Saturday, 24/6/2017 | 1:45 UTC+2
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L’igiene dentale

Igiene orale

 

L’igiene orale è fondamentale per la salute dei denti e della bocca ed è per questo che un’educazione all’igiene orale si rivela indispensabile sin dai primissimi mesi di vita del bambino. In generale, è indispensabile recarsi dallo specialista almeno due volte l’anno, ciò servirà ad evitare future cattive sorprese, dolori, rischi di perdere i denti, ecc. Scrivete sulla vostra rubrica, in primavera e autunno ad esempio: «Prendere appuntamento col dentista».

Il filo di seta

Non usare gli stuzzicadenti, particolarmente dannosi quelli di legno perché talvolta possono spezzarsi (l’asportazione del pezzo incastrato è spesso complessa) e sempre feriscono le papille interdentali: meglio usare un filo di seta del tipo che saprà consigliarvi il vostro dentista e troverete in farmacia.

L’igiene dentale

Al bambino deve essere presentata come un gioco e bisogna aver pazienza e procedere per tappe. Il piú presto possibile bisogna rendergli familiare lo spazzolino, insegnargli a sciacquarsi la bocca, a massaggiarsi le gengive col dito, poi finalmente la pulizia come premio. In questi ultimi anni però il modo sopra descritto per l’esecuzione di una perfetta igiene orale è andato perdendo gradatamente d’importanza in seguito a studi approfonditi sui danni prodotti dallo spazzolino ed alla dimostrazione della sua insufficienza nella pulizia dei denti. Anche l’uso di spazzolini elettrici non permette la perfetta detersione dei denti.

E’ stato dimostrato infatti che dopo una energica spazzolatura, anche se fatta a regola d’arte, rimangono sempre placche dentali facilmente rilevabili su vaste zone dei denti. Inoltre il traumatismo prodotto dalle setole può essere dannoso alla mucosa gengivale. Sono stati introdotti nell’uso quotidiano, e il vostro medico specialista ben volentieri ve li consiglierà, speciali apparecchi provvisti di un beccuccio dal quale fuoriesce acqua con pressione regolabile e spruzzi intervallati da brevi pause. Spostando il beccuccio in tutte le direzioni, il liquido laverà i denti e penetrerà negli spazi interdentali detergendoli e contemporaneamente massaggiandoli. Si potrà aggiungere una qualsiasi sostanza odorosa per rendere gradevole l’alito, ma non è strettamente necessario. Cinque minuti ogni giorno saranno sufficienti per conservare la dentatura in perfetto stato.

Profilassi della carie mediante il fluoro

Sono a tutti noti i rapporti fra fluoro e carie dentale se non altro per la pubblicità che ne fanno le case produttrici di dentifrici. Il fluoro è, dal punto di vista quantitativo e della diffusione, il 13° elemento presente sulla Terra. Non si trova mai allo stato libero ma solo in composto e soprattutto come fluoruro di calcio o fluorospato. I rapporti fra il fluoro contenuto nell’acqua potabile e la carie possono essere riassunti cosí: con un contenuto di fluoro nell’acqua potabile superiore ad 1,5 milligrammo per litro si manifesta una fluorosi dentaria caratterizzata da macchie o strisce brunastre sui denti che sono piú o meno evidenti a seconda della quantità di fluoro ingerita; un contenuto di fluoro nell’acqua potabile compreso fra 1,0 e 1,2 milligrammi per litro determina una decisa protezione contro la carie dentale. Ripetute osservazioni ed esperienze hanno indotto le autorità sanitarie di molti Paesi ad introdurre fluoro nelle acque potabili che ne erano prive. I primi impianti di fluorizzazione, cioè per l’aggiunta di fluoro nelle acque, risalgono al 1945-46 e furono realizzati in Canada e negli U.S.A. Da allora questa pratica si è diffusa in tutto il mondo ed oggi sono già una trentina i Paesi che usano acque fluorizzate e oltre 100 milioni di persone ne ritraggono benefici. La fluorizzazione (o fluorazione) delle acque potabili è del tutto innocua e serie statistiche parlano di una diminuzione della carie fino al 50% e forse piú.

Le applicazioni locali di fluoro praticate dal dentista sono certamente efficaci sulla riduzione dell’incidenza della carie, ma meno della fluorazione delle acque. I benefici di queste applicazioni sui denti di soluzioni fluorurate (che però vanno ripetute molto spesso con disagi per i pazienti) sono immediati, mentre quelli dovuti alla fluorizzazione delle acque potabili sono a piú lunga scadenza ed i risultati migliori si ottengono quanto piú presto se ne è iniziata l’assunzione, meglio se fin dai primi mesi di vita. Le compresse da masticare contenenti fluoro presenterebbero il vantaggio di unire all’azione locale sui denti anche un’azione per via interna. Furono fatti anche altri tentativi di somministrazione del fluoro (piccole colazioni al fluoro, latte fluorato, sale da cucina fluorato, bevande fluorate ecc.) ma non hanno avuto applicazione pratica perché il dosaggio della giusta quantità di fluoro da aggiungere è troppo difficile e altrettanto grande il pericolo di dosaggi sbagliati, inoltre, anche per la spesa, rivelatasi all’atto pratico, eccessiva.

Dentifrici contenenti fluoro pare che portino ad una certa diminuzione della carie (recenti statistiche parlano del 40%) ma bisogna tener presente che tali dentifrici agiscono soltanto sulle superfici dei denti con le quali vengono a contatto (quindi ad esempio nessuna protezione sulle superfici di contatto fra dente e dente). Concludendo: in attesa che anche in Italia si provveda alla fluorizzazione artificiale delle acque potabili, il sistema migliore per ottenere una difesa preventiva contro la carie è la somministrazione giornaliera di una compressa contenente un milligrammo di fluoro per tutto il tempo che si vuole, anche fino all’età adulta.

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