Saturday, 19/8/2017 | 7:09 UTC+2
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Come combattere l’alitosi con i farmaci

Come combattere l'alitosi con i farmaci

Collutori, dentifrici, inibitori della pompa protonica e clorexidina: sono questi i prodotti reperibili in farmacia che consentono di combattere l’alitosi, intervenendo direttamente sulle cause che la provocano.

CONTRASTARE L’ALITO CATTIVO CON I FARMACI

Se è vero che la cura dell’alitosi dovrebbe essere effettuata soprattutto modificando la propria alimentazione o ricorrendo a rimedi naturali, è tuttavia possibile intervenire sull’alito cattivo ricorrendo ai farmaci, ma solo nel caso in cui esso abbia una base patologica. In altre parole, i farmaci non devono curare l’alitosi, ma quella malattia che – come effetto sintomatico – provoca l’alitosi.

Alitosi comune e alitosi patologica

Occorre distinguere tra alitosi comune e alitosi patologica. La prima dipende da una igiene orale accurata, basata anche sull’impiego di dentifrici e collutori. Spesso, infatti, accade che un alito maleodorante sia provocato da un accumulo eccessivo di batteri sulla dentatura: per risolvere questo problema, è necessario non solo lavare i denti in maniera accurata dopo i pasti utilizzando spazzolino, dentifricio e filo interdentale, ma soprattutto ricorrere a collutori a base di biossido di cloro, clorexidina, zinco e bicarbonato e cetilpiridinio.
Il collutorio
Quando si parla di collutorio, in genere, ci si riferisce a un prodotto in soluzione la cui funzione è prettamente ausiliaria: ciò significa che il suo utilizzo da solo non consente di risolvere disturbi del cavo orale come alito cattivo, afte e gengiviti, per quanto possa rappresentare un ottimo coadiuvante. Bisogna tenere presente, inoltre, che in alcuni casi non solo i collutori non aiutano a rendere i denti più bianchi – come affermato nelle pubblicità – ma anzi provocano non di rado macchie marroni, per fortuna superficiali e rimovibili con l’igiene ambulatoriale. Ciò è causato specialmente dai prodotti a base di clorexidina, impiegati per il trattamento di patologie cariose e gengiviti croniche.

La composizione dei collutori

I collutori si compongono di acqua e di dolcificanti acariogeni quali la saccarina sodica, il sucralosio, il sorbitolo e il più conosciuto xilitolo, che esercita anche un’azione anti-batterica. L’alcol, presente nei collutori commerciali, non ha alcuna proprietà disinfettante nelle minime quantità contenute in questi prodotti, ma serve solo a migliorarne il sapore.

Collutori medicati e collutori cosmetici

Si è soliti distinguere tra collutori cosmetici, in cui si trova una quantità considerevole di fluoro, e collutori medicati. Questi ultimi sono venduti unicamente in farmacia, e sono composti da sostanze chimiche dal potere anti-batterico notevole come la clorexidina, mentre il fluoro contenuto nei collutori cosmetici è ritenuto un agente efficace nella lotta alla carie perché riesce a coadiuvare la riparazione dei danni subiti dallo smalto.

La clorexidina

I collutori alla clorexidina, in particolare, permettono di tenere sotto controllo la patina batterica. Ritenuta l’agente chimico anti-placca e disinfettante per eccellenza, la clorexidina permette di eliminare i batteri situati nel cavo orale e, quindi, si rivela un efficace agente anti-settico.

Gli effetti collaterali

Non per questo, però, vanno sottovalutati i suoi effetti collaterali: i collutori di questo tipo, infatti, possono essere usati solo su prescrizione medica e per non più di tre settimane consecutive. Un utilizzo non appropriato, oltre a provocare la pigmentazione della placca batterica della superficie dei denti e del tartaro, provoca l’infiammazione delle mucose e una particolare resistenza batterica.
Triclosan, oli essenziali, fluoruro stannoso e fluoruro amminico
Un anti-settico chimico efficace come la clorexidina è il triclosan, ideale soprattutto per il trattamento delle gengiviti. Oggi esistono in commercio anche collutori che contengono oli essenziali, per esempio al timolo, al mentolo e alla menta piperita, ma anche all’anice, alla salvia, alla cannella, al limone, alla mirra e al garofano. La loro azione, oltre che rinfrescante, è lievemente anestetica e anti-alitosica. L’alitosi può essere combattuta anche con i collutori al fluoruro stannoso e al fluoruro amminico, usati per prevenire una eccessiva sensibilità dei denti, e con quelli a base di esetidina, un agente astringente e deodorante utilizzato specialmente in caso di stomatiti ulcerose.

I dentifrici

Per quel che riguarda i dentifrici, invece, sarà opportuno usare quelli che contengono anti-batterici, così da prevenire la carie diminuendo l’accumulo di placca e l’alitosi che ne consegue. È sempre necessario tenere presente che collutori e dentifrici non intervengono direttamente sui motivi scatenanti l’alitosi, ma ne alleviano semplicemente i sintomi, mascherandone il disturbo.

Farmaci veri e propri: protettori della mucosa gastrica e inibitori della pompa protonica

Come detto, il ricorso ai farmaci è consigliato solo nel caso in cui l’alito cattivo derivi da una malattia gastrica, quale l’ulcera peptica, la gastrite o le patologie da reflusso gastrico. È evidente che in tali situazioni l’alitosi non costituisce il problema più importante, ma una sorta di segnale di allarme che l’organismo manda per indicare che c’è qualcosa che non va. Per esempio, la gastrite responsabile dell’alito cattivo può essere curata con inibitori della pompa protonica quali Lansoprazolo, Omeprazolo e Pantoprazolo, con protettori della mucosa gastrica come il Sucralfato, o i più comuni farmaci anti-acidi, quali l’idrossido di alluminio e magnesio. Per la cura dell’ulcera peptica, che pure si manifesta attraverso un alito cattivo, sono utili gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina, come la Cimetidina e la Nizatidina.

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