Saturday, 29/4/2017 | 1:15 UTC+2
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Le reazioni alla gravidanza

Reazioni alla gravidanza

In parte a causa degli scompensi ormonali, in parte causa degli enormi adattamenti fisici ed emotivi cu siete soggette, durante la gravidanza le emozioni son particolarmente sollecitate e si riflettono in ogn aspetto della vostra vita. Nello scoprire di aspettare un bambino, potreste provare un’immensa gioia per l’arrivo di un figlio tanto atteso, un senso di esultanza rispetto al fatto di essere fertili, una tenera intimità cori il vostro partner, perché è stata la vostra unione fisica a creare la nuova vita.

La reazione alla gravidanza: ecco cosa succede alle donne

Ma in altri casi la gravidanza potrebbe essere vissuta come un immenso problema e, se non siete pronte ad avere un figlio, scatenare ansia e gettarvi persino nel panico. Le prime reazioni Anche se già da qualche tempo desiderate un figlio, è del tutto naturale che alcuni sentimenti negativi vengano a incrinare il primo entusiasmo. Vi sembra che tutto succeda troppo velocemente, vi sentite quasi in trappola, vi chiedete come verrà stravolto il vostro corpo e nutrite delle paure sul parto, vi sentite sopraffatte dalla responsabilità di una nuova vita. All’inizio, la vostra emotività sarà sovraccarica di lavoro, perché costretta a elaborare tutti i cambiamenti che stanno avvenendo, ma nelle settimane successive ritroverete la calma. Come accade a molte donne in attesa, acquisirete un maggiore rispetto per il vostro corpo e, anche se i primi disturbi rischiano di turbare il senso di appagamento che provate, vi stupirete di come opera il corpo per far crescere la vita che portate in grembo. Se siete alla prima gravidanza, in un certo senso vi sentirete più mature, perché presto sarete mamma. L’adattamento ai cambiamenti Il periodo di attesa che precede l’arrivo del bambino può sembrare eterno, ma i nove mesi della gestazione vi daranno appena il tempo di adattarvi agli enormi cambiamenti che vi aspettano. Non vi abituerete solo alle conseguenze sul vostro corpo , ma anche a un nuovo stile di vita. Vi accorgerete presto di quanto sia importante prendervi cura della vostra salute e sicurezza, per proteggere la creatura che cresce in voi. Vi ritroverete a guidare con più prudenza per evitare incidenti e a cambiare abitudini alimentari, limitando gli alcolici e smettendo di fumare. Anche la vita sociale sarà molto diversa. Tutti questi cambiamenti nel modo di pensare e agire possono farvi sentire diversa, un’impressione che si fa anche più netta se smettete di lavorare e non potete più identificarvi nella professione che fate, ma non vi considerate ancora una mamma. Se cercate di immaginare la vostra vita futura con il bambino potrebbe risultarvi più facile immedesimarvi nella nuova realtà che state vivendo. È anche una buona idea tenere un diario, in cui scrivere e rielaborare i pensieri e le emozioni.

Rispettare il proprio corpo

La gravidanza è un momento di continui cambiamenti fisici. Di questi alcuni sono scontati e visibili anche all’esterno, come la crescita del seno e del pancione, altri sono più lievi e inattesi, come il vigore dei capelli e i gonfiori a gambe e piedi. Le reazioni emotive alla gravidanza sono del tutto individuali e imprevedibili, ma è quasi impossibile non sviluppare forti emozioni rispetto al cambiamento di aspetto, che possono essere di estremo piacere o, al contrario, di forte avversione. Alcune donne particolarmente attente all’aspetto fisico sono turbate dall’aumento di peso durante la gravidanza. Se cominciate a sentirvi così, cercate di non provare imbarazzo per il pancione che cresce e pensate che non state ingrassando, ma crescendo un bambino, un compito che vi sottrae continue energie e interessa ogni singola parte del vostro corpo.

Accettare il nuovo aspetto

Con il passare dei mesi, comincerete ad arrendervi all’idea di non riconoscervi allo specchio. All’inizio potreste anche sentirvi un po’ frustrate dal fatto che non ci siano cambiamenti evidenti; poi, al secondo o terzo mese, potreste spazientirvi se non entrate più nei vestiti e non avete più la taglia di prima, ma ancora non si vede che siete incinta. Intorno al quarto mese, la pancia comincerà a crescere e vi sentirete sollevate. Appena il vostro stato sarà di dominio pubblico, vi sorprenderete del fatto che gli altri vi guardino con insistenza e vogliano toccarvi la pancia. Alcune donne non apprezzano questa “invasione” del loro spazio intimo, altre invece sono lusingate dal coinvolgimento altrui. Negli ultimi mesi, non riuscirete a credere di poter ingrassare ancora e di avere una pancia tanto dura. Vi sentirete goffe e vi stupirete di quanta fatica fate ad alzarvi dalla poltrona. Allora, sarà giunto il momento di vivere le cose con tranquillità e prepararsi all’arrivo del bambino.

Riconoscere le ansie

È difficile stare tranquille sempre e non nutrire ansie sul benessere del bambino, anche quando non c’è alcuna ragione logica di preoccuparsi. Nei primi mesi, potreste temere un aborto , specie se avete avuto dei precedenti. In questi casi, è perfettamente normale provare ansia, almeno finché non sia passato il termine in cui avete perso il precedente bambino. Sarà difficile, ma cercate di stare tranquille quanto più possibile e date fiducia al vostro corpo. È una grande emozione vedere il piccolo muoversi e succhiarsi il pollice durante l’ecografia, ma gli esami di screening prenatale sono anche fonte di apprensione per le gestanti. Sebbene il loro scopo sia quello di fornire informazioni rassicuranti sulla salute del feto, spesso gli esami scatenano agitazione. Per combatterla, concentratevi sul fatto che questi controlli servono a individuare subito eventuali problemi, per dare al bambino le migliori probabilità di nascere sano. Se però vi sentite sotto pressione rispetto a un particolare esame, discutetene con il medico per decidere se ne avete davvero bisogno. Se durante un esame emerge un problema, cercate di essere ottimiste. Se, ad esempio, vi dicono che il bambino ha una probabilità su dieci di contrarre la sindrome di Down , leggete il dato al contrario, pensando che ha nove probabilità su dieci di non contrarla. Nutrirete anche alcuni dubbi sull’impatto che il vostro stile di vita potrebbe avere sul feto. Gli effetti nocivi di alcol, fumo e agenti chimici  sono ormai noti a tutti. Il modo migliore per limitare le ansie è adattare lo stile di vita, in modo da garantire al bambino l’ambiente più sano possibile. Se pensate di aver assunto qualche rischio, ad esempio di avere bevuto qualche bicchiere di troppo prima di sapere di essere incinta, consultatevi con il medico, che sarà in grado di valutare l’impatto effettivo e di rassicurarvi. La preparazione alla maternità Potreste attendere con fiducia di diventare mamma, o innervosirvi all’idea di assumere un ruolo nuovo e importante come questo. Se il matrimonio o la convivenza sono stati un passo enorme, l’arrivo di un bambino è ancora più carico di significato. Ci vuole tempo per diventare genitori. Essere una buona madre o un buon padre non è un meccanismo che scatta automaticamente alla nascita del bambino. Oltre che un periodo di attesa, la gravidanza è un momento di preparazione a questa nuova identità. Parlate con altri genitori, e sfruttate ogni occasione per avvicinarvi ad altri neonati. Il modo migliore per imparare è fare pratica: offritevi di fare da babysitter al figlio di un’amica e fate pratica tenendolo in braccio, cambiandolo e giocando con lui. Forse la vostra amica vi restituirà il favore molto presto…

L’esperienza altrui

La gravidanza riavvicina spesso la donna alla sua famiglia. Potreste sentire la necessità di chiedere a vostra madre di raccontarvi come siete nata o di sfogliare l’album di famiglia per farvi un’idea sull’aspetto del vostro bambino. Una famiglia è spesso un sostegno importante per la donna in attesa, specie se non ha un partner. Se invece dovete affrontare la maternità senza il sostegno di vostra madre, potreste provare un senso di solitudine. Se c’è questo vuoto nella vostra vita, ci sarà sicuramente una zia o un’amica che sarà felice di sostenervi in questo momento; altrimenti, potete sempre rivolgervi a qualche centro di sostegno nella vostra zona. In questo momento, vi capiterà anche di ripensare alla vostra infanzia e all’educazione che avete ricevuto, a quali aspetti volete o non volete trasmettere a vostro figlio. Gli esperti sostengono che il dialogo aperto con il partner sull’educazione ricevuta consenta di superare eventuali negatività. Considerate quali aspettative nutrite rispetto alla famiglia e come poterle conciliare con quelle del partner per formare una strategia coerente. Ricordate però che non sarà possibile definire tutto a tavolino prima che il bambino sia arrivato e che parte della soddisfazione di essere genitori sta proprio nell’imparare da situazioni nuove e inattese, e dal vostro bambino.

L’attesa del secondo figlio

Se siete alla seconda gravidanza, avrete già una discreta esperienza, ma vi sono altre considerazioni da fare. Molte donne avvertono di più la stanchezza nella seconda gravidanza, perché devono comunque continuare a occuparsi del primogenito. Vi è poi tutta una serie di questioni pratiche da affrontare nel dover badare a due figli, che comporterà più dispendio di lavoro e denaro. Alcuni genitori in attesa del secondo figlio si chiedono se ameranno il nuovo venuto quanto il primo. Può infatti sembrare un tradimento nei confronti del primogenito, ma presto capiranno con sorpresa di essere capaci di trovare nuove risorse d’amore per il nuovo membro della famiglia. Il primogenito può sviluppare insicurezza quando capisce che sta arrivando un altro bambino e va quindi aiutato a prepararsi al cambiamento. Potrebbe, ad esempio, pensare che la mamma avrà meno tempo per lui, che non lo amerà altrettanto, o che il nuovo arrivato lo spodesterà dal suo ruolo nella famiglia. Queste paure sono molto reali nella mente di un bambino, quindi discutetene insieme appena possibile, spiegando che presto arriverà un fratellino o una sorellina che lo ameranno moltissimo. Coccolatelo e sorridetegli spesso, così che possa assimilare un atteggiamento positivo.

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