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Come migliorare la propria salute con un sonno davvero riposante

materasso tammy

Dormire bene è un’attività da non sottovalutare assolutamente in quanto può avere diverse implicazioni sotto il punto di vista psico-fisico della persona. Riposarsi in modo corretto è una delle regole fondamentali per affrontare le sfide che quotidianamente la vita ci riserva. Eppure, molto spesso capita che pur riposando per un numero di ore ritenuto sufficiente, al mattino ci svegliamo senza energia e fiacchi. Da che cosa dipende? Innanzitutto, bisogna sfatare un mito e cioè che non esiste correlazione tra quantità di ore passate a dormire e qualità del sonno. Esistono alcune regole che permettono di migliorare quest’ultima e quindi di avere un sonno davvero riposante che si tramuta in un miglioramento della propria salute. Basta poco per dormire e riposarsi adeguatamente come ad esempio non mangiare molto prima di andare a dormire, non assumere caffè e alcol, non effettuare attività sportiva e così via.

Ma un altro aspetto che non bisogna sottovalutare è rappresentato dal materasso che insieme a rete e guanciali sono prodotti fondamentali per assicurare un corretto riposo al nostro organismo. Cerchiamo di orientarci tra i diversi modelli disponibili sul mercato per effettuare la scelta migliore, precisando che scegliere un buon materasso non vuol dire necessariamente spendere un capitale.
I modelli presenti sul mercato sono essenzialmente materassi a molle, materassi in lattice e materassi in Memory. Un prodotto che sta conquistando sempre di più il favore della clientela è rappresentato dal materasso Tammy. Si tratta di un prodotto di moderna concezione realizzato con l’innovativo materiale Memory Foam che fornisce non appena ci si distende sopra una piacevole sensazione di avvolgimento che elimina eventuali punti di non aderenza e che si modella totalmente al proprio corpo.

Rispetto ad un tradizionale materasso a molle ha il grosso vantaggio di non avere nessuna possibilità di cedimento della struttura qualora ad esempio le molle collassino nel tempo. Oltre a ciò bisogna considerare che avendo un materasso che aderisce perfettamente al corpo si riesce ad avere la garanzia di un riposo perfettamente ergonomico. La struttura del materasso Tammy è elastica e indeformabile, riuscendo a sopportare qualsiasi peso, mantenendo la schiena perfettamente dritta e favorendo la circolazione dell’aria, circostanza che assicura la traspirabilità della pelle. La pulizia di questo materasso è notevolmente semplice grazie alla facilità con la quale può essere sfoderato e lavato.

Scegliere Tammy vuol dire scegliere un materasso che si distingue per qualità e prestazioni superiori rispetto ai molti prodotti presenti in commercio. A ulteriore riprova di questa affermazione, basta pensare che il materasso Tammy gode della certificazione “Materasso di Alta Qualità Certificata” che è un’attestazione che il prodotto supera i requisiti standard previsti dalla normativa in termini di prestazioni, funzionalità, assenza di coloranti allergenici e cancerogeni e di formaldeide.

E’ inoltre un vero e proprio dispositivo per la salute (Dispositivo Medico CE di Classe 1) perchè assicura che non si formino, in caso di lunghe degenze a letto, le piaghe da decubito. In caso di acquisto, quindi, si potrà anche usufruire della detrazione fiscale del 19% da portare in dichiarazione dei redditi. Il materasso Tammy è in definitiva un prodotto dalle elevate prestazioni, realizzato con materiali qualitativamente eccellenti e rispondente in pieno alle certificazioni comunitarie.

Per poi sfruttare al massimo i vantaggi per la salute e la qualità del sonno che derivano da materasso Tammy, il consiglio è di acquistare anche la rete Tammy a doghe, e perché no anche il cuscino. Ed ora vi auguriamo un sonno salutare e pieno di comodità.

Alimenti consigliati in caso di pancia gonfia

gonfiore addominale: quali cibi comprare?

Abbiamo detto che mangiare correttamente e cibi di qualità rappresenta il primo passo per mantenere stomaco e intestino sempre in salute. Ebbene, ma quali sono i cibi che è meglio preferire e quelli che, invece, andrebbero evitati?

Frutta e verdura, ricche di antiossidanti e vitamine, sono le basi da cui partire. La frutta, però, è meglio assumerla lontano dai pasti e utilizzarla per gli spuntini di cui abbiamo parlato poco sopra. Questo, infatti, è un ottimo rimedio per mantenere lo stomaco sempre sazio e per non arrivare ai pasti principali completamente affamati.

Se la fame vi dà il tormento, è preferibile puntare su cibi integrali, come pasta e riso, che essendo molto ricchi di fibre aiutano a gonfiare lo stomaco e a mantenerlo sazio più a lungo. Quando mangiate le proteine, ricordatevi di associare sempre una porzione di verdura al vostro piatto; cotta o cruda non fa differenza, purché non si fritta, perché pesante e molto più difficile da digerire.

In particolare, fate leva su questi alimenti:

  • Finocchio: crudo, cotto o da bere come infuso: aiuta la pancia a sgonfiarsi e a espellere il gas in eccesso.
  • Mela: aiuta lo stomaco a regolarsi dal punto di vista della fermentazione
  • Menta: come infuso è ottima per chi soffre di pancia gonfia
  • Zenzero: una radice da sempre considerata benefica e con ottime proprietà per sgonfiare la pancia e aiutare la digestione

Da evitare, invece, sono:

  • Alimenti piccanti e cibi fritti: sono pesanti e molto difficili da digerire
  • Limitare il consumo di legumi: ceci, lenticchie, piselli e fagiolini possono provocare flatulenza
  • Dolci e dolcificanti: aumentano il livello di fermentazione nell’intestino e favoriscono la sensazione di avere la pancia gonfia

I deficit uditivi: un problema capace di isolarti

Come risolvere i problemi di udito

Particolari condizioni mediche o il naturale processo di invecchiamento possono provocare la diminuzione dell’udito. I deficit uditivi, più di altre patologie, interferiscono in modo consistente sulla qualità della vita quotidiana perché diminuiscono le nostre capacità relazionali: a lungo andare, una persona che non può ascoltare gli altri affronta un graduale e inesorabile senso di isolamento dal mondo esterno. Le carenze uditive rappresentano quindi un vero e proprio handicap per chi ne soffre.

La comunicazione verbale e la percezione del suono in generale, infatti, veicolano la maggior parte delle informazioni utili alla percezione della realtà che ci circonda, contribuiscono in modo importante allo sviluppo dell’intelletto e – non da ultimo – permettono di intessere relazioni con gli altri. Uno dei principali problemi avvertiti da chi soffre di disturbi all’udito è l’improvviso senso di distanza emotiva dai propri cari. Queste ragioni, unite alla necessità di intervenire tempestivamente alla cura di una patologia che tende a peggiorare con il tempo, devono spingere a rivolgersi ad uno specialista fin dal presentarsi dei primi sintomi.

I sintomi dell’ipoacusia

I deficit uditivi possono essere di vario tipo. L’ipotesi più frequente, normalmente legata al fisiologico invecchiamento degli organi, è detta ipoacusia e consiste in un abbassamento dell’udito. Percepirne i sintomi fin dalle prime manifestazioni non è sempre semplice, perché questi si presentano lentamente e con gradualità, tanto che chi ne soffre non se ne accorge o non percepisce da subito il problema come reale.

Non è raro che la diminuzione dell’udito interessi, all’inizio, solamente suoni di determinate frequenze o che il paziente lamenti di non riuscire a distinguere con precisione l’articolazione delle parole. Conoscere questi sintomi può essere determinante per la diagnosi o l’intervento precoce, perché si tratta di un disturbo che non arresta il suo decorso autonomamente. Se tu o qualcuno dei tuoi cari presenta improvvisamente difficoltà a comprendere conversazioni che avvengono in particolari condizioni – per esempio in strade trafficate o in luoghi affollati – potrebbe essere l’indizio di un deficit uditivo.

L’acufene: un fastidio che non ti abbandona mai

Ronzii, fischi, fruscii, pulsazioni: l’acufene è un disturbo che può assumere tante forme, tutte in grado di compromettere la qualità della vita di chi ne soffre. Questa patologia, detta anche tinnito, provoca infatti la percezione di un suono costante o a intermittenza, che però non proviene da alcuna fonte esterna. Date le sue caratteristiche, si tratta di un problema che debilita il paziente dal punto di vista psicologico: la convivenza con un rumore costante può impedire il riposo e le più semplici attività quotidiane, oltre che turbare la serenità personale e le relazioni affettive.

Rivolgersi a uno specialista, in questi casi, diventa una priorità. Grazie a particolari test audiometrici sarà possibile individuare la natura e la portata del problema e le sue cause. Quando queste non siano riconducibili a particolari patologie, la terapia dell’acufene potrà essere costituita solo da un insieme di attività terapeutiche che aiutino il paziente a sopportare o attenuare il rumore.

Le cause e i rimedi

Quando si parla di deficit uditivi, i rimedi a disposizione variano a seconda della causa del disturbo. Le ragioni più frequenti della perdita dell’udito sono legate alla naturale degenerazione dei tessuti che compongono l’apparato uditivo, ma altri fattori possono intervenire ad accelerarne la comparsa. Lavori o abitudini che espongono a rumori intensi e prolungati, malattie virali o l’assunzione di determinati farmaci sono tra i fattori di rischio più frequenti. Per combattere il problema è necessario, in tutti i casi, rivolgersi allo specialista fin dalla comparsa dei primi campanelli d’allarme.

Sottovalutare la comparsa dei primi sintomi, infatti, è un comportamento molto frequente: molte persone avvertono disagio ad ammettere di avere un problema all’udito. L’apparato uditivo invece, proprio come quello visivo, può presentare patologie che necessitano di correzione immediata. Se soffri di un deficit uditivo o vuoi aiutare uno dei tuoi cari a intraprendere un percorso di cura, tieni presente l’importanza di sottoporsi a un tempestivo esame di controllo. Vi consigliamo di consultare il sito https://www.info-udito.com per prenotare un controllo in un centro vicino a casa tua.

Solo in questo modo, infatti, potrai evitare che il disturbo progredisca e comprometta la tua serenità e le tue relazioni.

Cos’è l’asma

L’asma consiste in una malattia cronica delle vie aeree, causata da un’infiammazione – specialmente dei bronchi – che fa scaturire una ipersensibilità agli stimoli, il che causa un’ostruzione dei bronchi temporanea e quindi difficoltà a respirare. 

Sono molte le persone che in Italia e nel mondo soffrono di asma, uomini e donne, adulti e bambini. Alla base dell’asma, come detto, vi è uno stato di infiammazione dei bronchi che causa una iperreattività degli stessi, per cui spesso si va incontro a delle crisi respiratorie, che prendono il nome di attacchi d’asma, causate dal temporaneo restringimento dei bronchi. 

Nel corso della respirazione normale, l’aria entra ed esce dai polmoni in modo libero. Tuttavia, se le vie aeree sono infiammate, allora la loro mucosa si gonfia, in conseguenza i muscoli che si trovano vicini alle vie aeree si contraggono, e il muco blocca le piccole vie aeree: la respirazione diventa difficoltosa e può peggiorare. 

L’asma in genere si manifesta in modo peggiore durante la notte e al mattino, ma può comunque variare molto da persona a persona. 

I sintomi della patologia possono comparire del tutto improvvisamente, oppure in modo graduale. 

In genere, però, è facile che l’asma faccia la sua prima comparsa durante l’infanzia e l’adolescenza, per quanto non è escluso che possa scaturire anche quando una persona è adulta. 

I sintomi, da soli, non sono sufficienti per poter diagnosticare l’asma o la sua provenienza. Per identificare questa patologia, infatti, spesso è necessario procedere per esclusione e quindi eliminare altri possibili problemi alla base dei sintomi, come enfisema, scompenso del cuore, o bronchite. 

L’importanza della diagnosi è quindi in prima linea. Il medico di medicina generale, nella maggior parte delle ipotesi, può diagnosticare se si soffra o meno di asma: tuttavia come abbiamo anticipato nella maggior parte delle ipotesi bisogna poter contestualmente escludere che a causare il problema siano altre malattie come il reflusso gastroesofageo, o patologie differenti. 

In questi casi, è necessario ricorrere ad esami strumentali in ospedale che possono escludere la presenza di altre malattie. Inoltre il giudizio di un medico è anche fondamentale per comprendere la gravità dello stato di asma, che varia da persona a persona. 

Le cause dell’asma possono essere diverse, in genere questa condizione si scatena quando una persona – già preposta allo sviluppo della malattia – va a contatto con delle sostanze alle quali è allergico. 

Inoltre, ci sono degli elementi che, dal punto di vista statistico, fanno parlare di predisposizione all’asma: si tratta del sesso femminile, dell’allergia, della obesità. 

Fra i fattori ambientali che possono peggiorare lo stato dei bronchi o addirittura scatenare l’asma ci sono anche il fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, gli allergeni, e le infezioni delle vie aeree che possono causare un attacco di asma. 

L’attacco d’asma si risolve per mezzo dell’uso di farmaci broncodilatatori e nei casi di attacchi gravi con l’uso di steroidi, somministrati in vena o intramuscolo. In alcuni casi, è anche necessario l’intervento del medico. 

Dall’asma, purtroppo, non si può guarire. Tuttavia, però la terapia e il trattamento adeguato permette ai pazienti di tenere sotto controllo questo problema e di poter vivere normalmente sia al lavoro che a casa, a scuola, e nelle normali attività della vita quotidiana.
Per maggiori informazioni, visita questo sito.

Pratici suggerimenti su come ricreare le fossette

fossette sul viso: come si eliminano chirurgicamente?

C’è chi le ha naturali e chi, invece, ne è totalmente sprovvisto, comunque sia le fossette rappresentano un “tratto distintivo” di bellezza, in quanto seducenti e piacevoli e da guardare. Di solito, si manifestano con un sorriso, rendendo più attraente la persona e più bello il viso. Si tratta di una caratteristica ereditata in modo autosomico dominante: la fossetta del crepaccio è presente nel cromosoma 5, mentre le fossette inerenti alle guance nel cromosoma 16.

Le fossette possono essere di diverse tipologie, ossia transitorie o permanenti, in base al fattore del loro verificarsi. L’aumentare dell’accumulo di grasso, che va riducendosi col passare degli anni, genera delle fossette transitorie, mentre lo stiramento dei muscoli durante la crescita provoca una graduale obliterazione della caratteristica facciale. Ecco spiegato il motivo per cui alcune fossette risultano più visibili e accentuate nelle persone con una età giovane.

Le fossette presenti sul viso sono collocate generalmente sulle guance e sul mento (meno frequente). La struttura delle fossette delle guance è dovuta a un difetto causato dai muscoli sul viso, mentre quella del mento è provocata da un difetto osseo sottostante.

Fossette sulle guance e quelle sul mento

Le fossette sulle guance sono il risultato di un inserimento dermo-cutaneo delle fibre sul fascio inferiore del muscolo maggiore doppio zigomatico. Quando sorridiamo, la pelle sovrastante tende a proiettarsi verso l’interno ampliando in questo modo la fossetta. Entrambe le guance possono avere una o più fossette ma è più comune che le fossette si manifestino su entrambe le guance di una sola guancia. L’intervento chirurgico della fossetta viene eseguito facilmente in anestesia locale. Le tecniche più utilizzate consistono nell’aderenza dei muscoli buccinatori del viso al derma della pelle ottenuto attraverso suture transcutanee o con una tecnica eseguita mediante la bocca, molto utile poiché non riporta cicatrici. Le fossette ricreate chirurgicamente, come quelle naturali, appaiono sorridenti e ben proporzionate al viso. La fossetta può mostrarsi anche senza sorridere nei primi giorni o alcune settimane dopo l’intervento. Nonostante la fossetta ricreata chirurgicamente riprenda in tutto e per tutto l’azione delle normali fossette è doveroso ricordare la presenza di una cicatrice tra la pelle interna e il muscolo buccinatore.

La posizione ottimale delle fossette

Nel momento in cui si decide di ricreare una fossetta chirurgicamente, la posizione ottimale rimane l’aria in cui si intravede la debole fossetta naturale quando si sorride. In sostanza, mediante l’intervento chirurgico non si fa altro che rendere più prominente la debole fossetta preesistente. Se, invece, la fossetta è presente solo su una guancia, allora la posizione ideale per l’altra fossetta sarà contrassegnata nella zona corrispondente in modo da conservare la simmetria facciale. Nel caso in cui la fossetta preesistente non è per niente visibile, la posizione ottimale sarebbe l’intersezione tra una linea orizzontale dall’angolo della bocca e una linea verticale dal canto dell’orecchio laterale. In ogni caso, la posizione finale viene scelta dal paziente in base alle sue esigenze e al vettore del sorriso.

Allenamento personalizzato con il personal trainer

Al giorno d’oggi l’allenamento in palestra è una modalità di tenersi in forma che va molto di moda fra giovani e meno giovani.

L’allenamento però deve essere altamente personalizzato, vale a dire che deve modularsi e costruirsi sulla base delle esigenze della persona che vi si sottopone. La creazione di un programma personalizzato, da seguire passo a passo, è la regola. Qui entra in gioco quindi una figura fondamentale nell’allenamento, che è quella del Personal Trainer (vedi: trainingspecialist.ch). Il Personal Trainer consiste in una figura professionale il cui scopo è quello di iniziare all’allenamento ed all’esercizio fisico le persone che frequentano la palestra, e di indicare anche lo stile di vita più salutare da seguire, oltre che il programma personalizzato.

Il Personal Trainer, oltre a tutto questo, è anche un motivatore, colui che deve cercare di capire le caratteristiche fisiche e psicologiche e le possibilità della persona che gli sta di fronte per aiutarlo a raggiungere l’obbiettivo.

Il Personal Trainer innanzitutto, essendo una figura professionale, deve conoscere la persona che si affida alle sue mani.

Innanzitutto il Personal Trainer ha il compito di effettuare l’anamnesi, ovvero l’intervista iniziale al suo cliente, volta allo scopo di conoscerlo meglio per poter costruire un programma di allenamento personalizzato. L’anamnesi verte sulla storia medica del cliente, sul suo stile di vita, su eventuali infortuni, attività sportive portate avanti, e poi sulle sue esigenze e sugli obiettivi.

Segue poi la valutazione antropometrica funzionale, vale a dire alcune misurazioni con appositi strumenti che servono per determinare la composizione corporea.

Una volta stilato il programma di allenamento e cominciato ad eseguirlo, il Personal Trainer tiene sotto controllo l’efficienza e lo svolgimento dell’allenamento nel corso della programmazione a medio e lungo termine. A intervalli di tempo regolari, il Personal Trainer effettua un controllo sugli obbiettivi raggiunti ed eventualmente apporta delle modifiche e correzioni al programma.

Al termine del lavoro, si controllano gli obbiettivi raggiunti e se è necessario qualche perfezionamento. 

Come si sa, le tecniche di allenamento esistenti sono davvero tante, e quasi tutte molto valide, ma la scelta della tipologia dipende dall’esperienza del Personal Trainer che deve cercare di capire, sulla base delle caratteristiche fisiche e psicologiche del cliente, quale sia la migliore.

Il Personal Trainer ha lo scopo di lavorare sul singolo individua, tenendo conto delle sue peculiarità, dei talenti, dei punti di forza e di quelli di svantaggio.

Il Personal Trainer è una figura da scegliere con molta pazienza e possibilmente è meglio evitare quelli ‘improvvisati’, perché poi le ripercussioni sulla qualità dell’allenamento e sui risultati finali ci sono e si vedono.

Un Personal Trainer non necessariamente segue ogni singolo allenamento del cliente, ma deve comunque tenere monitorato l’andamento complessivo del programma e deve essere disponibile in caso di dubbi, domande, problemi.

Da questo breve excursus si desume che egli è una figura altamente qualificata e specializzata e che bisognerebbe sempre cercare di sceglierla con calma e con cura, tenendo conto degli studi effettuati, dei riconoscimenti e dei risultati sul campo. Il personal trainer può essere seguito sia in casa, sia in palestra, con programmi specializzati.

 

I perfetti alleati per la salute dei capelli: gli integratori naturali

Gli integratori naturali per capelli

I capelli sono una parte molto importante del nostro corpo e del nostro aspetto e mantenerli sani e robusti è fondamentale. La loro salute dipende da molti fattori, tra cui alimentazione, cambiamenti di stagione, stress e così via. In alcuni periodi della nostra vita, perciò, possiamo trovarci di fronte a capelli sfibrati, secchi e che tendono a cadere. Una corretta alimentazione è sicuramente fondamentale per prevenire questi problemi, grazie al giusto apporto di vitamine e minerali contenuti negli alimenti. Tuttavia, spesso il nostro organismo non riesce ad assorbire tutte le sostanze nutritive necessarie attraverso la sola alimentazione, con conseguenze negative anche sulla salute dei capelli. Ci sono poi particolari periodi dell’anno come la fine dell’estate o i cambi di stagione, in cui i nostri capelli sono inevitabilmente sottoposti ad un maggiore stress che può ulteriormente indebolirli.

In tutti questi casi, un valido aiuto può venirci dagli integratori per capelli naturali che possono contribuire a rafforzare il cuoio capelluto e migliorare la salute del capello grazie all’apporto di vitamine, minerali e alle proprietà benefiche di molti degli ingredienti naturali contenuti al loro interno. Gli integratori per capelli possono essere un valido supporto non solo nel caso di capelli deboli e sfibrati ma anche in caso di patologie più serie come la caduta dei capelli e le calvizie grazie alla loro combinazione di erbe naturali benefiche.

Vediamo più nel dettaglio quali sostanze possono favorire la salute del capello.

Vitamine:

  • Vitamina A, C ed E sono essenziali per mantenere in salute il capello ed il cuoio capelluto grazie alle proprietà antiossidanti e alla loro azione contro i radicali liberi, proteggendo i vasi sanguigni e prevenendo dall’invecchiamento delle cellule.
  • Vitamine del gruppo B, e in particolare la Biotina può venire in aiuto in caso di problemi di caduta dei capelli, aiutando a favorire la ricrescita. Anche l’ Acido Folico e la Niatina possono essere molto importanti in quanto, il primo, contribuisce a rigenerare le cellule del cuoio capelluto e la seconda può aiutare a normalizzare i livelli ormonali il cui squilibrio spesso è causa della perdita di capelli.

Minerali:

  • Ferro: è un minerale molto importante per la salute del capello in quanto partecipa alla sintesi dell’emoglobina, proteina responsabile della distruzione dell’ossigeno nei tessuti.
  • Magnesio: può favorire la circolazione sanguigna, l’elasticità dei tessuti e rilassare il sistema nervoso.
  • Zinco: è fondamentale per la pigmentazione del capello e può aiutare sia in caso di  problemi di caduta dei capelli, sia in caso di capelli grigi.
  • Rame: gioca un ruolo fondamentale per il benessere del capello, stimolando la produzione di melanina e favorendo il processo di cheratinizzazione. Può quindi aiutare in caso di bulbi piliferi atrofizzati e per rallentare l’invecchiamento.

Come abbiamo visto, quindi, gli integratori naturali possono essere un valido aiuto quando ci troviamo davanti a capelli indeboliti e sfibrati, contribuendo a fornire al nostro organismo il giusto apporto di vitamine e minerali e aiutandoci a mantenere in forma il capello in particolari periodi dell’anno.

A cosa fa bene andare in bicicletta

Andare in bicicletta è una delle attività più amate da tantissimi italiani e non. 

Andare in bici è sicuramente un modo veloce e agile di spostarsi, ma fa anche molto bene alla salute. Non ci sono dubbi: pedalare è un toccasana per il corpo. Cerchiamo di capire esattamente come.

Andare in bici è un’attività che fa bene al corpo: in primis, pedalare fa bene al cuore, perché protegge il muscolo cardiaco, lo mantiene forte, e lo allena alla fatica. 

Inoltre, pedalare aiuta tutto il sistema cardiovascolare, infatti è stato dimostrato che migliora la circolazione a livello delle gambe, e previene l’insorgenza del gonfiore alle gambe. È stato dimostrato che l’uso costante della bici tiene alla larga dalle malattie del cuore, soprattutto infarto e ictus, che permette di allenare il cuore, il quale pompa più sangue nelle arterie e con più forza.

Non solo salute del cuore: andare in bici permette di migliorare il metabolismo. Infatti questa è un’attività di resistenza, il che significa che aiuta la digestione il circolo sanguigno del cervello, l’attività dei muscoli.

Non bisogna dimenticare che si dimagrisce velocemente, senza fare troppa fatica. Andare in bici al lavoro al posto di prendere la macchina è una soluzione ideale per chi voglia perdere peso, in quanto pedalando si consumano fino a 500-600 kcal (se si va forte). Se si pedala un po’ meno velocemente, si possono consumare dalle 300 alle 600 kcal all’ora.

Il ciclismo è uno sport di resistenza, che impegna tutti i muscoli: questo significa che dopo solo mezz’ora di ciclismo, il corpo comincia a bruciare le scorte di grasso del corpo, e non quelle di glucosio. Ecco perché il ciclismo è davvero indicato per chi voglia perdere peso.

Il corpo viene stimolato completamente, mentre si pedala. Se è vero che le parti più sottoposte a sforzo sono le gambe, polpacci e cosce, comunque si rinforzano anche i muscoli della schiena e quelli delle braccia. Per restare in equilibrio sul sellino, si usano anche gli addominali, e la parte inferiore della schiena.

Però bisogna cercare di mantenere una posizione giusta in sella o si rischia di procurarsi crampi e dolori ai muscoli… 

Andare in bicicletta ha anche altri vantaggi. Ad esempio, riesce a preservare le articolazioni perché il 50% del peso del corpo viene scaricato su glutei e sul sellino. Senza contare che inoltre chi va in bici è ben allenato ed ha un’ottima resistenza fisica e molta energia. C’è solo da guadagnare a cominciare ad andare in bici.

Per andare in bici senza troppa fatica, è sempre bene fare attenzione a qualche regola basilare.

  • Scegliere un telaio della propria taglia, proporzionato all’altezza (una vasta scelta di bici da bambino e per adulti si trova su biciebici.net)
  • Controllare sempre la pressione delle ruote, per non fare fatica inutile.
  • Curare la manutenzione della bici, in primis la lubrificazione delle componenti in metallo.
  • Optare per ruote ideali al tipo di terreno sul quale si prevede di andare.
  • Mantenere una pedalata agile (90-100 al minuto) anche su strada, per gestire meglio l’energia.
  • Evitare di andare fuori sella.
  • Evitare di appesantirsi con zaini.

 

Olio di cocco: caratteristiche e proprietà

Caratteristiche e proprietà dell'olio di cocco

L’olio di cocco, in realtà ha una consistenza solida e anche se questo si scontra con la definizione di olio, una materia liquida per eccellenza, forse non tutti sanno che l’olio di cocco ha una consistenza che somiglia molto a quella del burro. L’olio di cocco fonde a 25 gradi e non bisogna conservarlo in frigorifero. Veniamo adesso molteplici proprietà dell’olio di cocco.

La prima proprietà dell’olio di cocco è quella di essere un buon antivirale, antibatterico e antifungino. L’acido laurico contenuto al suo interno aiuta a combattere herpes, gonorrea, influenza e citomegalovirus, oltre a essere di aiuto in caso di candida. L’olio di cocco aiuta inoltre l’organismo a rinforzarsi a ad alzare le difese immunitarie.

Applicato nelle zone interessate, l’olio di cocco può essere anche di aiuto in caso di psoriasi, acne ed eczemi ed è un buon alleato nel caso di comparsa di funghi. Ricco di vitamina E, questo olio è anche perfetto per rendere la pelle del corpo più morbida se applicato con regolarità dopo la doccia, al posto della crema per il corpo.

In cosmetica l’olio di cocco viene utilizzato per preparare prodotti di bellezza per la cura della pelle del corpo, del viso e per i capelli. Sui capelli l’olio di cocco si può applicare direttamente dopo aver fatto sciogliere la quantità necessaria sulla mano; i capelli saranno più morbidi, più lucidi e più protetti nei confronti degli agenti esterni che tutti i giorni aggrediscono la pelle e i capelli.

Sulla pelle del viso, invece, l’olio di cocco ha un effetto benefico, anti-invecchiamento e riparatore contro eczemi, dermatite e psoriasi. Inoltre, questo olio vegetale aiuta l’assorbimento del calcio e del magnesio da parte del corpo e quindi fa molto bene alle ossa e ai denti.

Le proprietà dell’olio di cocco in cucina

Come molti degli olii vegetali presenti in natura, anche l’olio di cocco può essere impiegato in cucina per diverse preparazioni. Le popolazioni delle aree tropicali conoscono da tempo le proprietà di questo olio che può essere utilizzato all’occorrenza come condimento per i cibi. Inoltre, l’olio di cocco contiene acidi grassi a catena media e aiuta l’organismo a combattere e a prevenire i problemi di peso, oltre ad accelerare il metabolismo, proteggere la tiroide e favorire la digestione.

Una delle caratteristiche principali dell’olio di cocco è il suo alto gradimento da parte della cucina più salutista. L’acido laurico contenuto al suo interno eleva il livello del colesterolo HDL, quello considerato buono, e riduce il colesterolo cattivo LDL. Secondo alcuni studi, l’olio di cocco aiuterebbe il corpo a prevenire le malattie del fegato e a controllare in modo bilanciato la presenza degli zuccheri presenti nel sangue. Sarebbe meglio evitare di cuocere l’olio di cocco; meglio utilizzarlo a crudo come condimento o in aggiunta a una tazza di caffè o di tè, al frullato, allo yogurt o alla frutta.

Come gestire l’ipertensione (dieta, attività, controlli)

Dieta: primo elemento per gestire l’ipertensione

I dati sull’ipertensione parlano di un numero di pazienti affetti da questo disturbo sempre più in crescita. Questo vuol dire che ci sono diverse abitudini che andrebbero modificate per evitare di andare incontro a conseguenze ben più spiacevoli.

Un primo grande aiuto può arrivare dall’alimentazione che permette di migliorare effettivamente il livello di pressione dell’organismo. Bisogna tenere presente che il primo elemento a cui bisogna fare molta attenzione per chi soffre di pressione alta è il sale. Questo non vuol dire rinunciare a cibi gustosi, ma è bene evitarne un eccessivo consumo.

Non sarebbe cosa cattiva anche eliminarlo dalla dieta, preferendo condimenti più sani. Senza dimenticare quanto di aiuto possa essere anche un regolare consumo di frutta. Questa essendo particolarmente ricca di acqua aiuta l’organismo a drenare e quindi ad eliminare i liquidi in eccesso facendo in modo che la pressione possa regolarizzarsi. La dieta è perciò un ottimo aiuto per l’ipertensione: per cui prima di affidarsi a farmaci sarebbe bene iniziare a modificare il proprio regime alimentare.

Esercizio fisico e la sua importanza per l’ipertensione

Uno stile di vita sano e bilanciato è sicuramente un elemento di fondamentale importanza per quelle persone che soffrono di pressione alta. Ecco perché vale la pena sottolineare quanto possa rivelarsi importante l’esercizio fisico. Movimento giornaliero che deve essere fatto per fare in modo non solo da rimanere in forma, ma anche da rendere il metabolismo più efficiente.

Ciò non può che ripercuotersi in maniera assolutamente positivo anche sul sistema cardiocircolatorio. Importante non esagerare in quanto determinare affaticamento non sarebbe certo una cosa benevola per l’organismo di una persona già affetta da ipertensione. Ci si potrebbe così dedicare ad un’attività sportiva come il nuoto che permette di restare sempre in movimento. Ma di certo le alternative non mancano, anche per coloro che hanno meno tempo per via di impegni o lavoro.

Può bastare anche una semplice passeggiata lunga giornaliera o modificare le proprie abitudini evitando di utilizzare l’auto e preferendo per gli spostamenti utilizzare le proprie gambe. Ciò sarà un vero e proprio toccasana per migliorare la condizione di ipertensione e perché no, anche per combattere la pigrizia.

Tenersi sotto controllo per evitare problemi

Molto spesso ci si accorge di essere affetti da ipertensione in seguito a manifestazioni talvolta anche gravi come perdite di sangue e tachicardia. Bisogna considerare che gli strumenti diagnostici non mancano e soprattutto possono essere usati per un regolare controllo della propria circolazione.

Un primo elemento di grande aiuto è lo sfigmomanometro, ovvero lo strumento indicato per la misurazione della pressione. Questo strumento non può mancare in case dove ci sono persone che soffrono di ipertensione.

Ne esistono di svariate tipologie, da quelli manuali a quelli digitali, proprio perché si adattano a tutte le esigenze. Controllare la pressione con regolarità è un’ottima abitudine con cui si può effettivamente capire se si è affetti da ipertensione. Ma non solo, in quanto è possibile anche tenere sotto controllo la pressione in questo modo dopo aver scoperto la propria condizione di soggetto iperteso.

Ovviamente non mancano altri controlli cui è bene sottoporsi regolarmente: a partire da un elettrocardiogramma che può essere di grande utilità. In tutto questo perciò bisogna tener presente che è bene farsi seguire da un medico specialista che possa consigliare sempre ciò che è opportuno.

Le cattive abitudini che vanno eliminate

L’ipertensione è una condizione che può influenzare e non poco la vita di una persona. Per gestirla al meglio è bene considerare l’eliminazione di alcune cattive abitudini che possono creare importanti scompensi per la salute.

A partire dal fumo di sigaretta che è uno dei fattori più importanti per quanto concerne problemi cardiovascolari anche di una certa entità. Sarebbe bene eliminare il consumo di sigarette perché i problemi potrebbero aumentare. Senza dimenticare che anche il consumo eccessivo di alcool può causare non pochi scompensi al sistema cardiocircolatorio. Ecco perché chi soffre di ipertensione è meglio stia lontano da sostanze alcoliche che possono determinare anche conseguenze alquanto gravi. Mentre tornando all’alimentazione, bisogna fare attenzione sempre a ciò che si mangia.

I grassi sono le sostanze più dannose per un soggetto iperteso per cui sarebbe bene limitare il consumo di alimenti come fritti e insaccati che possono aumentare il colesterolo in circolo. Questo si può ripercuotere in un notevole aumento della pressione che di certo non porta a sintomi piacevoli. Facendo attenzione a queste piccole abitudini si può vivere meglio e si può controllare senza problemi l’ipertensione.