Friday, 15/12/2017 | 10:20 UTC+1
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I benefici delle vacanze sul sistema nervoso

i benefici delle vacanze

Quando si soffre di particolari patologie, l’indicazione che ricorre maggiormente e che periodicamente si pone per tutti è quella del soggiorno in località climatica al fine di recuperare le energie psicofisiche esaurite dopo un anno di lavoro. Esaurimento tanto più pronunciato per i soggetti che vivono in grossi centri industriali, ove l’aria è inquinata, i rumori e tutti i fattori stressanti più intensi. Questa forma attenuata di climatoterapia è detta villeggiatura, un tempo privilegio di minoranze, oggi fenomeno di massa.

Nella scelta della località di villeggiatura il consiglio del medico, anche se non necessario, è sempre utile. La conoscenza della costituzione del soggetto, della sua predisposizione a determinate malattie e della presenza di stati fisiopatologici permetterà al climatologo di suggerire la località piú adatta. La villeggiatura ha innanzitutto scopo profilattico: è l’effetto generale con miglioramento dello stato di nutrizione e sanguinificazione, del tono muscolare e dell’equilibrio psichico, a porre il soggetto nelle condizioni di affrontare un nuovo anno di lavoro. In condizioni patologiche al clima è invece richiesto anche un effetto terapeutico, per cui diviene un mezzo impiegato per superare lo stato di malattia. La climatoterapia da sola non può giungere a tale risultato, va pertanto preceduta ed associata ad altri sussidi terapeutici: farmaci, chirurgia, fisioterapia, di cui completa l’azione nel periodo di convalescenza. Riteniamo utile precisare le indicazioni della climatoterapia prendendo in esame la patologia dei diversi sistemi ed apparati.

I benefici delle vacanze sul sistema nervoso

Per le malattie del sistema nervoso non esiste specifica indicazione alla climatoterapia, la quale risulta sempre utile per l’effetto generale e per la stimolazione del sistema neurovegetativo. I soggetti eretistici ed esauriti devono scegliere climi in cui prevale l’azione sedativa, preferibilmente: bassa quota, pianura, lago e località marine solo se riparate dal vento.

I benefici per l’apparato respiratorio

Qui la climatoterapia trova ampia indicazione, in particolare nella tubercolosi polmonare, nell’asma bronchiale e nelle infiammazioni croniche aspecifiche delle vie respiratorie. Per la tubercolosi basti ricordare che sino ad alcuni decenni fa, prima dell’avvento degli antibiotici e dei chemio-terapici, la terapia della tubercolosi polmonare poggiava sulla cura sanatoriale. Il sanatorio, ospedale in località climatica, era costruito in maniera che i pazienti potessero trarre giovamento dai diversi metodi di climatoterapia (cura di riposo, bagno d’aria, elioterapia). Nelle forme tubercolari in fase evolutiva è indicato il clima lacustre e di bassa quota; nelle forme pleuriche, osteoarticolari e linfo-ghiandolari il clima marino. Nell’asma bronchiale la climatoterapia può dare immediati e sensibili vantaggi, allontanando il malato da ambiente piú o meno inquinato, in cui può essere presente l’allergene scatenante l’accesso asmatico, e modificando, inoltre, sensibilmente le condizioni psicosomatiche del soggetto. I climi piú indicati sono il marino e quello di montagna. Nelle affezioni croniche delle vie respiratorie (tracheobronchiti croniche, bronchiectasie) i risultati della climatoterapia sono riportabili al venire meno di stimoli irritativi (polvere, umidità) presenti nell’aria dell’ambiente abituale. Nel clima marino, il piú indicato per questi pazienti, si aggiunge l’effetto dell’areosol marino: l’infrangersi delle onde sulle rocce ed il vento disperdono nell’aria particelle di acqua marina che inalate hanno effetto antinfiammatorio.

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