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Dental Club: le migliori forniture per dentisti

Hai bisogno di forniture per il tuo studio dentistico ma vuoi andare sul sicuro? Tra le tante alternative in campo di forniture per dentisti non potrai che scegliere Dental Club.

Oltre ai numerosi spazi espositivi, questa azienda offre la possibilità, nel suo sito, di entrare nella sezione ecommerce. Ma non si tratta di un negozio virtuale come tanti altri. Vediamo perché.

Ecommerce Dental Club

L’ecommerce Dental Club si presenta esattamente come sarebbe una visita alla sua sala espositiva dal vivo.

Ogni materiale o strumento viene presentato completo di prezzo e caratteristiche, così da poter scegliere cosa acquistare in tranquillità e con consapevolezza di cosa si sta comprando.

Inoltre, iscrivendosi alla newsletter si potranno ricevere tutti gli aggiornamenti sui prodotti, sulle promozioni, sulle offerte e sugli eventi formativi di Dental Club.

Nella pagina ecommerce vi è anche una sezione per l’usato. Accedendo si entrerà in una pagina dove poter vedere ogni prodotto o macchinario in vendita con informazioni sul produttore, una descrizione dettagliata ma sintetica e, se si volessero informazioni aggiuntive, c’è la possibilità di chiederle con un semplice click e senza impegno.

Eventi formativi con teoria e pratica

Il team di Dental Club è sempre aggiornato e offre questa possibilità anche ai suoi clienti. Lo fa con dei corsi di formazione e con eventi ad argomento specializzato come, ad esempio, la parodontite o l’evoluzione dello sbiancamento dentale, o, ancora, il primo soccorso odontoiatrico.

Partecipare ai corsi di formazione è davvero semplice. Basta compilare il form online e si riceverà il modulo di iscrizione.

Chi è Dental Club e cosa fa

Dal 1979 Dental Club mette in commercio attrezzatura e prodotti specializzati per l’odontotecnica e per l’odontoiatria e lo fa attraverso una rete diretta nell’Emilia Romagna e nel Triveneto. Con i suoi affiliati, però, riesce a coprire anche il resto della penisola.

Anche se si occupa di un settore altamente specialistico, Dental Club sa che in campo odontoiatrico sono utili le tecnologie avanzate. Per questo aiuta i propri clienti in ogni loro bisogno, dalla progettazione alla fornitura di prodotti altamente tecnologici come CAd-Cam, laser e radio-visio grafia.

Perché scegliere Dental Club

Ormai la vita quotidiana va di pari passo con l’avanzamento tecnologico. Basti pensare agli smartphone con i quali si fanno cose che solo una decina di anni fa erano impensabili.

E come la tecnologia avanza in ambito quotidiano, la fa anche in quello lavorativo. Nel settore sanitario questo avanzamento risulta quanto mai utile.

Nel campo odontoiatrico, che è quello che ci interessa, i professionisti hanno a cuore i loro clienti e per questo desiderano mettere a loro disposizione degli alti standard qualitativi ma che siano anche rapidi e affidabili.

Dental Club lavora di pari passo con le nuove tecnologie, anche con la digitalizzazione che rende più semplice il lavoro degli specialisti. Per fare un esempio concreto si potrebbe pensare alla modellazione degli impianti: a partire da una scansione dell’arcata dentale si può progettare qualsiasi impianto in 3d e poi realizzarlo molto più velocemente di quanto non si facesse una volta.

Perché visitare il dentista

dentista brescia

Visitare il dentista può essere considerato nell’insieme poco piacevole, ma è sicuramente meglio che dover affrontare le conseguenze di non esserci andato. Se vi siete chiesti a che serve un controllo e una pulizia dentali regolari, eccovi un po’ di validi motivi per smettere di tergiversare.

Se state pensando di saltare un controllo dentale a causa del costo o di un altro fattore come il tempo o l’ansia dentale, assicuratevi di prendere in considerazione tutti i rischi. Oggi è possibile in Italia ricorrere all’odontoiatria sociale. Quello che si potrebbe finire per pagare a lungo termine per non essere andati dal dentista sarà probabilmente molto più alto come costo. Prima o poi la scarsa cura dei denti si fa sentire sulla salute in generale, a partire dalla bocca. E anche il portafoglio ne soffrirà.

Tumori al cavo orale

Il cancro del cavo orale è una malattia estremamente grave che si manifesta in vari modi. Senza conoscere i segni della sua comparsa precoce, questo tumore spesso non viene diagnosticato e può rapidamente progredire e diventare una minaccia per la vita. Fortunatamente, però, una diagnosi precoce di cancro orale è spesso facilmente curabile.

A un dentista a volte basta una semplice panoramica della bocca per rendersi conto di qualcosa che non va, e invitare a fare analisi approfondite ed esami e prendere le giuste contromisure. Chi fuma, per esempio, dovrebbe regolarmente visitare il dentista (anche perché il fumo danneggia i denti alla lunga).

Combattere placca, tartaro e carie

Anche con l’uso più diligente di spazzolino e filo interdentale praticamente quotidiano, ci sono ancora piccole aree nel cavo orale che non vengono colte con una normale spazzolatura e un normale filo interdentale. Quando la placca si accumula diventa più difficile da rimuovere, visto che si solidifica e si trasforma in tartaro, che è estremamente difficile da eliminare senza l’aiuto di un professionista.

Le pulizie dentali regolari impediscono al tartaro di erodere i denti o di crearvi dei fori, noti come carie. Le carie raramente danno segni durante la loro formazione, causando un piccolo dolore solo quando il dente è già decaduto. Una volta che il danno è stato fatto, si dovrà tornare dal dentista rimuovere o ricostruire il dente Tutto questo può essere evitato con regolari pulizie che si prendono cura di placca e tartaro prima che diventino distruttivi.

Un appuntamento di pulizia è anche più conveniente rispetto a una eventuale ricostruzione del dente o anche a un’otturazione.

L’accumulo di placca e tartaro non solo causa carie, ma può anche erodere i tessuti gengivali della bocca. Questo accade quando l’accumulo di tartaro provoca un’infezione nel punto in cui la genia è collegata al dente. Questa condizione è conosciuta come gengivite e come progredisce il tessuto che collega le gengive ai denti si rompe.

Una volta raggiunto questo punto c’è da attendersi gonfiore, sanguinamento, o dolore ai denti. Oltre alla rottura del tessuto gengivale, le malattie gengivali causano anche una rottura dell’osso che mantiene i denti in posizione. A questo punto è comune vedere i denti allentarsi o cadere del tutto e i metodi di trattamento drastici dovranno essere presi da uno specialista in implantologia.

I denti raccontano molto della nostra salute

I denti soffrono dei vizi che abbiamo. Le abitudini di fumare e bere hanno delle conseguenze sulla salute degli stessi e in genere sul cavo orale. Ma anche mangiarsi le unghie, masticare poco, grattare i denti, mangiare cibi confezionati, bere bevande gassate provoca comunque dei danni, soprattutto al prezioso smalto che ricopre i denti. Una pulizia costante evita questi problemi e se si continua a danneggiare, spendere tanto può essere un motivo convincente per mettere da parte cattive abitudini che fanno male alla salute.

Insomma, visitare il dentista regolarmente può sembrare una trovata pubblicitaria per farci spendere di più. In realtà vale l’esatto contrario: se avete una vita sociale e lavorativa soddisfacente, certamente terrete alla bellezza e alla salute del vostro sorriso. I guasti temporanei che non curate potrebbero portare a dover spendere migliaia di euro per interventi molto più impattanti e risolutivi, che si potevano evitare con 2-3 visite annue. Per maggiori info, se ti trovi nella zona di Brescia, puoi visitare il Centro Dentale Zirilli.

Proprietà della melatonina

che cos'è la melatonina e quali sono le sue proprietà

Da diverso tempo ormai, a proposito di rimedi efficaci contro l’insonnia, si sente spesso parlare della melatonina; in realtà questa sostanza, il cui utilizzo è oggi largamente diffuso, è in grado di apportare numerosi benefici all’organismo e non soltanto di migliorare la qualità del sonno. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulla melatonina e come utilizzarla per trarne i massimi benefici.

Melatonina: cos’è e a cosa serve

In una società frenetica come la nostra, dove lo stress regna sovrano, uno dei disturbi più comuni è l’insonnia e sembra che per contrastarla uno dei rimedi più efficaci sia l’assunzione di melatonina; questa sostanza, dalle innumerevoli proprietà, è sempre più popolare e fa parlare di sé ormai da anni.

Cos’è la melatonina

La melatonina, chimicamente N-acetil-5-metossitriptammina, è una sostanza individuata in tutti gli organismi viventi; da qui la prima particolarità della melatonina; in natura, infatti, la presenza di una sostanza del tutto identica in tutti gli esseri viventi è alquanto rara.

La melatonina è prodotta dalla ghiandola pineale, ovvero l’epifisi, la ghiandola posta alla base del cervello e agisce sul ipotalamo con la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia ed è connessa anche al buon funzionamento del sistema immunitario; questa sostanza si comporta come fosse una sorta di regolatore dell’armonia notturna, e quindi dei ritmi neuro-endocrino-immunologici.

Da tale armonia dipende lo stato di salute generale, nonché la prevenzione della senescenza, ovvero il “processo biologico involutivo associato all’invecchiamento, caratterizzato da modificazioni strutturali e dal decadimento di varie attività e funzioni fisiologiche”.

Possedendo effetti opposti a quelli dell’adrenalina, che aumenta i battiti del cuore e la pressione del sangue stimolando all’azione, la melatonina diminuisce la frequenza cardiaca e produce rilassamento muscolare inducendo quindi al sonno. Il corretto funzionamento dell’attività ritmica della melatonina è, quindi, elemento fondamentale per il benessere psico fisico e quando il corpo non ne produce abbastanza diventa necessario integrarne la giusta quantità.

Adeguanti livelli di melatonina sono indispensabili per contrastare lo stress, nonché l’attacco di virus e batteri, ma anche per migliorare la qualità del sonno, ridurre i rischi di cardiopatia e combattere gravi malattie, quali il cancro.

La produzione di melatonina da parte dell’organismo varia durante il corso della vita, raggiungendo il livello massimo durante l’infanzia e cominciando a scendere man mano che avanza l’età, per arrivare al minimo durante l’anzianità.

La melatonina contro l’insonnia

Come abbiamo accennato la melatonina è responsabile della qualità del sonno e diventa indispensabile per aiutare l’individuo ad adattare i propri ritmi biologici al fuso orario locale, eliminando i disturbi legati, ad esempio, al jet lag. In caso di viaggi, infatti, bisogna assumere la melatonina alcune notti prima della partenza, durante il viaggio, all’arrivo a destinazione e nelle successive notti.

La quantità ideale per migliorare la qualità del sonno è compresa tra i 4 ai 6 milligrammi, ma può essere già efficace ad un quantitativo minore (1 o 2 milligrammi).  La melatonina viene prodotta durante la fase del sonno profondo e in tale momento si verifica un significativo aumento nel sangue del numero di cellule del sistema immunitario e di conseguenza un miglioramento delle difese naturali contro virus e batteri. Per questa ragione il sistema immunitario lavora al massimo regime proprio durante il sonno; ne deriva che se la qualità del sonno non è ottimale, non lo può essere nemmeno il buon funzionamento delle difese dell’organismo.

InfoUdito: l’udito non è mai stato così prezioso

udito

Il nostro apparato uditivo è sempre in continuo funzionamento captando tutti i rumori e suoni che ci circondano, che poi vengono distinti e riconosciuti dal nostro cervello: in questo modo ci è possibile riconoscere ad esempio una canzone, la voce di una persona cara ed altro ancora.

Ma cosa accade quando non riusciamo più a decifrare i suoni? Questo succede comunemente quando la capacità uditiva si riduce. Le cause possono essere varie: l’importante è non angosciarsi e agire per tempo. Delle volte infatti si può trattare banalmente di un tappo di cerume che può essere eliminato seguendo dei semplici rimedi naturali o rivolgendosi ad uno specialista.

Il consulto e il controllo da un otorino è in verità la strada migliore da intraprendere dato che in alcuni casi ci si può trovare di fronte ad un danno uditivo, determinato da diversi fattori, di cui non si era a conoscenza.

La diagnosi precoce quindi, nel momento in cui si avverte un calo uditivo non dovuto magari ad un semplice tappo di cerume, garantisce buone probabilità di guarigione.

Una delle principali cause da attribuire al calo di udito potrebbe essere l’ipoacusia, che colpisce il 10% della popolazione mondiale.

L’ ipoacusia non è semplice da definire, dato che gli stessi specialisti non ne danno una definizione univoca: questo perché le modalità in cui questa patologia si manifesta possono variare da paziente a paziente. In alcuni casi infatti il paziente può accusare solo una lieve distorsione acustica che si sviluppa sono nel corso di alcune giornate, mentre nei casi più gravi ci si può trovare di fronte alla perdita totale della capacità uditiva da un orecchio o da entrambi nel giro di pochissimi secondi.

Nella maggior parte dei casi però l’ipoacusia è monolaterale, raramente bilaterale: ad ogni modo con una terapia adeguata si può ottenere nuovamente il recupero parziale o totale della capacità uditiva.

Un esame audiometrico tonale può evidenziare un’ipoacusia, di cui a volte molti pazienti non sanno di essere soggetti. Possiamo parlare di questa tipologia quando il risultato dell’esame evidenzia un calo percettivo superiore a 30 dB verificatosi nell’arco di tre giorni su tre con frequenza continua.

Questa patologia può essere di differenti tipologie: possiamo trovare una pratica guida all’ipoacusia su InfoUdito, multinazionale danese leader nello sviluppo, produzione e vendita prodotti dedicati all’udito che vanno dalla strumentazione dedicata alla diagnosi, agli apparecchi acustici fino agli impianti cocleari.

All’interno della suddetta guida l’ipoacusia viene classifica come:

  • trasmissiva
  • neurosensoriale
  • improvvisa
  • percettiva o ipoacusia centrale
  • da rumore

Ma quali sono le cause dell’ipoacusia?

Non c’è una causa univoca che comporta questo calo uditivo improvviso: gli esperti ipotizzano che si possa attribuire a diversi meccanismi, anche se di questi non si individua il principale. Vediamone alcuni:

  • Infezione virale. Non esistono prove evidenti che dimostrano come la genesi dell’ipoacusia possa essere attribuita ad un’infezione, anche se alcuni soggetti con questa patologia sembrano avere una sieroconversione per herpes virus più elevata rispetto ai soggetti non interessati.
  • Disturbi legati alla circolazione. La porzione dell’orecchio interna nota come coclea, nonché sede di tutte le cellule volte alla percezione sonora, è un organo vascolarizzato, anche se non presenta alcun legame con altri vasi sanguigni. Questo significa che nel caso in cui un vaso nutritivo dovesse compromettersi, non ve ne sarebbero altri in grado di fornire sangue all’organo, generando così un danno e un parziale funzionamento dello stesso.
  • Rottura delle membrana intracoclerari. Sia l’orecchio interno e medio che la cloclea sono costituiti da numerose membrane che contengono liquidi. La rottura delle stesse può portare ad ipoacusia improvvisa, così come dimostrato a livello istopatologico in soggetti con questa patologia.
  • Disturbi immunologici. Anche numerose patologie legate a disturbi del proprio sistema immunitario, come ad esempio la sindrome di Cogan o disturbi reumatologici, possono dare origine all’ipoacusia percettiva.

Come curare l’ipoacusia?

Non c’è un protocollo standard per la cura di questa patologia: in generale si cerca di agire su tutti i meccanismi appena indicati in modo da individuarne il principale responsabile. Certo è, che la terapia post diagnosi va inizia in tempi rapidi in quanto le cure hanno un’efficacia maggiore se vengono somministrare entro le prime due settimane dall’insorgenza.

Nel trattamento dell’ipoacusia vengono impiegati diversi tipi di farmaci tra cui vasolodilatatori, reaologici, anti-infiammatori, cortisonici e diuretici.

La verità è che la miglior cura è quella della prevenzione, ragione per la quale nel momento in cui avvertite un disturbo prenotate subito una visita diagnostica in un centro specializzato a voi vicino: andate su Infoudito per sapere come.

Allenare il cervello con il cioccolato

I maya chiamavano cioccolato una bevanda di cacao preparata con acqua calda e spesso aromatizzata con peperoncino e pepe, e la definivano “cibo degli dei”, in quanto il suo consumo era destinato solo ad alcune classi sociali come sovrani, nobili e guerrieri.

Ma non tutti sanno che il cioccolato, cibo degli dei e tentazione irresistibile per ogni goloso, è un’importante carburante per il nostro cervello.

Le ricerche scientifiche più recenti lo hanno studiato come cibo funzionale, indicandolo come un potenziale supplemento alimentare nel proteggere le funzioni cognitive, specialmente in presenza di forme lievi di declino cognitivo.

In particolare, una recente ricerca italiana dell’Università dell’Aquila, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition, ha rivelato il ruolo importante del cacao nel preservare e migliorare le capacità cognitive.

Il cioccolato, infatti, contiene flavonoli, antiossidanti naturali della classe dei flavonoidi, che si trovano in vari tipi di piante tra cui il cacao.

Lo studio sopracitato ha esplorato l’introito dei flavonoidi nell’organismo attraverso l’assunzione di cacao nel breve e nel lungo periodo, analizzando i dati emersi dalle ricerche negli ultimi vent’anni.

I risultati hanno mostrato che l’azione di queste sostanze sarebbe benefica sia a livello cardiovascolare che neurologico, segnando un punto a favore dei golosi di cioccolato.

Ovviamente oltre al cioccolato, questo ruolo benefico va a tutti gli alimenti che contengono flavonoli.

I risultati dello studio hanno analizzato l’effetto dei flavonoli su diverse sfere cognitive, in particolare attenzione, memoria e abilità esecutive, come progettare per obiettivi, attuare i progetti e controllare e modificare il comportamento.

Si è osservato quali reazioni si hanno in questi processi cognitivi a poche ora dall’assunzione di cacao e con un apporto regolare di flavonoli in esso contenuti.

Alcuni studi, ad esempio, avevano mostrato nei partecipanti una memoria di lavoro più forte e una migliore capacità di analizzare le informazioni visive. Inoltre, nelle partecipanti femminili l’assunzione di flavonoli è risultata in grado di contrastare il calo delle prestazioni cognitive dopo una notte in bianco.

In individui anziani sono state invece analizzate le conseguenze dell’assunzione di flavonoli a lungo termine fino a tre mesi, mostrando che a fronte di un apporto giornaliero di queste sostanze, l’attenzione, la velocità di processare le informazioni, la memoria di lavoro, la produzione lessicale si siano rinforzate. Tali benefici erano più evidenti negli anziani con un iniziale deficit di memoria o un leggero declino cognitivo.

Perché il cervello funziona meglio se si mangia cioccolato?

Perché i flavonoli hanno un effetto protettivo sull’endotelio vascolare, la membrana che riveste l’interno dei vasi sanguigni.

L’endotelio svolge una funzione di filtro e regola il passaggio di importanti molecole. Di conseguenza una migliore funzionalità dell’endotelio si traduce in un maggior afflusso di sangue e nutrienti al cervello.

I flavonoli hanno quindi un effetto diretto sulle capacità cognitive e sulle cellule nervose. I flavonoli sono stati localizzati in aree cerebrali cruciali per funzioni come la memoria e l’apprendimento.

In conclusione, lo studio ha mostrato che l’assunzione regolare di flavonoli aiuta particolarmente le funzioni cognitive dei pazienti già affetti da deficit cognitivi e problemi di memoria.

Mentre un’assunzione acuta e immediata degli stessi flavonoli aumenta le performance in situazioni di fatica, di stress o in situazioni di mancanza di sonno.

Attenzione però a non sottovalutare gli effetti indesiderati del consumo di grandi quantità di cioccolato, come l’apporto calorico e gli effetti stimolanti della caffeina. In generale i nutrizionisti affermano che 20 grammi al giorno sono la quantità corretta da assumere, meglio se cioccolato fondente.

Come migliorare la propria salute con un sonno davvero riposante

materasso tammy

Dormire bene è un’attività da non sottovalutare assolutamente in quanto può avere diverse implicazioni sotto il punto di vista psico-fisico della persona. Riposarsi in modo corretto è una delle regole fondamentali per affrontare le sfide che quotidianamente la vita ci riserva. Eppure, molto spesso capita che pur riposando per un numero di ore ritenuto sufficiente, al mattino ci svegliamo senza energia e fiacchi. Da che cosa dipende? Innanzitutto, bisogna sfatare un mito e cioè che non esiste correlazione tra quantità di ore passate a dormire e qualità del sonno. Esistono alcune regole che permettono di migliorare quest’ultima e quindi di avere un sonno davvero riposante che si tramuta in un miglioramento della propria salute. Basta poco per dormire e riposarsi adeguatamente come ad esempio non mangiare molto prima di andare a dormire, non assumere caffè e alcol, non effettuare attività sportiva e così via.

Ma un altro aspetto che non bisogna sottovalutare è rappresentato dal materasso che insieme a rete e guanciali sono prodotti fondamentali per assicurare un corretto riposo al nostro organismo. Cerchiamo di orientarci tra i diversi modelli disponibili sul mercato per effettuare la scelta migliore, precisando che scegliere un buon materasso non vuol dire necessariamente spendere un capitale.
I modelli presenti sul mercato sono essenzialmente materassi a molle, materassi in lattice e materassi in Memory. Un prodotto che sta conquistando sempre di più il favore della clientela è rappresentato dal materasso Tammy. Si tratta di un prodotto di moderna concezione realizzato con l’innovativo materiale Memory Foam che fornisce non appena ci si distende sopra una piacevole sensazione di avvolgimento che elimina eventuali punti di non aderenza e che si modella totalmente al proprio corpo.

Rispetto ad un tradizionale materasso a molle ha il grosso vantaggio di non avere nessuna possibilità di cedimento della struttura qualora ad esempio le molle collassino nel tempo. Oltre a ciò bisogna considerare che avendo un materasso che aderisce perfettamente al corpo si riesce ad avere la garanzia di un riposo perfettamente ergonomico. La struttura del materasso Tammy è elastica e indeformabile, riuscendo a sopportare qualsiasi peso, mantenendo la schiena perfettamente dritta e favorendo la circolazione dell’aria, circostanza che assicura la traspirabilità della pelle. La pulizia di questo materasso è notevolmente semplice grazie alla facilità con la quale può essere sfoderato e lavato.

Scegliere Tammy vuol dire scegliere un materasso che si distingue per qualità e prestazioni superiori rispetto ai molti prodotti presenti in commercio. A ulteriore riprova di questa affermazione, basta pensare che il materasso Tammy gode della certificazione “Materasso di Alta Qualità Certificata” che è un’attestazione che il prodotto supera i requisiti standard previsti dalla normativa in termini di prestazioni, funzionalità, assenza di coloranti allergenici e cancerogeni e di formaldeide.

E’ inoltre un vero e proprio dispositivo per la salute (Dispositivo Medico CE di Classe 1) perchè assicura che non si formino, in caso di lunghe degenze a letto, le piaghe da decubito. In caso di acquisto, quindi, si potrà anche usufruire della detrazione fiscale del 19% da portare in dichiarazione dei redditi. Il materasso Tammy è in definitiva un prodotto dalle elevate prestazioni, realizzato con materiali qualitativamente eccellenti e rispondente in pieno alle certificazioni comunitarie.

Per poi sfruttare al massimo i vantaggi per la salute e la qualità del sonno che derivano da materasso Tammy, il consiglio è di acquistare anche la rete Tammy a doghe, e perché no anche il cuscino. Ed ora vi auguriamo un sonno salutare e pieno di comodità.

Alimenti consigliati in caso di pancia gonfia

gonfiore addominale: quali cibi comprare?

Abbiamo detto che mangiare correttamente e cibi di qualità rappresenta il primo passo per mantenere stomaco e intestino sempre in salute. Ebbene, ma quali sono i cibi che è meglio preferire e quelli che, invece, andrebbero evitati?

Frutta e verdura, ricche di antiossidanti e vitamine, sono le basi da cui partire. La frutta, però, è meglio assumerla lontano dai pasti e utilizzarla per gli spuntini di cui abbiamo parlato poco sopra. Questo, infatti, è un ottimo rimedio per mantenere lo stomaco sempre sazio e per non arrivare ai pasti principali completamente affamati.

Se la fame vi dà il tormento, è preferibile puntare su cibi integrali, come pasta e riso, che essendo molto ricchi di fibre aiutano a gonfiare lo stomaco e a mantenerlo sazio più a lungo. Quando mangiate le proteine, ricordatevi di associare sempre una porzione di verdura al vostro piatto; cotta o cruda non fa differenza, purché non si fritta, perché pesante e molto più difficile da digerire.

In particolare, fate leva su questi alimenti:

  • Finocchio: crudo, cotto o da bere come infuso: aiuta la pancia a sgonfiarsi e a espellere il gas in eccesso.
  • Mela: aiuta lo stomaco a regolarsi dal punto di vista della fermentazione
  • Menta: come infuso è ottima per chi soffre di pancia gonfia
  • Zenzero: una radice da sempre considerata benefica e con ottime proprietà per sgonfiare la pancia e aiutare la digestione

Da evitare, invece, sono:

  • Alimenti piccanti e cibi fritti: sono pesanti e molto difficili da digerire
  • Limitare il consumo di legumi: ceci, lenticchie, piselli e fagiolini possono provocare flatulenza
  • Dolci e dolcificanti: aumentano il livello di fermentazione nell’intestino e favoriscono la sensazione di avere la pancia gonfia

I deficit uditivi: un problema capace di isolarti

Come risolvere i problemi di udito

Particolari condizioni mediche o il naturale processo di invecchiamento possono provocare la diminuzione dell’udito. I deficit uditivi, più di altre patologie, interferiscono in modo consistente sulla qualità della vita quotidiana perché diminuiscono le nostre capacità relazionali: a lungo andare, una persona che non può ascoltare gli altri affronta un graduale e inesorabile senso di isolamento dal mondo esterno. Le carenze uditive rappresentano quindi un vero e proprio handicap per chi ne soffre.

La comunicazione verbale e la percezione del suono in generale, infatti, veicolano la maggior parte delle informazioni utili alla percezione della realtà che ci circonda, contribuiscono in modo importante allo sviluppo dell’intelletto e – non da ultimo – permettono di intessere relazioni con gli altri. Uno dei principali problemi avvertiti da chi soffre di disturbi all’udito è l’improvviso senso di distanza emotiva dai propri cari. Queste ragioni, unite alla necessità di intervenire tempestivamente alla cura di una patologia che tende a peggiorare con il tempo, devono spingere a rivolgersi ad uno specialista fin dal presentarsi dei primi sintomi.

I sintomi dell’ipoacusia

I deficit uditivi possono essere di vario tipo. L’ipotesi più frequente, normalmente legata al fisiologico invecchiamento degli organi, è detta ipoacusia e consiste in un abbassamento dell’udito. Percepirne i sintomi fin dalle prime manifestazioni non è sempre semplice, perché questi si presentano lentamente e con gradualità, tanto che chi ne soffre non se ne accorge o non percepisce da subito il problema come reale.

Non è raro che la diminuzione dell’udito interessi, all’inizio, solamente suoni di determinate frequenze o che il paziente lamenti di non riuscire a distinguere con precisione l’articolazione delle parole. Conoscere questi sintomi può essere determinante per la diagnosi o l’intervento precoce, perché si tratta di un disturbo che non arresta il suo decorso autonomamente. Se tu o qualcuno dei tuoi cari presenta improvvisamente difficoltà a comprendere conversazioni che avvengono in particolari condizioni – per esempio in strade trafficate o in luoghi affollati – potrebbe essere l’indizio di un deficit uditivo.

L’acufene: un fastidio che non ti abbandona mai

Ronzii, fischi, fruscii, pulsazioni: l’acufene è un disturbo che può assumere tante forme, tutte in grado di compromettere la qualità della vita di chi ne soffre. Questa patologia, detta anche tinnito, provoca infatti la percezione di un suono costante o a intermittenza, che però non proviene da alcuna fonte esterna. Date le sue caratteristiche, si tratta di un problema che debilita il paziente dal punto di vista psicologico: la convivenza con un rumore costante può impedire il riposo e le più semplici attività quotidiane, oltre che turbare la serenità personale e le relazioni affettive.

Rivolgersi a uno specialista, in questi casi, diventa una priorità. Grazie a particolari test audiometrici sarà possibile individuare la natura e la portata del problema e le sue cause. Quando queste non siano riconducibili a particolari patologie, la terapia dell’acufene potrà essere costituita solo da un insieme di attività terapeutiche che aiutino il paziente a sopportare o attenuare il rumore.

Le cause e i rimedi

Quando si parla di deficit uditivi, i rimedi a disposizione variano a seconda della causa del disturbo. Le ragioni più frequenti della perdita dell’udito sono legate alla naturale degenerazione dei tessuti che compongono l’apparato uditivo, ma altri fattori possono intervenire ad accelerarne la comparsa. Lavori o abitudini che espongono a rumori intensi e prolungati, malattie virali o l’assunzione di determinati farmaci sono tra i fattori di rischio più frequenti. Per combattere il problema è necessario, in tutti i casi, rivolgersi allo specialista fin dalla comparsa dei primi campanelli d’allarme.

Sottovalutare la comparsa dei primi sintomi, infatti, è un comportamento molto frequente: molte persone avvertono disagio ad ammettere di avere un problema all’udito. L’apparato uditivo invece, proprio come quello visivo, può presentare patologie che necessitano di correzione immediata. Se soffri di un deficit uditivo o vuoi aiutare uno dei tuoi cari a intraprendere un percorso di cura, tieni presente l’importanza di sottoporsi a un tempestivo esame di controllo. Vi consigliamo di consultare il sito https://www.info-udito.com per prenotare un controllo in un centro vicino a casa tua.

Solo in questo modo, infatti, potrai evitare che il disturbo progredisca e comprometta la tua serenità e le tue relazioni.

Cos’è l’asma

L’asma consiste in una malattia cronica delle vie aeree, causata da un’infiammazione – specialmente dei bronchi – che fa scaturire una ipersensibilità agli stimoli, il che causa un’ostruzione dei bronchi temporanea e quindi difficoltà a respirare. 

Sono molte le persone che in Italia e nel mondo soffrono di asma, uomini e donne, adulti e bambini. Alla base dell’asma, come detto, vi è uno stato di infiammazione dei bronchi che causa una iperreattività degli stessi, per cui spesso si va incontro a delle crisi respiratorie, che prendono il nome di attacchi d’asma, causate dal temporaneo restringimento dei bronchi. 

Nel corso della respirazione normale, l’aria entra ed esce dai polmoni in modo libero. Tuttavia, se le vie aeree sono infiammate, allora la loro mucosa si gonfia, in conseguenza i muscoli che si trovano vicini alle vie aeree si contraggono, e il muco blocca le piccole vie aeree: la respirazione diventa difficoltosa e può peggiorare. 

L’asma in genere si manifesta in modo peggiore durante la notte e al mattino, ma può comunque variare molto da persona a persona. 

I sintomi della patologia possono comparire del tutto improvvisamente, oppure in modo graduale. 

In genere, però, è facile che l’asma faccia la sua prima comparsa durante l’infanzia e l’adolescenza, per quanto non è escluso che possa scaturire anche quando una persona è adulta. 

I sintomi, da soli, non sono sufficienti per poter diagnosticare l’asma o la sua provenienza. Per identificare questa patologia, infatti, spesso è necessario procedere per esclusione e quindi eliminare altri possibili problemi alla base dei sintomi, come enfisema, scompenso del cuore, o bronchite. 

L’importanza della diagnosi è quindi in prima linea. Il medico di medicina generale, nella maggior parte delle ipotesi, può diagnosticare se si soffra o meno di asma: tuttavia come abbiamo anticipato nella maggior parte delle ipotesi bisogna poter contestualmente escludere che a causare il problema siano altre malattie come il reflusso gastroesofageo, o patologie differenti. 

In questi casi, è necessario ricorrere ad esami strumentali in ospedale che possono escludere la presenza di altre malattie. Inoltre il giudizio di un medico è anche fondamentale per comprendere la gravità dello stato di asma, che varia da persona a persona. 

Le cause dell’asma possono essere diverse, in genere questa condizione si scatena quando una persona – già preposta allo sviluppo della malattia – va a contatto con delle sostanze alle quali è allergico. 

Inoltre, ci sono degli elementi che, dal punto di vista statistico, fanno parlare di predisposizione all’asma: si tratta del sesso femminile, dell’allergia, della obesità. 

Fra i fattori ambientali che possono peggiorare lo stato dei bronchi o addirittura scatenare l’asma ci sono anche il fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, gli allergeni, e le infezioni delle vie aeree che possono causare un attacco di asma. 

L’attacco d’asma si risolve per mezzo dell’uso di farmaci broncodilatatori e nei casi di attacchi gravi con l’uso di steroidi, somministrati in vena o intramuscolo. In alcuni casi, è anche necessario l’intervento del medico. 

Dall’asma, purtroppo, non si può guarire. Tuttavia, però la terapia e il trattamento adeguato permette ai pazienti di tenere sotto controllo questo problema e di poter vivere normalmente sia al lavoro che a casa, a scuola, e nelle normali attività della vita quotidiana.
Per maggiori informazioni, visita questo sito.

Pratici suggerimenti su come ricreare le fossette

fossette sul viso: come si eliminano chirurgicamente?

C’è chi le ha naturali e chi, invece, ne è totalmente sprovvisto, comunque sia le fossette rappresentano un “tratto distintivo” di bellezza, in quanto seducenti e piacevoli e da guardare. Di solito, si manifestano con un sorriso, rendendo più attraente la persona e più bello il viso. Si tratta di una caratteristica ereditata in modo autosomico dominante: la fossetta del crepaccio è presente nel cromosoma 5, mentre le fossette inerenti alle guance nel cromosoma 16.

Le fossette possono essere di diverse tipologie, ossia transitorie o permanenti, in base al fattore del loro verificarsi. L’aumentare dell’accumulo di grasso, che va riducendosi col passare degli anni, genera delle fossette transitorie, mentre lo stiramento dei muscoli durante la crescita provoca una graduale obliterazione della caratteristica facciale. Ecco spiegato il motivo per cui alcune fossette risultano più visibili e accentuate nelle persone con una età giovane.

Le fossette presenti sul viso sono collocate generalmente sulle guance e sul mento (meno frequente). La struttura delle fossette delle guance è dovuta a un difetto causato dai muscoli sul viso, mentre quella del mento è provocata da un difetto osseo sottostante.

Fossette sulle guance e quelle sul mento

Le fossette sulle guance sono il risultato di un inserimento dermo-cutaneo delle fibre sul fascio inferiore del muscolo maggiore doppio zigomatico. Quando sorridiamo, la pelle sovrastante tende a proiettarsi verso l’interno ampliando in questo modo la fossetta. Entrambe le guance possono avere una o più fossette ma è più comune che le fossette si manifestino su entrambe le guance di una sola guancia. L’intervento chirurgico della fossetta viene eseguito facilmente in anestesia locale. Le tecniche più utilizzate consistono nell’aderenza dei muscoli buccinatori del viso al derma della pelle ottenuto attraverso suture transcutanee o con una tecnica eseguita mediante la bocca, molto utile poiché non riporta cicatrici. Le fossette ricreate chirurgicamente, come quelle naturali, appaiono sorridenti e ben proporzionate al viso. La fossetta può mostrarsi anche senza sorridere nei primi giorni o alcune settimane dopo l’intervento. Nonostante la fossetta ricreata chirurgicamente riprenda in tutto e per tutto l’azione delle normali fossette è doveroso ricordare la presenza di una cicatrice tra la pelle interna e il muscolo buccinatore.

La posizione ottimale delle fossette

Nel momento in cui si decide di ricreare una fossetta chirurgicamente, la posizione ottimale rimane l’aria in cui si intravede la debole fossetta naturale quando si sorride. In sostanza, mediante l’intervento chirurgico non si fa altro che rendere più prominente la debole fossetta preesistente. Se, invece, la fossetta è presente solo su una guancia, allora la posizione ideale per l’altra fossetta sarà contrassegnata nella zona corrispondente in modo da conservare la simmetria facciale. Nel caso in cui la fossetta preesistente non è per niente visibile, la posizione ottimale sarebbe l’intersezione tra una linea orizzontale dall’angolo della bocca e una linea verticale dal canto dell’orecchio laterale. In ogni caso, la posizione finale viene scelta dal paziente in base alle sue esigenze e al vettore del sorriso.