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Cosa non fare in gravidanza

Cosa non fare in gravidanza

Ora che siete incinta, vorrete prendervi maggiore cu­ra di voi stesse, per proteggere e salvaguardare la salu­te del bambino che portate in grembo. A parte qual­che piccolo accorgimento, potrete continuare con la vita di sempre. Le vostre abitudini possono avere conseguenze nocive per voi e il bambino. Scopriamo insieme cosa non fare in gravidanza e quali vizi eliminare immediatamente.

Cosa non fare in gravidanza: no a fumo, alcool e droghe

Il tabacco
Il fumo comporta il rischio di cancro ai polmon
i, enfisema polmonare e cardiopatie, fra altre patologie. Fumare in gravidanza, quindi, significa sottoporre il bambino a problemi di salute altrettanto seri.
Se fumate in gravidanza, la nicotina contenuta nelle sigarette limita l’afflusso di sangue al bambino, inoltre il monossido di carbonio abbassa il contenuto di ossigeno nel sangue. Di conseguenza, le donne che fumano durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di partorire bambini con basso peso alla nascita. I bambini che alla nascita pesano meno di 2,5 kg rischiano di morire 20 volte di più rispetto ai bambini di peso normale. Inoltre, sono maggiormente soggetti all’insorgenza di problemi di sviluppo. I bambini nati da madri fumatrici pesano in media 0,25 kg in meno rispetto ai bambini nati da madri non fumatrici. Lo scarto di peso preciso dipende poi da quanto fuma la madre.
Il fumo in gravidanza è anche associato a un più alto rischio di insorgenza di complicazioni in gestazione, fra cui l’aborto, il parto pretermine, la placenta previa, il distacco intempestivo della placenta e la rottura pretermine del sacco amniotico. Alcuni studi suggeriscono che il fumo in gravidanza potrebbe essere una concausa della sindrome della morte in culla (SIDS).
Anche i padri fumatori possono provocare danni alla salute del bambino prima e dopo la nascita. Aumenta il rischio di complicazioni respiratorie e SIDS.
Il medico vi chiederà di smettere di fumare già al primo appuntamento. Vi consiglierà di rivolgervi a un centro antifumo per parlare con uno specialista. In alternativa potete telefonare al Numero Verde contro il Fumo (TVF). Al centro vi saranno misurati i livelli di monossido di carbonio nel sangue grazie a un apparecchio in cui soffiare. I valori scenderanno drasticamente quando diminuirete di molto o smetterete del tutto di fumare.
La terapia sostitutiva della nicotina (gomme da masticare, caramelle, cerotti, spray o sigarette elettroniche) potrebbe essere utile in caso di desiderio molto forte ma i medici non sono concordi sugli effetti in gravidanza. Il bambino sarà comunque esposto alla nicotina, ma non alle altre migliaia di sostanze chimiche presenti nel fumo di sigaretta.
Smettere di fumare può essere molto difficile, ma è la cosa migliore da fare per il bene del bambino. Se smettete di fumare nel primo trimestre, il rischio che il neonato abbia un basso peso alla nascita scende agli stessi livelli di quelli di un bambino nato da una madre non fumatrice. Se non riusciste a smettere del tutto, anche ridurre il numero di sigarette porterà dei benefici al bambino. Nessun sostituto della nicotina o medicamento antifumo è adatto all’uso in gravidanza.
Gli stupefacenti
Tutte le droghe vanno evitate in gravidanza. Diversi studi hanno dimostrato che l’uso di queste sostanze aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso alla nascita del bambino. Inoltre, alcuni stupefacenti possono provocare disturbi di crescita e di comportamento nel bambino.

  • Marijuana. I dati disponibili sulla marijuana non sono precisi, ma suggeriscono che le gestanti che ne fanno uso sono soggette a un rischio superiore alla media di partorire un bambino prematuro o con basso peso. Un uso massiccio può aumentare le probabilità di aborto e gravidanza extrauterina.
  • Cocaina e crack Queste sostanze provocano forte dipendenza. Utilizzarle in gravidanza implica un maggio rischio di parto prematuro e di distacco intempestivo della placenta. È. stato anche dimostrato che la cocaina aumenta il rischio di difetti nel nascituro, problemi neurologici, attacchi apoplettici, difficoltà di sviluppo e SIDS. Oltre a questi effetti avversi per il bambino, l’uso di cocaina in gravidanza comporta per la madre il rischio di infarto, attacco cardiaco e ipertensione arteriosa.
  • Narcotici e oppiacei. Questo gruppo di droghe include l’eroina, il metadone, la codeina e la morfina. L’assunzione di narcotici come terapia di alcune condizioni mediche e sotto supervisione medica —ad esempio, per alleviare i dolori dopo un intervento — non nuoce al bambino, ma la loro assunzione in via continuativa e in grandi quantità sì. La dipendenza da narcotici pone rischi gravissimi per la salute della madre e del bambino, ed è associata a problemi di accrescimento fetale, parto pretermi¬ne, morte del feto e ridotte dimensioni del cranio del bambino. Conseguenza forse anche più importante, l’abuso di narcotici comporta per il bambino maggiori rischi di complicazioni dopo la nascita, inclusa la morte, in seguito all’interruzione dell’assunzione di queste sostanze. Se siete dipendenti da narcotici o oppiacei, seguire un programma di disintossicazione durante la gravidanza può minimizzare gli effetti delle droghe sul bambino.
  • Anfetamine ed eccitanti. Questo gruppo include le metanfetamine e le droghe sintetiche. Poiché in passato queste sostanze non sono state usate diffusamente quanto i narcotici e la cocaina, si hanno meno informazioni sui loro effetti collaterali in gravidanza. È comunque certo che provochino inappetenza, che a sua volta porta al basso peso alla nascita del bambino. Inoltre, è stato dimostrato che queste droghe possono aumentare il rischio di problemi di accrescimento fetale, fra cui ipocefalia, distacco intempestivo della placenta, infarto e morte del feto. L’ecstasy ad esempio potrebbe causare una serie di difetti congeniti.Vanno inoltre considerati altri rischi associati all’assunzione delle droghe. Le donne che abusano di stupefacenti sono solitamente più soggette a malnutrizione e all’incidenza di malattie a trasmissione sessuale. Tutti questi fattori, indipendentemente dall’abuso di droghe, possono causare problemi alla gravidanza e al bambino.

Farmaci
Alcune donne sono riluttanti ad assumere farmaci in gravidanza, nel timore che possano nuocere al bambino. Molti farmaci però (il paracetamolo, la maggior parte degli antibiotici, gli anestetici locali e gli antiacidi), le pomate steroidee a base di cortisone (se non usate su ampie zone del corpo e non a lungo) e i trattamenti contro la stipsi sono sicuri in gravidanza, ma è sempre opportuno consultare il medico per sapere quali farmaci, da banco o prescritti, potete assumere nei nove mesi di gesta zione. Per quanto riguarda gli antistaminici e i decongestionanti, il medico saprà indicarvi i più sicuri. Dovreste evitare farmaci che contengano fenilefrina, pseudoefedrina (soprattutto nel primo trimestre) e fluconazolo. Se cambiate medico, ricordate di informarlo sulla vostra gravidanza.
Se soffrite di asma, diabete, epilessia, pressione alta o problemi di tiroide, dovrete continuare la terapia. Interrompere una terapia per un disturbo cronico, infatti, comporterebbe probabilmente più rischi per il bambino di qualsiasi possibile effetto collaterale dei farmaci che assumete. Dovrete forse riconsiderare il dosaggio assieme al medico appena scoprite di essere incinta. In caso di epilessia o diabete, o qualsiasi altra malattia che imponga l’assunzione di medicinali per via orale, consultate il medico in merito alla terapia da preferire. A ogni modo, non interrompete né cambiate dosaggio prima di aver consultato il medico.
Molti farmaci riportano l’avvertenza di non utilizzo in gravidanza perché non sono stati adeguatamente studiati sulle gestanti; ciò non significa però che siano stati riscontrati effetti avversi e che non possiate assu-merli. In caso di dubbio su un particolare farmaco, chiedete l’opinione del medico, ma non sorprendetevi se le opinioni variano di medico in medico, perché non sempre esiste una risposta univoca.
Malattie e malanni
Anche in gravidanza, siete comunque soggette a contrarre malattie. Le patologie più gravi, passibili di avere ripercussioni sul bambino, sono descritte nella sezione ‘Assistenza prenatale”. Vi sono però anche affezioni più comuni che possono influire sul feto. A questo proposito, è essenziale che informiate il medico se avete contratto una qualsiasi malattia infettiva.
Raffreddamenti
Per quanto possa darvi fastidio, un raffreddore non può fare male al bambino. Chiedete il parere del farmacista prima di assumere qualsiasi farmaco perché alcuni sono sconsigliati in gravidanza . Se vi viene la tosse bevete dell’acqua calda con limone e miele. Contro la costipazione nasale sono efficaci i fumenti di vapore (un pentola con acqua bollente) o una doccia molto calda.
Febbre
La febbre è il modo in cui il corpo si difende dall’infezione, ma può essere una minaccia per il bambino, specie nelle primissime settimane di vita, quando le fasi dello sviluppo sono più delicate. In caso di febbre è quindi necessario farla scendere: prendete del paracetamolo, fate un bagno in acqua tiepida, indossate meno vestiti e assumete bevande fredde. Se la temperatura sale oltre i 39 °C consultate il medico.
Disturbi allo stomaco
La gastroenterite ha difficilmente effetti sul bambino e, fortunatamente, ha breve durata e si risolve in un paio di giorni. Il riposo e una dieta di liquidi abbondanti sono il modo migliore per risolvere il disagio dello stomaco. Potete continuare a mangiare, ma è preferibile limitarsi agli alimenti leggeri e digeribili.
Se i sintomi non passano dopo 48 ore, potrebbe trattarsi di un’intossicazione alimentare o di un’infezione presa in viaggio, nei quali casi avrete bisogno di cure urgenti. I possibili sintomi sono febbre alta, sangue nelle feci, forti dolori addominali e disidratazione.

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