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Le caratteristiche di una valle

Le caratteristiche di una valle

La valle è una depressione oroaltimetrica della superficie terrestre, che si allunga tra due pendii opposti (fianchi o versanti o pareti) con pendenza di fondo o pendenze diverse, in una direzione e perciò con uno sbocco inferiore (rispetto alla testata della valle stessa), al quale discendono e dal quale fuoriescono le acque defluenti dalla testata e dai versanti della valle stessa e raccolte da un corso collettore di fondovalle.

A seconda della direzione della linea di fondo, e ciò in relazione alla diversa morfologia del rilievo (catena, massiccio, ecc.) cui esse appartengono, le valli si distinguono in: longitudinali se parallele all’asse della catena principale del rilievo di cui esse fanno parte; trasversali se con andamento normale rispetto all’asse del rilievo cui esse s’attestano. Ma si possono distinguere ancora valli radiali in un gruppo montuoso che non formi catena bensì un massiccio, come, ad esempio, quelle irradiantesi dal nodo del San Gottardo; nonché valli convergenti ad una depressione — bacino, conca — che ne costituisca lo sbocco comune nell’ambito di una corona di monti. Rispetto alla loro origine si distinguono fondamentalmente in valli tettoniche e d’erosione, d’accumulazione e carsiche.

Le prime, a seguito di movimenti della crosta terrestre, si sono formate nelle depressioni di pieghe originarie (sinclinali) e come tali o sono valli di corrugamento, tutte longitudinali — quali, ad esempio, diverse valli del Giura svizzero (differenti dalle valli anticlinali qui chiamate combe) — o di sollevamento, perché originatesi fra due sistemi montuosi (come la Val Padana), o corrispondono a depressioni (fosse) da frattura, faglia e sprofondamento, delle quali tipici esempi sono l’el Ghor, la fossa dei laghi Galla e dell’Auasc (in Africa Orientale).

Altre tipologie di valli

Le valli d’erosione corrispondono a depressioni dovute esclusivamente all’azione di agenti apgeni, principalmente all’erosione del suolo da parte di un corso d’acqua (valli fluviali dalla caratteristica sezione trasversale a V) o dovute all’esarazione operata da un ghiacciaio (valli glaciali, dalla caratteristica forma a truogolo, cioè con profilo ad U della sezione trasversale). In relazione alla struttura stratigrafica, uniforme o meno, ed alla maggiore o minore compattezza dei materiali stratificati, le valli fluviali possono essere normali e queste vanno soggette ad allargamento uniformemente progressivo sui fianchi, insieme all’ulteriore ma più lento approfondimento del thalweg sul fondo alluvionale, con formazione di terrazzi; queste valli, in definitiva, tendono così ad assumere un profilo longitudinale d’equilibrio corrispondente all’appiattimento di quello trasversale e al raggiungimento della fase di maturità del corso d’acqua operante come fattore erosivo; oppure sono valli dissimmetriche, cioè con pareti di diversa inclinazione, e si chiamano gole, forre, strette, chiuse, quelle delimitate da pareti ravvicinate pressoché verticali, le quali sono spesso caratterizzate dal risalto di cornici, corrispondenti a stratificazioni più resistenti all’erosione, mentre sotto di esse spesso si presentano caverne entro i materiali più teneri.

All’erosione glaciale va attribuita l’origine di valle sospese sul fondo della valle principale, cui ciascuna di esse s’affaccia dall’orlo di un gradino le cui pareti corrispondono a spalle orografiche dell’antica valle d’erosione, sovraerose (dalla massa glaciale) com’è nel caso di varie valli del bacino del Reno, dell’Adige, ecc. Le valli d’accumulazione corrispondono a depressioni tra formazioni d’accumulo eolico (valle di duna), glaciale (valle di morena come quelle che separano i cordoni negli anfiteatri morenici che delimitano a S le conche dei laghi prealpini, in particolare del Garda), oppure eruttivo (valli vulcaniche). Le valli carsiche sono quelle scavate da un corso d’acqua in rocce calcaree ed esse sono spesso valli disseccate, cioè con fondo tormentato da doline e pozzi, sottoescavato (caverne), che assorbono l’acqua piovana, o valli cieche, nelle quali il collettore delle acque di superficie scompare alla base delle formazioni calcaree incombenti sulle quote inferiori della depressione, inghiottito da una caverna e continua il suo percorso nel sottosuolo: tipici esempi sono il Timavo, inghiottito dalla voragine di San Canziano, e la Piuca che, dopo il percorso sotterraneo da Postumia (Carso), esce dalla grotta di Kleinhausel ed insieme con altre sorgenti forma l’Unza, la quale a sua volta, dopo essersi inabissata in altre grotte, ritorna in superficie alimentando la Lubiana. Dalla caduta (per erosione, ecc.) dei diaframmi di separazione fra depressione d’origine carsica aperte in superficie (doline) deriva la formazione di uva te e da queste si passa alle polje (della Serbia per citare un tipico esempio), valli’ appunto carsiche, lunghe decine di chilometri.

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