Saturday, 29/4/2017 | 1:17 UTC+2
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Controindicazioni e rischi dei dolcificanti

Controindicazioni e rischi dei dolcificanti

A volte non si resiste. Facciamo un intero pasto leggero senza sgarrare, condendo le cose con appena un filo d’olio ma dopo non ce la facciamo proprio: ci vuole qualcosina di zuccheroso per rifarsi la bocca!

Controindicazioni e rischi dei dolcificanti, panoramica

Si fa presto a dire zucchero, no? In realtà quello che chiamiamo così di solito è il semplice saccarosio: una sostanza da ben 400 calorie ogni 100 grammi utilizzata per rendere più palatabile il sapore di moltissime cose, tra cui il caffè. Se consumato in eccesso è in grado di favorire obesità, carie dentali, diabete di tipo due ed altre patologie: esistono delle alternative? E se esistono, quali saranno controindicazioni e rischi dei dolcificanti ? Facciamo ordine. Con dolcificanti intendiamo in questo caso non i classici succedanei dello zucchero come miele, melassa, fruttosio ecc, bensì quel particolare tipo di prodotto industriale in grado di aumentare la dolcezza di un alimento senza però apportare (o quasi) calorie in più. Sembrava all’inizio un’ottima idea e tutt’ora in qualsiasi bar è possibile trovare saccarina, acesulfame, aspartame o altro da poter inserire nel caffè per renderlo meno amaro senza che la bilancia ne debba soffrire troppo, oppure li troviamo all’interno delle gomme da masticare o delle cosiddette caramelle senza zucchero. Immessi sul mercato ormai da parecchi anni, in realtà riguardo ai dolcificanti vi sono ancora moltissime polemiche aperte: ovviamente sono stati fatti numerosi test su di essi prima di permetterne la vendita, e se siamo sicuri sul fatto che, alle giuste dosi, non siano tossici sul breve periodo sono numerosi gli interrogativi per quanto riguarda la loro sicurezza nell’assunzione per molti anni in dosi massicce.

Ancora non abbiamo proprio tutte le risposte: meglio non rischiare

Riguardo alle controindicazioni e rischi dei dolcificanti infatti è necessario fare alcuni distinguo: alcune persone si limitano ogni tanto ad infilare qualche bustina nel caffè, e questa forse è la categoria statisticamente meno a rischio, ma ci sono anche soggetti che ne fanno un ampio uso e li adoperano anche come vero e proprio ingrediente da cucina nei piatti di tutti i giorni. Tra i dolcificanti il meno sicuro sembra proprio uno dei più noti: l’aspartame, che avrebbe dimostrato di possedere proprietà cancerogene specie se associato ad altri fattori di rischio, come ad esempio il fumo. La saccarina invece può produrre in rari casi delle vere e proprie reazioni allergiche, dalla semplice orticaria a difficoltà di respirazione: dunque se siete soggetti a cui i dolcificanti hanno fatto questo tipo di scherzi essi sono controindicati. Riguardo agli altri – ciclamato, acesulfame ecc – non vi sono ancora dati certi sul consumo a lungo termine, quindi possiamo darvi un unico consiglio: non eccedete mai con le dosi e ricordatevi che sono sostanze controindicate in gravidanza ed allattamento. Inoltre, un’ultima chiosa: i risultati di una buona dieta per perdere peso non dipendono per forza da questi prodotti, non sono le calorie della bustina di zucchero che mettete nel tè o nel caffè a fare la differenza. Il punto infatti per dimagrire è abituarsi, semplicemente, a mangiare un po’ meno dolce: ne guadagneranno la salute, il girovita e financo il palato, provare per credere.

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