Wednesday, 23/8/2017 | 7:26 UTC+2
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Conoscere la betulla

Conoscere la betulla

Genere di piante Dicotiledoni che dà nome alla famiglia delle Betullacee. Vi appartengono specie monoiche e solo raramente dioiche, con foglie alterne e peduncolate, dentate o crenate ai margini, fiori diclini in infiorescenze unisessuali ad amento, pendule od erette, frutti a nucula, con ali membranacee e staccantisi a maturità. Il legno delle betulle non presenta differenze tra alburno e duramen, ha vasi piccoli e distribuiti in modo uniforme, cosicché la differenziazione dei cerchi annuali è assai limitata.

Quasi tutte le betulle hanno tronchi diritti, rivestiti da una corteccia bianco-argentea, sericea al tatto e che solo durante la vecchiaia della pianta si screpola in una scorza nerastra distaccantesi a nastri che lasciano apparire sul tronco fasce bianche alternate a bande scure. Quasi tutte arboree e piú raramente arbustive, le betulle sono tipiche delle zone temperato-fredde di tutto l’emisfero boreale.

La specie italiana betulla alba viene ora ripartita in due specie distinte: betulle pubescens o tomentosa, alquanto rara, caratterizzata dal possedere foglie con pagina inferiore pelosa e rami giovani privi di verruche e coperti di peluria; betulla verrucosa o betulla pendula, con foglie glabre anche al rovescio e con rami giovani verrucosi e glabri. Quest’ultima, nota con i nomi di betulla bianca o betulla pendula, è diffusa in tutta l’Europa, nell’Asia media e boreale e nell’America settentrionale.

Può raggiungere l’altezza di 25 m., con tronchi del diametro di anche 70 cm. È poco longeva, vivendo non piú di un secolo. Ha rami sottili, penduli negli individui adulti; foglie di forma rombico-ovata, glutinose da giovani, glabre, di norma cuneate, doppiamente dentate; frutti ad amento cilindrico, strobiliformi e penduli. Nei giardini sono coltivate diverse varietà (fastigiata, gracilis, purpurea, ecc.). Propria dell’Etna è betulla aetnensis da taluni ritenuta una specie endemica, da altri, invece, una forma di betulla bianca. Diverse specie sono state importate in Europa sin dal sec. XVIII. Fra le specie meglio ambientate si ricordano: betulla nigra, nord-americana, con foglie quasi a losanga e corteccia che si solleva in squame cartacee; betulla papyrifera, nord-americana, con tronchi molto bianchi, alti 40 m. e con foglie ovato-cordiformi, acuminate. Dalla cellulosa di questa betulla si ottiene una carta molto fine, mentre il legno può servire per fare canotti. Fra le specie arbustive si menzionano: betulla pumila, betulla glandulosa e betulla nana. Assai varia è l’utilizzazione delle betulle che trovano anche impiego nei giardini in relazione all’elegante colorazione della corteccia e per il portamento leggero della chioma. Particolare importanza ha però l’utilizzazione del legno e della corteccia di diverse betulle ed anche delle foglie. In Italia, tuttavia, ove le betulle sono poco diffuse, questo sfruttamento non ha importanza preminente. Il legno di betulle ha tessitura molto fine ed omogenea ed un colore uniforme, bianco, roseo o giallastro, a seconda delle specie. Serve per mobili di particolare ambientazione, in quanto molto chiari e per la produzione di diversi utensili domestici (ciotole, cucchiai, piatti, ecc.), in lavori di carrozzeria e di bottaio, oltre che nella produzione di sci e di carbone di legna.

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