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Fototerapia: di cosa si tratta?

Che cos'è la fototerapia

La fototerapia è la branca della fisioterapia che sfrutta le proprietà terapeutiche delle radiazioni luminose visibili ed invisibili. Si ricorda che alla base del fenomeno luminoso stanno vibrazioni elettromagnetiche. Le erogazioni luminose percettibili dall’occhio umano hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 4000 ed i 7600 angstrom; le bande luminose non percettibili al disopra ed al disotto di tali limiti sono le infrarosse e le ultraviolette. Gli effetti terapeutici delle radiazioni luminose erano già noti nell’antichità e goduti con lo sfruttamento dell’unica sorgente luminosa conosciuta, il sole. Questa pratica di fototerapia naturale è detta elioterapia.

Scorprire l’elioterapia

Merito degli scienziati svizzeri Rollier e Bernard avere precisato agli albori del nostro secolo le basi scientifiche della elioterapia, o fototerapia naturale, ed avere fondato i primi istituti elioterapici. L’azione biologica delle radiazioni luminose solari è legata al loro potere di penetrazione ed all’attività termogenica. Si è stabilito che la cute umana è relativamente trasparente alle radiazioni con lunghezza d’onda compresa tra i 5000 ed i 12.000 angstrom con massimo di trasparenza fra i 7000 ed i 9000 angstrom. I raggi luminosi raggiungono profondità variabili da uno a dieci millimetri e attraversando tale spessore sono gradualmente assorbiti. L’effetto immediato dell’assorbimento è produzione di calore, che in parte viene dissipato all’esterno ed in parte trasmesso per conduzione in profondità. Si ha cosí un aumento della temperatura corporea a dare iperemia, aumento del metabolismo e degli scambi cellulari. In un soggetto sano l’elioterapia ha azione eutrofica generale, estrinsecantesi con aumento dell’appetito e sensazione di benessere. Un effetto terapeutico si esplica in caso di affezione dell’apparato osteoarticolare, osteoartriti, decalcificazioni, ri-tardo di consolidazione di fratture, ecc. L’elioterapia va praticata con criteri di progressione, on-de evitare effetti dannosi dovuti ad esagerata azione termi-ca (colpo di sole, colpo di calore, eritemi ed ustioni alla cute). Uno schema prudenziale suggerisce di limitare l’esposizione al sole nel primo giorno a 5 minuti primi, ed aumentare poi progressivamente sino ad un massimo di 20-25 minuti. È bene proteggere il capo con un’ampio cappello. Le ore piú indicate per la elioterapia sono quelle com-prese tra le 9 e le 12 e le 15 e le 17.

La fototerapia artificiale

La fototerapia artificiale impiega radiazioni luminose ottenute artificialmente e presenta i vantaggi di essere attuabile sia in ambiente chiuso per pazienti che non possono lasciare il letto, sia anche nei mesi invernali quando le condizioni ambientali non permettono l’elioterapia.

Il bagno di luce

Il metodo piú semplice di fototerapia artificiale è il bagno di luce o bagno di Kellog. La sorgente luminosa è qui data da una serie di lampadine elettriche ad incandescenza. Le lampadine sono poste in una cassa prismatica, rivestita di specchi onde ottenere una maggiore riflessione della luce.

La cassa è costruita in maniera da adattarsi a tutto il corpo lasciando libera la sola testa (bagno di luce generale) oppure un modo di adattarsi ad un grande segmento del corpo (spalla, tronco) o di permettere l’introduzione di un arto (bagno di luce parziale). Si eseguono sedute della durata di 15-20 minuti in cicli di dieci. Il bagno di luce generale provoca una intensa sudorazione ed è pertanto indicato in tutte le condizioni morbose che richiedono l’eliminazione dei prodotti tossici esogeni ed endogeni accumulatisi nell’organismo; è controindicato nelle affezioni cardiocircolatorie. Il bagno di luce parziale è molto piú praticato e trova indicazione nel trattamento dei postumi di lesioni traumatiche, del reumatismo muscolare ed articolare cronico.
Le radiazioni infrarosse e quelle ultraviolette Altri metodi di fototerapia artificiale sono quelli basati sull’impiego di radiazioni infrarosse e di radiazioni ultraviolette.

Radiazioni infrarosse – Hanno lunghezza d’onda compresa tra 7600 e 150.000 angstrom; nella pratica clinica sono impiegate quelle con lunghezza di circa 40.000 angstrom.

La sorgente di emissione degli infrarossi è ‘generalmente costituita da lampada a filamento di carbone e di tungsteno. Il principale effetto degli infrarossi è dato da azione termica legata all’assorbimento delle radiazioni. Localmente questa azione si traduce in vasodilatazione con eritema cutaneo di breve durata; gli effetti generali sono invece dati da diminuzione della pressione, aumento della temperatura corporea, iperventilazione polmonare, aumento della diuresi. Le sedute hanno durata variabile da 10 a 30 minuti con lampada erogatrice collocata a 50-60 cm dal paziente. La fototerapia con infrarossi è indicata nel trattamento delle lesioni traumatiche subacute, dell’artrosi e delle arteropatie periferiche (tromboangioite obliterante, morbo di Raynaud).

Radiazioni ultraviolette – Lo spettro dei raggi ultravioletti si estende da 4000 a 1800 angstrom ed è distinto in due frazioni: quelle ad onda corta (fra 2900.e 4000 angstrom) e quella ad onda ultracorta (fra 2900 e 1800 angstrom). L’azione biologica degli ultravioletti è diversa in rapporto alla loro lunghezza d’onda: le radiazioni con lunghezza superiore a 2900 angstrom hanno azione stimolante, quelle con lunghezza d’onda inferiore a 2900 angstrom azione deprimente. Sugli organismi monocellulari le radiazioni  sono comprese tra i 2400 ed i 2600 angstrom esplicano azione letale; di qui lo sfruttamento nella terapia della tubercolosi cosiddetta chirurgica e per la sterilizzazione degli ambienti sia chirurgici sia dell’industria farmaceutica.

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