Saturday, 29/4/2017 | 1:19 UTC+2
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Le ragioni del parto programmato

Il parto programmato

Le ragioni del parto programmato

La causa principale del cesareo programmato è un cesareo precedente. Molti medici infatti temono che il parto naturale, dopo un precedente cesareo, potrebbe essere rischioso se l’ospedale è piccolo e inadeguatamente attrezzato per affrontare un’emergenza. Molte donne in questa situazione, a loro volta, temono di dover ripetere l’esperienza del travaglio doloroso e prolungato che ha preceduto il cesareo.

Il cesareo viene programmato anche se il bambino ha assunto una posizione diversa da quella cefalica o se è troppo grande per riuscire a passare attraverso la pelvi, una condizione tecnicamente nota con il nome di sproporzione feto-pelvica. Capita anche che la madre o il bambino presentino delle patologie in atto che potrebbero aggravarsi con il parto vaginale; ad esempio cardiopatie, insufficienze respiratorie, malattie emorragiche o tromboemboliche.

Le procedure del parto programmato

Prima di un cesareo elettivo non potrete mangiare né bere per almeno 6 ore. In alcuni ospedali è concesso bere qualche sorso d’acqua fino a due ore prima dell’intervento. Serve per evitare complicazioni durante l’anestesia. Sarete ricoverate almeno 2 ore prima dell’intervento e vi verrà fatta una breve anamnesi. Vi verrà applicato un ago a farfalla endovenosa per le flebocisti di idratazione e eventuali farmaci. Prima dell’operazione seguirete una profilassi antibiotica per evitare l’insorgenza di endometriosi o infezioni del tratto urinario e della ferita (1’8% delle donne le manifesta). Una volta stabilito che verrà effettuato il taglio cesareo si decide, assieme all’anestesista, il tipo di anestesia che vi sarà più gradito.

Il taglio cesareo oggi viene effettuato per il 99% con la tecnica della “spinale”, che consiste nel somministrare una piccola dose di anestetico locale di-rettamente nel liquido cefalo-rachidiano attraverso un ago sottile come un capello. Quasi instantaneamente vi sarà un blocco transitorio, di circa due ore, di tutta la parte dell’addome interessata dall’atto chirurgico. In questo caso, sarete sveglie e in grado di seguire felicemente l’estrazione del vostro bambino e vederlo immediatamente.

 

Solo per l’ 1% dei casi si utilizza un’anestesia generale, con farmaci barbiturici e anestetici generali e intubazione orotracheale. Normalmente questa merodologia viene usata per quelle donne che non vogliono “vedere e sentire” nulla, hanno paura e richiedono espressamente questo intervento. Prima dell’intervento, viene inserito un catetere nella vescica per il drenaggio delle urine durante il cesareo, e nelle ore successive. L’ostetrica rade completamente l’area del basso addome, dove verrà praticata l’incisione, così da evitare infezioni. Il medico vi illustrerà il tipo di incisione prima dell’intervento.
Secondo le direttive dell’ospedale, e se siete sveglie, potrete essere accompagnate da una o due persone in sala chirurgica. Se ciò è consentito, dovranno sedere o stare in piedi accanto a voi per potervi parlare durante l’intervento, seguire le indicazioni del personale medico, restare fermi e non toccare nulla. L’addome viene preparato, con un lavaggio antisettico e l’applicazione di teli sterili. L’incisione viene praticata con un bisturi nel basso addome. Di solito, i muscoli non vengono incisi dal bisturi, ma separati nella linea mediana e divaricati. La vescica viene spostata verso il basso, per evitare il contatto accidentale con gli strumenti chirurgici.

Un’altra incisione viene praticata internamente, sull’utero, e il liquido amniotico viene aspirato. Una volta aperto l’utero, il bambino viene estratto at-traverso l’apertura dell’incisione. Accade spesso che in questa fase l’utero sia schiacciato, come avviene durante la spinta, e sentirete una pressione sull’addome. Il bambino viene affidato al pediatra che ne pratica un controllo fisico e alcuni esami di base, fra cui il punteggio APGAR. Sarà presente anche nel caso in cui abbiate subito un’anestesia generale o siano emerse preoccupazioni riguardo alla salute del bambino.

Rimossa la placenta, il medico procederà alla sutura di utero e basso addome. I punti interni sono assorbibili e non dovranno essere rimossi. La ferita esterna viene invece suturata con punti o graffette. A questo punto, forse vi daranno il bambino e uscirete dalla sala operatoria. Appena conclusa l’operazione, sarete trasferite in una camera di degenza dove rimarrete sotto osservazione fin-ché non sarete in buone condizioni. Potrete tenere il bambino e cominciare ad allattarlo. In casi rarissimi subire un cesareo può causare embolia polmonare o trombosi venosa profonda, quindi avvisate

Da alcune indagini è emerso che in Italia il 38% delle donne partorisce con un cesareo. Una volta entrate in travaglio, potete cercare di evitare il taglio cesareo in molti modi diversi: cercate di non arrivare in ospedale troppo presto, camminate e cambiate posizione di frequente, state il più possibile in posizione eretta, praticate gli esercizi di rilassamento e le terapie naturali del dolore, cercate di riposare fra una contrazione e l’altra.

Le ragioni del parto d’urgenza

Il parto d’urgenza potrebbe rivelarsi necessario in caso di rischio di trauma per il bambino durante il travaglio, se il feto è prematuro o sofferente. Il cesareo d’urgenza si effettua anche in caso di gravi patologie mediche, come la pre-eclampsia , che impongono un parto rapido.

Le procedure del parto d’urgenza

L’intervento non è molto dissimile dal cesareo programmato, ma le circostanze possono in questo caso rendere il parto più stressante per la madre. I medici saranno più frettolosi, il partner dovrà probabilmente lasciare la stanza e potrebbe essere necessaria l’anestesia generale. Se il bambino si trova in posizione anomala o è necessario agire in fretta, l’incisione potrebbe dover essere più lunga. Cercate a ogni modo di avere fiducia nell’abilità del medico e nell’esito positivo del parto.

Terapie antidolorifiche nel parto cesareo

Il parto cesareo in anestesia epidurale o spinale è più sicuro sia per la madre che per il bambino: al bambino arrivano meno farmaci, la madre resta sveglia e al parto possono talora assistere anche altri familiari. In rari casi, però, l’anestesia generale si rivela necessaria subito il medico se avete tosse improvvisa, fiato corto o gonfiori e dolori alle gambe. Se siete considerate a rischio, dovrete sottoporvi a iniezioni quotidiane di anticoagulanti (eparina) per cinque o sette giorni.

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