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Istinti animali

istinti

Che cos’è l’istinto?

l’istinto è un impulso interiore che dà all’animale la capacità di compiere un complesso di atti spontanei o coordinati, che sono necessari ai bisogni della sua vita di relazione. Gli istinti sono tanti, come tanti sono i bisogni dell’animale, e possono riguardare o uh determinato oggetto od una determinata azione.

Nel primo caso, per esempio, il gatto che va in cerca del topo, nel secondo caso l’uccello che si costruisce il nido. In genere essi mirano ad un duplice scopo: la conservazione dell’individuo e la conservazione della specie. Cosi si ha, nel primo caso, la ricerca del cibo, l’ammasso per il futuro (formiche), la difesa dai nemici (come nel mimetismo occasionale, nella finta morte, nelle migrazioni, nell’automutilazione, ecc.); nel secondo caso si ha la scelta di luoghi sicuri, le provviste di cibo diverso per la prole, l’ammaestramento, ecc.

La gradazione degli istinti, da quelli semplicissimi a quelli complicatissimi, è negli animali si può dire infinita. Lo studio di questi istinti ha dato luogo a molte interpretazioni, poiché accanto a coloro che sostengono che nell’uomo non esistono gli istinti, perché egli è fornito di ragione e di libertà, e che negli animali le azioni istintive altro non sono che un gioco di atti riflessi, vi sono altri autori che considerano gli istinti come manifestazioni della vita funzionale di un organo o dell’assieme di più organi ovverosia la tendenza a funzionare, a vivere.

Caratteristiche degli istinti

Comunque si debbono distinguere negli istinti alcuni caratteri; anzitutto l’adattabilità ai fini particolari da raggiungere (il comportamento del castoro nel costruire dighe, dell’ape nel disporre e formare le cellette esagonali, risolvendo il problema geometrico ed economico di ottenere che esse contengano il massimo di miele con il minimo di cera, ecc.). La cecità: l’animale non conosce la ragione del fine che esso pur raggiunge mirabilmente, non conosce neppure la proporzione che hanno con questo fine i mezzi da lui adoperati. Infatti, mutate le circostanze o disturbato nel suo lavoro, continua a compiere l’atto istintivo senza accorgersi che è ormai inutile (il ragno che porta e difende il suo bozzolo, continua a difendere e a trascinare una pallina di sughero sostituita al bozzolo, ecc.).

La specificità: gli istinti sono caratteristici della specie (ogni specie di uccello costruisce lo stesso tipo di nido, ogni specie di ragno tesse lo stesso tipo di tela). La preformazione: nel senso che l’istinto è innato, spontaneo, naturale, non appreso dall’esperienza.

L’immutabilità: nel senso che gli istinti si manifestano sempre con le medesime attività (le api infatti lavorano oggi come lavoravano al tempo di Virgilio che le descrisse nelle Georgiche).

Gli istinti nell’uomo

Nell’uomo gli istinti si manifestano fino alla prima infanzia, (succhiare, deglutire, muoversi e camminare, ecc.). Il bambino manifesta i suoi stati d’animo con lo strillare, con sorrisi o carezze, ecc. Tuttavia nell’uomo adulto gli istinti sono dominati dalla volontà e corretti dall’imperio della ragione, per modo che essi perdono a poco a poco i caratteri dell’animalità e rivestono quelli della inclinazione. In alcuni stati patologici, come imbecillità, cretinismo. essi permangono inverti in forma anomala.

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