Monday, 20/11/2017 | 10:44 UTC+1
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La cinesiterapia attiva

cinesiterapia

La cinesiterapia attiva comprende tutti gli esercizi terapeutici eseguiti utilizzando contrazioni muscolari del paziente. E’ quindi una materia molto vasta, fatta di limiti dati solo dalle finalità perseguite. Queste sono essenzialmente: migliorare la forza del muscolo, migliorare la capacità di lavoro muscolare e quindi la resistenza allo sforzo, migliorare la coordinazione dei movimenti.

Per raggiungere i tre scopi si devono seguire tre diverse tecniche:

– per aumentare la forza muscolare opporre alla contrazione muscolare la massima resistenza, in quanto il muscolo costretto a. lavorare in condizione di particolare impegno si ipertrofizza.

– per migliorare la capacità di lavoro si applicheranno carichi medi con numerose contrazioni, cosí da sfruttare l’azione di pompaggio sui vasi sanguigni secondaria alla contrazione muscolare ed accelerare lo smaltimento dei cataboliti.

– per migliorare la coordinazione dei movimenti si ricorre a carichi minimi ed a numerosissime ripetizioni, onde affinare i meccanismi di controllo nervoso dei movimenti. Altro ed importante effetto della cinesiterapia attiva è quello psichico. L’esercizio attivo migliora la sensazione di benessere, mentre il recupero anche se solo parziale, di una funzione motoria già gravemente compromessa, libera il paziente da angoscia. La classificazione delle diverse metodiche di cinesitera-pia attiva permette di distinguere tre grandi categorie di esercizi: liberi, assistiti, contro resistenza.

Esercizi liberi

Gli esercizi liberi, cosí definiti in quanto possono essere effettuati dal paziente preventivamente edotto senza alcun controllo, a seconda delle parti corporee impegnate sono distinti in generali e localizzati o segmentari. La mobilizzazione attiva si ottiene vincendo le resistenze opposte dagli attriti interni ed esterni e dalla gravità. È la tecnica piú frequentemente seguita in ginnastica, tanto che si parla di esercizio a corpo libero.

Esercizi assistiti

L’esercizio assistito è cosi definito in quanto duran l’attuazione presuppone assistenza da parte di persona specializzato. È indicato per correggere debolezze di gruppi muscolari instauratesi in seguito a condizioni morbose .

In questi casi è necessario eliminare e ridurre le resistenze esterne, ricorrendo a piani di appoggio levigati cosparsi di talco, oppure a sospensione in fasce o teli o altri artifici. Si otterrà inizialmente un minimo movimento che con l’allenamento sarà poi migliorato sino a raggiungere una funzionalità sufficiente. Una riduzione sensibile della resistenza dovuta alla gravità si ha in mezzo idrico.

Esercizi contro la resistenza

E’ la tecnica seguita dovendo intervenire su gruppi muscolari che non risultano impegnati al massimo se è in gioco soltanto la resistenza opposta dagli attriti interni e falla gravità e in cui pertanto è necessario esercitare una ‘esistenza supplementare. Questa può essere data sia dalla nano del terapista che esplica una forza sullo stesso piano, na in senso opposto a quello di trazione del muscolo, sia fallo stesso paziente che contrasta il movimento opponendovi l’arto sano o contraendo contemporaneamente muscoli antagonisti; infine anche col ricorso a pesi e a molle, appositamente studiati. Indipendentemente dal metodo scelto, i risultati positivi negli esercizi contro la resistenza sono condizionati all’osservanza di alcune norme generali, precisamente:

  1. porre in rilasciamento completo i muscoli non interessati.
  2. Fissare con fasce o sacchetti di sabbia le articolazioni viciniori a quella interessata, onde evitare movimenti indesiderati, capaci di compromettere il ripristino dell’articolazione lesa o dare un apparente risultato positivo (esempio: pronosupinazione dell’avambraccio in realtà dovuta a rotazione dell’arto sulla spalla).
  3. Nelle rigidità conseguenti a lunga immobilizzazione apparecchio gessato avere ben presenti le condizioni dell’apparato muscolare e capsulolegamentoso e non dimenticare che in questi casi la retrazione di un gruppo muscolare si accompagna a iperdistensione ed allungamento dei muscoli antagonisti, per cui va scelta la metodologia idonea ad equilibrare ad un tempo agonisti ed antagosti. Ogni esercizio deve richiedere il massimo dell’impegno muscolare possibile, anche se ciò comporta una piú acoce comparsa della reazione antalgica.
  4. Fatica e dolore sono i limiti che impongono l’interruzione della seduta. Non è possibile fissare preventivamente il numero le sedute fisioterapiche, in quanto il raggiungimento risultati è legato a diversi fattori variabili da caso a caso.

    Indicazioni

    La cinesiterapia passiva ed in particolare l’attiva, trovano indicazione in tutte le condizioni morbose in cui risultano compromesse motilità ai titolare, forza muscolare e controllo nervoso dei movimenti. Trovano quindi applicazione soprattutto per correggere postumi di lesioni scheletriche (fratture, distorsioni, osteoartriti), che hanno compromesso il trofismo muscolare con notevole riduzione della forza contrattile, oppure alterato la meccanica articolare per perdita di elasticità e retrazione dei tessuti periarticolari.

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