InfoUdito: l’udito non è mai stato così prezioso

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Il nostro apparato uditivo è sempre in continuo funzionamento captando tutti i rumori e suoni che ci circondano, che poi vengono distinti e riconosciuti dal nostro cervello: in questo modo ci è possibile riconoscere ad esempio una canzone, la voce di una persona cara ed altro ancora.

Ma cosa accade quando non riusciamo più a decifrare i suoni? Questo succede comunemente quando la capacità uditiva si riduce. Le cause possono essere varie: l’importante è non angosciarsi e agire per tempo. Delle volte infatti si può trattare banalmente di un tappo di cerume che può essere eliminato seguendo dei semplici rimedi naturali o rivolgendosi ad uno specialista.

Il consulto e il controllo da un otorino è in verità la strada migliore da intraprendere dato che in alcuni casi ci si può trovare di fronte ad un danno uditivo, determinato da diversi fattori, di cui non si era a conoscenza.

La diagnosi precoce quindi, nel momento in cui si avverte un calo uditivo non dovuto magari ad un semplice tappo di cerume, garantisce buone probabilità di guarigione.

Una delle principali cause da attribuire al calo di udito potrebbe essere l’ipoacusia, che colpisce il 10% della popolazione mondiale.

L’ ipoacusia non è semplice da definire, dato che gli stessi specialisti non ne danno una definizione univoca: questo perché le modalità in cui questa patologia si manifesta possono variare da paziente a paziente. In alcuni casi infatti il paziente può accusare solo una lieve distorsione acustica che si sviluppa sono nel corso di alcune giornate, mentre nei casi più gravi ci si può trovare di fronte alla perdita totale della capacità uditiva da un orecchio o da entrambi nel giro di pochissimi secondi.

Nella maggior parte dei casi però l’ipoacusia è monolaterale, raramente bilaterale: ad ogni modo con una terapia adeguata si può ottenere nuovamente il recupero parziale o totale della capacità uditiva.

Un esame audiometrico tonale può evidenziare un’ipoacusia, di cui a volte molti pazienti non sanno di essere soggetti. Possiamo parlare di questa tipologia quando il risultato dell’esame evidenzia un calo percettivo superiore a 30 dB verificatosi nell’arco di tre giorni su tre con frequenza continua.

Questa patologia può essere di differenti tipologie: possiamo trovare una pratica guida all’ipoacusia su InfoUdito, multinazionale danese leader nello sviluppo, produzione e vendita prodotti dedicati all’udito che vanno dalla strumentazione dedicata alla diagnosi, agli apparecchi acustici fino agli impianti cocleari.

All’interno della suddetta guida l’ipoacusia viene classifica come:

  • trasmissiva
  • neurosensoriale
  • improvvisa
  • percettiva o ipoacusia centrale
  • da rumore

Ma quali sono le cause dell’ipoacusia?

Non c’è una causa univoca che comporta questo calo uditivo improvviso: gli esperti ipotizzano che si possa attribuire a diversi meccanismi, anche se di questi non si individua il principale. Vediamone alcuni:

  • Infezione virale. Non esistono prove evidenti che dimostrano come la genesi dell’ipoacusia possa essere attribuita ad un’infezione, anche se alcuni soggetti con questa patologia sembrano avere una sieroconversione per herpes virus più elevata rispetto ai soggetti non interessati.
  • Disturbi legati alla circolazione. La porzione dell’orecchio interna nota come coclea, nonché sede di tutte le cellule volte alla percezione sonora, è un organo vascolarizzato, anche se non presenta alcun legame con altri vasi sanguigni. Questo significa che nel caso in cui un vaso nutritivo dovesse compromettersi, non ve ne sarebbero altri in grado di fornire sangue all’organo, generando così un danno e un parziale funzionamento dello stesso.
  • Rottura delle membrana intracoclerari. Sia l’orecchio interno e medio che la cloclea sono costituiti da numerose membrane che contengono liquidi. La rottura delle stesse può portare ad ipoacusia improvvisa, così come dimostrato a livello istopatologico in soggetti con questa patologia.
  • Disturbi immunologici. Anche numerose patologie legate a disturbi del proprio sistema immunitario, come ad esempio la sindrome di Cogan o disturbi reumatologici, possono dare origine all’ipoacusia percettiva.

Come curare l’ipoacusia?

Non c’è un protocollo standard per la cura di questa patologia: in generale si cerca di agire su tutti i meccanismi appena indicati in modo da individuarne il principale responsabile. Certo è, che la terapia post diagnosi va inizia in tempi rapidi in quanto le cure hanno un’efficacia maggiore se vengono somministrare entro le prime due settimane dall’insorgenza.

Nel trattamento dell’ipoacusia vengono impiegati diversi tipi di farmaci tra cui vasolodilatatori, reaologici, anti-infiammatori, cortisonici e diuretici.

La verità è che la miglior cura è quella della prevenzione, ragione per la quale nel momento in cui avvertite un disturbo prenotate subito una visita diagnostica in un centro specializzato a voi vicino: andate su Infoudito per sapere come.

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