Thursday, 19/10/2017 | 5:36 UTC+2
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Le decisioni sul bambino

decisioni sul bambino

Prima dell’arrivo del bambino, è bene valutare attentamente alcune scelte che dovrete attuare quando sarà nato. Potete sempre cambiare idea, ma considerare le opzioni in tempo vi permetterà di formulare decisioni consapevoli.
Alcune cose da definire prima della nascita del bambino sono: come allattarlo, se conservare o meno il sangue del cordone ombelicale, quale nome (o nomi) assegnargli, se tornare al lavoro e/o scegliere una persona che vi aiuti.

Allattamento: seno o biberon?

Le decisioni sul bambino

Le decisioni sul bambino riguardano molte cose. Il tipo di allattamento per esempio è personale e, prima di fare una scelta, dovrete cercare di capire quali siano i vantaggi e gli svantaggi nell’allattare un bambino al seno o con il biberon. Non vi sono dubbi che il latte materno sia più naturale e nutriente ed è più Facile averlo a disposizione soprattutto nelle prime settimane dopo il parto. Tuttavia, potrebbero esserci valide ragioni per cui il latte artificiale sia la scelta migliore. La cosa importante è assicurare il benessere, la salute e la felicità della mamma e del bambino.

Allattamento naturale (al seno)

Le donne e i neonati sono naturalmente predisposti all’allattamento al seno indipendentemente dalle dimensioni e dalla forma del seno; se i capezzoli sono piatti o introflessi potreste aver bisogno di un piccolo aiuto per imparare come posizionare al meglio il bambino. La maggior parte delle donne impara entro poche settimane dalla nascita, anche se alcune hanno bisogno del consiglio medico. I cambiamenti ormonali naturali che avvengono nell’organismo garantiscono che l’allattamento al seno diventi un’esperienza emotivamente soddisfacente. Se non ne siete certe, dovreste comunque provare almeno una volta; molte donne che non l’anno finto si sono pentite in seguito. È difficile passare all’allattamento al seno quando si è iniziato con il biberon, potreste non avere un’altra chance se non provate subito. Anche se prevedete di tornare al lavoro presto vale decisamente la pena iniziare con l’allattamento al seno. Il latte materno è più efficace per il sistema immunitario del neonato nelle prime settimane di vita. Potete anche considerare l’idea di un allattamento combinato: al seno quando siete a casa e affidarvi a latte materno «espresso” o artificiale quando site al lavoro.

Allattamento artificiale

Se avete problemi o avversione verso l’allattamento al seno, potete decidere di alimentare il bambino con latte artificiale. Ci sono alcuni farmaci, e alcune malattie come l’HIV, che non sono compatibili con l’allattamento al seno, a causa dei rischi per il bambino, e impongono la scelta del latte artificiale. Uno dei maggiori vantaggi di questo tipo di allattamento è che il partner o un familiare, ad esempio i nonni, possono allattare il bambino. Rende inoltre possibile controllare la quantità di latte che il bambino assume a ogni poppata.

Conservare il sangue del cordone ombelicale

Non in tutte le strutture ospedaliere italiane si può donare in sangue del cordone ombelicale, ma solo nei dipartimenti di maternità che garantiscono un numero elevato di donazioni perché ha tante partorienti: comunque basta chiedere se l’ospedale aderisce. Le principali banche sono tutte collegate tra loro. La donazione autologa (cioè si conserva il sangue per il proprio bambino) è ritenuta inutile dalla comunità scientifica internazionale, soprattutto perché per curare con le cellule staminali del cordone malattie come la leucemia è meglio il ricorso al sangue di un estraneo. Questo perché è possibile che le cellule prelevate da un neonato che successivamente si è ammalato siano imperfette. Se invece il bambino nasce con una malattia congenita per la quale vi è indicazione per il trapianto con cellule staminali da cordone ombelicale (oppure ha un fratellino ammalato), il servizio sanitario pubblico italiano si fa carico di conservare le cellule per quel bambino (o per il suo consanguineo). È un’evenienza eccezionale che deve essere certificata da un medico genetista.

La scelta del nome

La scelta del nome può essere divertente: discutete le opzioni con il partner, quindi fate una lista dei nomi preferiti e mettetela in un posto dove possiate leggerli spesso e abituarvi a ciascuno di loro. Alcuni genitori preferiscono non divulgare il nome fino alla nascita: la bellezza di un bambino appena nato può placare anche i nonni che pensano che il nome scelto non sia adeguato. Tenete presente che quando conoscerete il bambino potreste ancora cambiare idea e preferire un nome che gli si addica di più. Ecco alcuni consigli per guidarvi nella scelta:

• Scoprite la derivazione e il significato del nome. Consultate un libro dei nomi per conoscere l’etimologia dei nomi nella vostra lista.

• Pensate ai possibili soprannomi o diminutivi Francesco potrebbe diventare Checco o Chicco, Elisabetta potrebbe diventare Betta o Elisa.

• Scartate nomi “difficili”. Evitate nomi che potrebbero risultare difficili da scrivere e pronunciare.

• Tenete conto di capricci e mode. Chiedetevi se voi o il vostro bambino sareste felici di chiamarvi Mercedes, Brooklyn, Paris, Elvis, Falco, Chanel, Suri.

• Considerate le associazioni. Valutate se vi piace l’idea che il bambino abbia un nome stereotipato, come Michelangelo o Cleopatra.

• Valutate i nomi di famiglia Considerate se ci sia un familiare che volete ricordare dando il suo nome al bambino.

• Considerate il suono del nome Pensate se l’associazione con il cognome è musicale o, al contrario, cacofonica.

Foto ricordo della nascita

Sembra una cosa banale, ma potrebbe essere motivo di sbrigo pensare a come fissare nel ricordo i momenti della nascita del bambino. Decidete se preferite che la nascita sia fotografata o filmata e pensate a quali momenti volete far riprendere, sapendo che comunque potrete sempre selezionare le immagini migliori. Assicuratevi di avere più batterie e acquistate anche una macchina fotografica usa e getta. Controllate se in ospedale vigono divieti rispetto a questa opzione. È meglio non rivedere le fotografie.

Una delle scelte più importanti è quella del pediatra. Cominciate chiedendo un consiglio al medico, all’ostetrica, ad amici e parenti e informatevi presso le aziende sanitarie sulla disponibilità di servizi pediatrici nella vostra zona. Cercate di ottenere le seguenti informazioni, che vi saranno di grande utilità:

• Che tipo di strutture esistono?

• Esistono cliniche specializzate in neonatologia e pediatria?

• Quale orario praticano, quali sono i tempi di attesa e i servizi di guardia notturna?

• Come funzionano i servizi di guardia notturna?

• Cosa succede in caso di emergenze? Se possibile, fissate un appuntamento con il pediatra scelto e cercate di ottenere alcune informazioni in merito a:

• Quale sia la filosofia del pediatra rispetto all’allattamento, alla somministrazione di integratori, all’ittero neonatale, alla circoncisione, all’uso di antibiotici, alle vaccinazioni ecc. • Quale sia l’igiene e l’accoglienza della sala d’aspetto, se vi siano o meno giochi e libri per intrattenere i bambini.

• Se medico e infermieri siano disponibili verso i bambini e come interagiscano con essi.

Il rientro al lavoro

Un’altra decisione che dovrete prendere in anticipo riguarda il periodo di rientro al lavoro e l’organizzazione dell’assistenza al bambino in questa occasione. Tenete presente che molti asili nido hanno lunghe file di attesa e vanno quindi contattati con buon anticipo rispetto alla nascita per assicurarsi un posto. Potreste decidere di ritardare il rientro al lavoro (per molte madri è difficile lasciare così presto il bambino) o pensare di trovare una soluzione lavorativa diversa, ad esempio un tempo parziale (dalle 20 alle 32 ore settimanali) o un orario flessibile (con alcuni giorni a tempo pieno e altri liberi).

Concordare orari più flessibili

Esistono oggi nuove leggi che agevolano il compito dei lavoratori con figli fino al sesto anno d’età, grazie all’introduzione dell’orario flessibile. Per poterne approfittare, occorre rispondere ad alcuni requisiti, da verificare con l’ufficio del personale, il sindacato o l’ufficio di previdenza. Quando affrontate l’argomento con il vostro capo, seguite questi consigli:

• Testate la reazione. Preavvisate il capo che state pensando di prendere un part-time e fissate un appuntamento per discuterne insieme. Chiedetegli se vuole un piano preciso di lavoro.

• Stilate un piano Descrivete esattamente come svolgerete i vostri compiti nel nuovo orario. Vi aiuterà se riuscirete a convincere il capo che il vostro contributo sarà efficiente come sempre.

• Spiegatevi con i colleghi. Chiarite loro che cercherete di affrontare ogni eventuale difficoltà che possa nascere.

Organizzare l’assistenza del bambino

Sia che decidiate per il tempo pieno o per il tempo parziale, dovrete pensare a chi affidare il bambino in vostra assenza. Sarà meno pesante tornare al lavoro se avrete organizzato tutto. Chiedete consiglio al medico, alla famiglia e agli amici, che già si sono trovati in questa situazione, e informatevi sulla disponibilità che hanno.

Valutare le alternative

Prendete tutto il tempo che vi serve per valutare le possibili alternative. Il bambino dovrà essere affidato a qualcuno di cui voi e il vostro compagno vi fidiate. Potete scegliere fra:

• Un genitore a casa. Ovviamente, la soluzione ideale sarebbe che uno dei genitori rimanesse a casa dal lavoro o che gli orari di lavoro della coppia si compensassero.

• I nonni o altri parenti. Per garantire al bambino una certa continuità, un’ottima soluzione è che sia un nonno o un altro parente a occuparsene in assenza dei genitori.

• Balia o baby-sitter L’assistenza a domicilio può essere molto costosa per un bambino solo, ma se ne avete più di uno è un risparmio. È indubbio che l’assistenza esclusiva sia benefica nel primo anno di vita del bambino, ma tutto dipende dal fatto che la balia o la baby-sitter siano persone affidabili e competenti, e che siano in sintonia con le esigenze fisiche ed emotive del bambino.

• Asilo in casa. Alcune mamme offrono servizi di asilo in casa propria, con la possibilità di accudire anche ai propri figli. Al bambino sono garantiti un ambiente familiare e la presenza di altri bambini, l’assistenza di un’unica persona e di gruppi di numero limitato.

• Asilo nido. Queste strutture ben funzionanti per i bambini di ogni età, sono tuttavia più adatte a bambini più grandicelli, infatti alcune non accetta-no bambini sotto i 12 mesi di età.

La collaborazione domestica

Pianificare in anticipo il vostro ritorno a casa con il bambino è importante, perché vi darà modo di cominciare la nuova vita insieme in un’atmosfera rilassata e serena. Se avete avuto un parto lungo e difficile ora sarete stanche avrete bisogno di molto riposo. Avere un aiuto in casa nelle prime settimane dopo la nascita può fare un’enorme differenza, ma dovrete essere certe di aver scelto la persona più adatta, per avere un effettivo aiuto.

Chiarite cosa volete

Vi sono diverse possibilità di aiuto per le prime settimane di ritorno a casa, dalle infermiere professioniste che possono assistervi nell’allattamento e nelle cure del bambino, a mamme con esperienza che possono aiutare in casa per qualche ora al giorno e consigliarvi su eventuali problemi legati al bambino. Dovrete essere chiare sul tipo di aiuto che desiderate e sulla durata dell’intervento. Informatevi sui prezzi, sull’esperienza e le qualifiche e controllate le eventuali referenze. Se siete fortunate, riceverete aiuto da parenti o amici, a patto che siate in buoni rapporti e in confidenza, e che la loro preparazione ed esperienza con i bambini sia adeguata.

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