alla corretta gestione del parto.
L’impiego sempre più diffuso di attrezzature mediche e la grande varietà di metodi per alleviare del dolore sono due ottime ragioni per imparare a conoscere i benefici e i rischi di qualsiasi procedura disponibile. Durante il travaglio potreste essere costrette a prendere decisioni alla svelta e, in questo caso, è bene fare una scelta consapevole.

Gli scopi del corso pre-parto

Anzitutto, il corso di preparazione al parto offre l’opportunità di acquisire familiarità rispetto alla gravidanza. Non sempre le visite di controllo con il medico danno l’occasione di fare una chiacchierata informale e molte domande restano senza risposta. Durante i corsi, invece, si crea un’atmosfera rilassata che stimola a fare domande e, se dimenticate di chiedere qualcosa, sarà un’altra futura mamma a farlo. Lo scopo principale dell’educazione al parto è preparare la partoriente all’esperienza della nascita. Durante il corso vi spiegheranno cosa accade fisicamente ed emotivamente durante il travaglio e illustreranno alcuni meccanismi di controllo del dolore con sessioni pratiche. L’incontro con il gruppo può essere di grande aiuto. Le altre donne che partecipano al corso stanno vivendo la vostra stessa esperienza e si interesseranno a tutto ciò che vi riguarda. In molgcasi, è un’ottima occasione per stringere nuove amicizie. Se avete un compagno, esortatelo a seguire il corso assieme a voi, perché capisca quale sarà il suo ruolo nel parto e per coinvolgerlo nella gravidanza e nella preparazione alla nascita. Diventare genitori per la prima volta è un’occasione di intensa crescita emotiva, per voi, il partner e il rapporto di coppia. Il tutore del corso si preoccuperà di sfruttare al meglio tutti questi cambiamenti.

Lezioni di parto: il programma

Un corso di preparazione al parto è solitamente indicato dalla 28a alla 32a settimana. In base al vostro stato emotivo, potete decidere di seguire il corso per più settimane o soltanto per poche lezioni. Di solito, gli incontri si tengono di sera e sono più spesso gestiti da un’ostetrica. I contenuti del corso possono variare, ma generalmente rispondono alle domande seguenti: come avvengono il travaglio e il parto; quando chiamare il medico; come avvalersi delle tecniche di rilassamento e di respirazione; quali sono i metodi dell’analgesia; cos’è il parto cesareo; come si prestano le prime cure al neonato.

Il tipo di corso

Chiedete consiglio al medico, amiche e parenti, e informatevi sulle possibilità offerte nella vostra zona. Di solito, i corsi sono organizzati presso ospedali o cliniche, aziende sanitarie o ambulatori di circoscrizione. Sono gestiti da ostetriche, con l’intervento di altri esperti di assistenza sanitaria, anche personale medico nel caso il programma preveda una parte di trattazione clinica. Sono gratuiti, e per questo spesso hanno l’inconveniente di riunire un gran numero di iscritti. Vi sono poi corsi pre-parto privati, a pagamento, ospitati presso associazioni o centri di aggregazione, gestiti da un tutore qualificato, che può essere un operatore sanitario o meno. Alcuni prevedono una lezione di prova, cui potete assistere prima di decidere se iscrivervi. Li composizione ideale del gruppo sarebbe di cinque o sette coppie, un numero sufficiente per stimolare la discussione ma anche ridotto al punto da consentire la consulenza individuale.

La preparazione rende il parto meno doloroso. Studi hanno dimostrato che le donne che frequentano corsi di preparazione partoriscono con meno dolore bambini più sani. Hanno travagli più brevi, ricorrono meno all’analgesia e hanno più probabilità di allattare il bambino al seno.

I Consultori Familiari

I corsi gestiti dai Consultori Familiari considerano l’evento della nascita nella sua globalità, affrontando le tematiche relative alle realtà psicofisico-relazione e sociale. All’interno del gruppo, di solito formato da 10-12 persone, si affrontano gli aspetti psicologici e pratici delle gravidanza, le tecniche di rilassamento per il parto, il momento della nascita, la cura del neonato. Agli incontri, da 8 a 10 nell’ultimo trimestre di gravidanza, partecipano, oltre allo psicologo sempre presente, diverse figure professionali (ginecologo, ostetrica, pediatra, assistente sociale) allo scopo di informare su gravidanza, nascita e cura neonatale. I Consultori sono sempre in contatto con le strutture ospedaliere pubbliche che, in alcuni casi, gestiscono internamente i corsi preparto.

I corsi privati

È possibile frequentare corsi preparto in strutture private, privilegiando il lavoro sul corpo, unito all’informazione tecnica data da specialisti. La preparazione in acqua, rilassante, prevede lezioni di nuoto, stretching ed eutonia in acqua; il training autogeno respiratorio (RAT) si basa su esercizi di rilassamento e respirazione; lo yoga, attraverso particolari posizioni e la respirazione mira a creare il benessere psicofisico della donna; l’eutonia educa alla sensibilità, all’ascolto, alla percezione del proprio corpo; lo stretching aiuta a rilassare e tonificare i muscoli.

Diventare papà: come cambia la vita?

Diventare papà

diventare papà

L’arrivo di un bambino cambierà la vostra vita in modo insospettabile. Non solo il bambino dipenderà da voi per ricevere amore, compagnia, disciplina, istruzione, capacità vitali e sostegno economico, ma per tutto il resto della vostra vita non smetterete mai di preoccuparvi del suo benessere e di cercare di dargli il meglio. Per questo, è fondamentale cominciare da subito a pensare a che tipo di rapporto volere instaurare con il vostro bambino.

Diventare papà: è possibile lasciare il lavoro?

Molti padri oggi prendono un periodo di pausa dal lavoro per riuscire a costruire un rapporto d’amore con i loro figli fin dall’inizio. In molti paesi, il padre ha il diritto legale a una o due settimane di permesso retribuito in occasione della nascita di un figlio, in alcuni casi anche un periodo più lungo. Per usufruire di questi permessi, comunque, occorre rispondere ad alcuni requisiti, che variano di caso in caso. Informatevi presso i sindacati o il ministero del lavoro. Se ne avete l’opportunità, fatelo, perchè questo periodo di intimità con il bambino non vi offre solo la possibilità di instaurare un rapporto con lui, ma sarà prezioso anche per la vostra compagna, che avrà bisogno di aiuto nelle prime settimane dopo il parto.

Un nuovo concetto di paternità

Un tempo, il compito di allevare i figli era dominio esclusivo della madre, ma oggi c’è più flessibilità nel modo in cui i padri si relazionano con i figli e nello stesso modello di famiglia. E’ aumentato, ad esempio, il numero di famiglie monoparentali e di padri single. Molte madri sono le principali fonti di reddito della famiglia e molti padri passano più tempo con i figli. Se le finanze ve lo consentono e siete d’accordo con la vostra compagna, perchè non pensate di fare il padre a tempo pieno?

Organizzare il proprio tempo

Se progettate di continuare a lavorare, ci sono comunque moltissime cose che potete fare per passare molto tempo con il bambino. Date un aiuto durante le poppate serali e notturne, cambiatelo, fategli il bagnetto e cantategli la ninna nanna. Se lavorate diverse ore al giorno,, potete considerare di ridurre l’orario dopo la nascita del bambino Più tempo passate con lui, più imparerete a conoscerlo. Ricordate, comunque, che non siete solo un genitore, ma parte di una coppia. E’ importante che troviate del tempo per stare insieme da soli, quando il bambino dorme. Il sostegno reciproco è fondamentale.

Il padre durante il parto

Il padre durante il parto

Il padre durante il parto

Il padre, molto probabilmente, sarà il primo assistente della moglie durante il travaglio. E’ fondamentale quindi che anche il futuro papà si prepari al parto, per imparare a mantenere la concentrazione ed essere presente quando si romperanno le acque o inizieranno le contrazioni.

Fino agli anni Settanta, i padri venivano chiusi fuori dalla sala travaglio e non potevano assistere alla venuta al mondo dei loro figli, a meno che il parto non avvenisse in casa. Oggi, nel mondo occidentale, circa il 90% dei padri assistono la compagna durante il travaglio.

La preparazione dei padri al parto

Se assieme alla vostra compagna, avete deciso di essere presente al parto del bambino, dovete farvi un’idea molto precisa di ciò che vi aspetta, salvo eventuali sorprese. Durante la gravidanza, avrete seguito il corso di preparazione al parto, visitato l’ospedale e letto qualcosa sull’argomento, ma giunto il momento potreste comunque rimanere scioccati da tutto il sangue, il muco e le escrezioni, i lamenti e le urla di dolore. Anche se la maggior parte dei travagli non sono troppo complicati, può accadere che non tutto vada secondo i piani: le doglie iniziano raramente nel giorno prefissato, possono verificarsi dei falsi allarmi, potrebbe concludersi tutto in un’ora o durare un giorno intero, la notte e il giorno seguente. Gli avvenimenti potrebbero susseguirsi in un ordine diverso da quello atteso, ma dovete comunque mantenere i nervi saldi, cercare di assecondare le necessità della compagna e, se possibile, non perdere il senso dell’umorismo. Dopotutto, non siete il suo allenatore e dovere sostenerla e condividere con lei quest’esperienza indimenticabile. ci sono poche cose nella vita che possono eguagliare la gioia di veder nascere un figlio. Non meravigliatevi se scoppiate in lacrime quando il bambino finalmente arriva e cercate di prenderlo in braccio il prima possibile.

La decisione del tipo di parto

Paura, dolore, ansia non sono le condizioni ideali per prendere una decisione razionale. Dovrete quindi cercare di capire quale parto desidera la vostra compagna molto prima che arrivi il momento. In seguito, potreste anche decidere di fare altrimenti, ma sapere che tutto è stato preparato in anticipo vi rassicurerà. Dovrete quindi conoscere i dettagli di come la vostra compagna desidera gestire il travaglio fino al momento del parto. Dovrete porvi le seguenti domande: vuole un parto normale in ospedale, o preferisce una tecnica alternativa come il parto in acqua o il parto attivo; quale posizione di parto preferisce, supina, accovacciata o inginocchiata; desidera assumere qualche antidolorifico o meno. Dovrete discutere sulle rispettive opinioni in merito ad alcune procedure di parto, come l’episiotomia. Dovrete conoscere perfettamente tutti questi dettagli e accertarvi che chi assiste al parto ne sia a conoscenza. E’ anche probabile che dobbiate affrontare qualche cambiamento dei piani e prendere decisioni istantanee, se dovessero insorgere problemi durante il travaglio o il parto.

Il travaglio

Ci sono moltissime cose che potete fare per assistere la vostra compagna durante il travaglio: abbracciarla e sostenerla, massaggiarle la zona lombare, il collo, l’interno coscia e i piedi, guidarla negli esercizi di rilassamento e respirazione. Siate consapevoli, comunque, che quando arriva il momento potreste scoprire che la vostra compagna desidera tutt’altro. Anche se, ad esempio, avete fatto insieme gli esercizi di respirazione per tutti i nove mesi precedenti, alla fine potrebbe darsi il caso che lei voglia solo che le teniate la mano e le rinfreschiate la fronte con uno stracotto. E’ anche possibile che, provate le prime contrazioni, non voglia più il parto naturale e che preferisca ricorrere all’epidurale. Non scoraggiatela se chiede un parto indolore: è lei che deve sopportare il dolore ed è meglio per lei e per il bambino che non sia sottoposta a pressioni. Preparatevi anche a reazioni inaspettate da parte della vostra compagna. Nella fase di transizione, ad esempio, non è infrequente che l’aumento di adrenalina e il dolore la rendano nervosa e aggressiva. In questo caso, è meglio lasciarla sfogare, senza mai allontanarsi da lei. Quando si avvicina il momento della nascita, potrebbe essere colta dal panico e cercare conforto e rassicurazione in voi. Cercate di stare calmi, rilassati e ricettivi rispetto alle sue esigenze.

Gestire le emozioni

Non è insolito che l’uomo si preoccupi di non reggere lo shock del travaglio, fino a temere di svenire o vomitare in sala travaglio. Tranquillizzatevi, perché accade raramente. Quando arriva il momento, è improbabile che proviate disgusto: anzi, sarete rapiti dal miracolo della nascita di vostro figlio. Se in qualsiasi momento sentite di dovere distogliere lo sguardo, concentratevi sul volto della vostra compagna e aiutatela a respirare. E’ più probabile, comunque, che vogliate seguire le fasi del parto senza distrarvi. Non preoccupatevi se ogni tanto avete bisogno di uscire a prendere un po’ d’aria. approfittatene per sedervi un po’ e appoggiare la testa. Il modo migliore per superare le paure è documentarsi il più possibile sul parto. Leggete tutti i libri che trova, visitate la sala travaglio e parto, accompagnate la vostra compagna ai corsi di preparazione e scambiate opinioni con altri padri. Ricordate che potrete sempre chiarire qualsiasi dubbio con il medico o con il ginecologo. Più ne sapete, meglio vi comporterete in sala travaglio. Se nonostante ciò, sarete ancora preoccupati delle vostre reazioni, parlate con la vostra compagna della possibilità di avere un’assistente al parto o doula che possa aiutare entrambi nelle procedure e che vi sollevi dalla pressione.

Quando il padre non assiste al parto

Alcuni padri non assistono al parto, semplicemente perché non sono interessati, o per ragioni culturali. Alcuni uomini temono che dopo aver visto il sanguinolento processo del parto potrebbero non essere più in grado di trovare la compagna sessualmente attraente; altri sono convinti di non poter sostenere la vista del sangue e del dolore. Se avete deciso di non essere presenti al momento della nascita del bambino, potrete comunque essere di valido aiuto durante il travaglio e uscire dalla stanza nell’ultima fase. Il fatto di non essere presente alla nascita non ha ripercussioni sulla qualità del legame che instaurerete con il bambino e proverete la stessa gioia e lo stesso appagamento nel momento in cui lo vedrete per la prima volta. D’altra parte, alcune donne preferiscono non avere vicino il partner durante il parto, forse temendo di essere inibite dalla sua presenza. Se la vostra compagna ha questo atteggiamento, discutete con lei dei suoi sentimenti e rispettate comunque il suo desiderio.