Thursday, 19/10/2017 | 5:26 UTC+2
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Come prepararsi al travaglio

Come prepararsi al travaglio

Si avvicina il giorno della nascita e dovete cominciare a prepararvi al grande evento, fisicamente ed emotivamente. È il momento di affrontare i dubbi o le preoccupazioni che nutrite sul parto e fare tutto ciò che può aiutarvi a fare meglio.

Prepararsi al travaglio

Se l’idea di avere un bambino vi emoziona e vi commuove, certamente non provate pari entusiasmo al pensiero del parto. E’ normale, considerato che ratto di dare alla luce un bambino coinvolge una parte molto sensibile e intima del vostro corpo e una serie di emozioni molto intense. Aspettatevi forti reazioni emotive, oltre che fisiche, dorante il travaglio e cercate quindi di affrontare ansie e timori prima del momento, così che il parto possa essere un’esperienza positiva e non problematica, le paure della madre possono avere una chiara influenza fisica sulla nascita. Una donna non pigolata al dolore delle contrazioni può pensare che ci sia qualcosa che non va e spaventarsi, sconvolgendo il ritmo della respirazione e aggravando la tensione muscolare, e di conseguenza il dolore. Gli stati di panico possono abbassare il flusso di ossitocina nel sangue, interrompendo la regolarità delle contrazioni. Essere informati sui meccanismi del travaglio e ottenere adeguata assistenza al pano possono aiutare la partoriente a collaborare con le contrazioni, piuttosto che farvi resistenza. ll modo migliore per evitare il panico è risolvere alcuni conflitti emotivi che avete probabilmente seppellito nel subconscio. Non a caso, fantasie e paure emergono alla coscienza proprio nell’ultima fase della gravidanza, per aiutarvi ad affrontare tutti i problemi prima che giunga il momento. Cogliete questa opportunità per risolverli una volta per tutte. Se avete vissuto esperienze particolarmente difficili e traumatiche, ad esempio una violenza sessuale o altri episodi di parco negativi, un’adeguata consulenza professionale porrebbe esservi di grande aiuto. Molte donne trovano utile visitare la sala travaglio prima del parto, in modo da prendere confidenza con l’ambiente e prepararsi emotivamente all’esperienza reale.

Il corpo alla fine della gravidanza

Nelle ultime settimane di gravidanza, avrete probabilmente qualche difficoltà a trovare posizioni comode, perché il bambino occupa sempre maggiore spazio nell’addome, e potrebbero insorgere alcuni piccoli disturbi. Mentre gli ormoni rilassano lo sfintere posto tra l’esofago e lo stomaco, la pressione del bambino sull’addome causa il riflusso dell’aria e dei succhi gastrici nell’adagi). Potete cercare di attenuare i sintomi evitando di fare pasti abbondanti, mangiando poco prima di coricarvi e dormendo sollevate da più cuscini per evitare che gli acidi risalgano l’esofago. Gli antiacidi a base di carbonato, di calcio non sono efficaci, perché aumentano l’acidità dello stomaco. La tensione dei muscoli addominali può causare una sgradevole sensazione di bruciore sulla superficie dell’addome teso. I cosiddetti “punti caldi” sono piuttosto comuni e corrispondono a dolori solo superficiali; se invece il dolore è avvertito internamente all’addome, consultate il medico. I punti caldi possono essere ulteriormente irritati da indumenti pesanti o stretti, quindi evitate di indossare i collant e usate abiti ampi e comodi. Potete anche fare impacchi di ghiaccio per alleviare la sensazione ne del feto condiziona molto il parto. Il medico può accertare la posizione del bambino palpando l’addome con pressioni delicate. Se il bambino è in posizione podalica o trasversale, può essere incoraggiato ad assumere la posizione cefalici, la più corretta per il parco.

Esercizi di ginnastica

Stendetevi supine, con le ginocchia Resse al petto, i glutei sostenuti da quattro grossi cuscini morbidi, cosi che la pelvi sia sollevata rispetto allo stomaco. In alternativa, inginocchiatevi a terra con i glutei sollevati il più possibile e la testa appoggiata sulle braccia conserte. Mantenete la posizione per almeno 10 minuti, per due volte al giorno. La posizione della pelvi sollevata rispetto allo stomaco fa girare la cesta del bambino.

Esercizi di visualizzazione

A stomaco vuoto, concentratevi sul rilassamento dell’addome, visualizzate il bambino che si gira. Ripetete l’esercizio per 10 minuti, due volte al giorno. La tecnica, ideata dalla dottoressa Juliet DeSa Souza, si è dimostrata efficace nell’89% dei casi di presentazione podalica, solitamente dopo due o tre settimane di pratica.

Versione dall’esterno (rivolgimento dall’esterno)

Se la posizione del bambino podalico non cambia entro la 37′ settimana, alcuni ginecologi preferiscono intervenire dall’esterno, manipolando l’addome della madre in modo da incoraggiare il bambino a girarsi. La procedura non è priva di rischi e dovrete discuterne con il ginecologo prima di effettuarla. La versione si effettua solitamente fra la 37′ o la 38′ settimana, quando vi è ancora liquido amniotico sufficiente a consentire un minimo di movimento. La percentuale di successo dell’intervento varia dal 50 al 70%.

La posizione della testa

Il parto viene condizionato anche da come il bambino metterà la testa nello scendere lungo le pelvi o canale del parto. Poiché lo stretto superiore della pelvi è ovale, con l’asse maggiore da fianco a fianco, il bambino vi entra rivolto lateralmente. Lo stretto inferiore (orefizio uscita), anch’esso ovale, ha l’asse maggiore ira la parte anteriore e la posteriore, con la parre più larga davanti. Ciò implica che la testa del bambino deve girarsi durante la discesa, in modo che il volto guardi l’osso sacro della madre, nella posizione deus CM (occipito-anteriore). Sfortunatamente, nel 20% dei casi, il bambino ruota nella posizione opposta, detta OP (occipito-posteriore), che allunga i tempi di travaglio.
Il monitoraggio del bambino

Quando iniziate a penepire i movimenti del bambino, intorno alla 203-22a sei i banana, prestate attenzione tdla sua attività, può compiere insoliti movimenti diversi: salta, scalda. ha il singhiozzo. L’attività diminuirà con il tempo perché l’utero diventerà più stretto. Non esiste un numero esatto di movimenti che si devono sentire ma dovete cercate di abituarvi alla sua attività durante le ore di veglia. Ogni bambino segue un proprio ritmo di sonno-veglia e voi imparerete a capire che cosa è normale per il vostro; con il progredire della gravidanza vi sarà più facile riconoscere i suoi ritmi. Probabilmente non vi è stato consigliato di prendere nota dei movimenti fetali come si faceva in passato perché i medici non credono più che queste tabelle siano utili per capire se il bambino ha qualche problema. Infatti può capitare di dimenticare di compilarla creando così ansia inutile. E’ importante comunque notare un cambiamento nel comportamento del bambino e avvisare subito il medico o l’ostetrica; dovete riferire immediatamente un calo significativo dei movimenti fecali. Dopo la 30a settimana, se notate un calo, sdraiatevi sul fianco sinistro e controllate che cosa succede per due ore; se non avvertite almeno una decina di movimenti avvisate subito il medico o l’ospedale. Una diminuzione dei movimenti fetali può indicare che il bambino non riceve sufficiente ossigeno o nutrimento dalla placenta. Se il medico lo sospetterà, vi manderà sicuramente in ospedale. Se gli esami mostrano che il bambino non cresce come dovrebbe nell’utero il ginecologo potrebbe valutare un parto anticipato tramite induzione o taglio cesareo.
Tenersi pronte a partire

Con l’agitazione che cresce in prossimità della data fatidica, dovrete assicurarvi di avere tutto l’occorrente a portata di mano. Almeno quattro settimane prima  dello scadere da termine dovrete preparare la valigia, lasciando un po’ di spazio per le cose da aggiungere all’ultimo momento, e decidere il mezzo di trasporto per l’ospedale. Anche se avete deciso di partorire in casa sanano necessari alcuni preparativi; a tal proposito, rivolgetevi al medico.
Il trasporto all’ospedale

Decidete come andare in ospedale, vi fidate dei mezzi che avete a disposizione? Organizzate anche un piano alternativo. Se avete chiesto a un amico o a un vicino di casa di portarvi, tenete a portata di mano anche il numero di un taxi nel caso in cui questi non siano disponibili. Magari anche l’ospedale a cui vi rivolgete per il parto può organizzare il vostro prelievo con un’ambulanza. Pianificate il percorso più breve e provatelo a diverse ore del giorno; potreste decidere di adottarne uno diverso nelle ore di punta, Informatevi quale sia l’entrata dell’ospedale e come raggiungerla. Se avete altri figli, dovrete anche pensare a chi affidarli durante la vostra assenza. Anche in questo caso, prevedete un paio di soluzioni alternative.

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