Saturday, 29/4/2017 | 3:34 UTC+2
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Il made in Italy a tavola

La cucina italiana inizia ad essere davvero famosa intorno agli anni ’50. Fino ad allora la conoscevano, oltre confine, gli immigrati e gli oriundi, sempre alla ricerca degli antichi sapori di casa. Per il resto del mondo, la grande cucina era esclusivamente quella francese con la sua lunga tradizione ed i suoi riti. Quella italiana la si poteva apprezzare solamente nel posto. Sporadicamente le nostre prelibatezze riuscivano a sbarcare i confini nazionali ed imporsi quali specialità internazionali.

Oggi, a distanza di molti decenni, il panorama culinario si è ribaltato del tutto. Le ricette italiane infatti sono apprezzate in ogni angolo dal mondo anche da chi in Italia non è mai stato.

Le infinite varietà locali e regionali fan sì che non esiste una sola e definita cucina italiana. Si tratta di un vero e proprio puzzle di gusti e sapori dove poter tranquillamente scegliere la propria tessera personale.

Il merito principale di tanto successo va riconosciuto in gran parte agli ambasciatori della cucina nostrana sparsi in giro per il mondo ed in grado di promuovere le eccellenze del territorio italiano. Dai pregiati vini come il Chianti e il Barolo, dal prosciutto di Parma all’all’olio extravergine, dal parmigiano Reggiano ai Pelati San Marzano, passando per la mozzarella di bufala, la pizza napoletana e naturalmente la pasta all’uovo.

L’elenco potrebbe essere molto più lungo. Ogni regione infatti ha la propria eccellenza, più di chiunque altro al mondo. Ad oggi infatti si possono contare più di 4.500 specialità alimentari regolarmente censite, con Campania e Toscana a farla da padrone. Il Lazio è storicamente legato all’agricoltura circostante l’area metropolitana di Roma, e sforna prodotti di eccellenza che si possono facilmente rinvenire online, grazie a marchi di eccellenza come FoodEat (www.foodeat.it).

Neppure la grande ultima crisi economica è riuscita a scalfire un comparto, quello alimentare, da sempre tra i fiori all’occhiello del Belpaese.

Ma proprio per il suo grande successo, il cibo italiano è accerchiato da prodotti contraffatti e dall’invasione di prodotti internazionali, realizzati oltralpe ma che dall’etichetta vorrebbero rievocare sapori nostrani.

E’ per questo che è importante e fondamentale anche il ruolo di noi consumatori che ogni giorno ci rechiamo al supermercato a far la spesa.

Scegliere prodotti contraffatti significa arrecare un danno pari a circa 60 miliardi di euro. Sono innumerevoli i tentativi talvolta goffi di imitare il parmigiano Reggiano e i pelati San Marzano ma puntualmente, merce che arriva dall’estero e che si spaccia per prodotto italiano, invadono i nostri market e le nostre tavole.

Scegliere i prodotti del territorio vuol dire affidarsi a persone di fiducia, produttori del luogo che quotidianamente cercano il contatto diretto col consumatore; mangiare prodotti locali vuol dire anche allungare la vita del prodotto stesso e proteggere le biodiversità, oltre che proteggere e conservare un tesoro di ricette, sapori e tradizioni.

Per fortuna da molti anni l’Italia ha capito che puntare sull’enogastronomia di qualità è una delle più grandi risorse economiche e culturali e ha cominciato a difendere questo prezioso patrimonio creando i prodotti IGP e DOP a difesa di quei prodotti che l’intero mondo ci invidia

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