Wednesday, 23/8/2017 | 7:35 UTC+2
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Il padre durante il parto

Il padre durante il parto

Il padre durante il parto

Il padre, molto probabilmente, sarà il primo assistente della moglie durante il travaglio. E’ fondamentale quindi che anche il futuro papà si prepari al parto, per imparare a mantenere la concentrazione ed essere presente quando si romperanno le acque o inizieranno le contrazioni.

Fino agli anni Settanta, i padri venivano chiusi fuori dalla sala travaglio e non potevano assistere alla venuta al mondo dei loro figli, a meno che il parto non avvenisse in casa. Oggi, nel mondo occidentale, circa il 90% dei padri assistono la compagna durante il travaglio.

La preparazione dei padri al parto

Se assieme alla vostra compagna, avete deciso di essere presente al parto del bambino, dovete farvi un’idea molto precisa di ciò che vi aspetta, salvo eventuali sorprese. Durante la gravidanza, avrete seguito il corso di preparazione al parto, visitato l’ospedale e letto qualcosa sull’argomento, ma giunto il momento potreste comunque rimanere scioccati da tutto il sangue, il muco e le escrezioni, i lamenti e le urla di dolore. Anche se la maggior parte dei travagli non sono troppo complicati, può accadere che non tutto vada secondo i piani: le doglie iniziano raramente nel giorno prefissato, possono verificarsi dei falsi allarmi, potrebbe concludersi tutto in un’ora o durare un giorno intero, la notte e il giorno seguente. Gli avvenimenti potrebbero susseguirsi in un ordine diverso da quello atteso, ma dovete comunque mantenere i nervi saldi, cercare di assecondare le necessità della compagna e, se possibile, non perdere il senso dell’umorismo. Dopotutto, non siete il suo allenatore e dovere sostenerla e condividere con lei quest’esperienza indimenticabile. ci sono poche cose nella vita che possono eguagliare la gioia di veder nascere un figlio. Non meravigliatevi se scoppiate in lacrime quando il bambino finalmente arriva e cercate di prenderlo in braccio il prima possibile.

La decisione del tipo di parto

Paura, dolore, ansia non sono le condizioni ideali per prendere una decisione razionale. Dovrete quindi cercare di capire quale parto desidera la vostra compagna molto prima che arrivi il momento. In seguito, potreste anche decidere di fare altrimenti, ma sapere che tutto è stato preparato in anticipo vi rassicurerà. Dovrete quindi conoscere i dettagli di come la vostra compagna desidera gestire il travaglio fino al momento del parto. Dovrete porvi le seguenti domande: vuole un parto normale in ospedale, o preferisce una tecnica alternativa come il parto in acqua o il parto attivo; quale posizione di parto preferisce, supina, accovacciata o inginocchiata; desidera assumere qualche antidolorifico o meno. Dovrete discutere sulle rispettive opinioni in merito ad alcune procedure di parto, come l’episiotomia. Dovrete conoscere perfettamente tutti questi dettagli e accertarvi che chi assiste al parto ne sia a conoscenza. E’ anche probabile che dobbiate affrontare qualche cambiamento dei piani e prendere decisioni istantanee, se dovessero insorgere problemi durante il travaglio o il parto.

Il travaglio

Ci sono moltissime cose che potete fare per assistere la vostra compagna durante il travaglio: abbracciarla e sostenerla, massaggiarle la zona lombare, il collo, l’interno coscia e i piedi, guidarla negli esercizi di rilassamento e respirazione. Siate consapevoli, comunque, che quando arriva il momento potreste scoprire che la vostra compagna desidera tutt’altro. Anche se, ad esempio, avete fatto insieme gli esercizi di respirazione per tutti i nove mesi precedenti, alla fine potrebbe darsi il caso che lei voglia solo che le teniate la mano e le rinfreschiate la fronte con uno stracotto. E’ anche possibile che, provate le prime contrazioni, non voglia più il parto naturale e che preferisca ricorrere all’epidurale. Non scoraggiatela se chiede un parto indolore: è lei che deve sopportare il dolore ed è meglio per lei e per il bambino che non sia sottoposta a pressioni. Preparatevi anche a reazioni inaspettate da parte della vostra compagna. Nella fase di transizione, ad esempio, non è infrequente che l’aumento di adrenalina e il dolore la rendano nervosa e aggressiva. In questo caso, è meglio lasciarla sfogare, senza mai allontanarsi da lei. Quando si avvicina il momento della nascita, potrebbe essere colta dal panico e cercare conforto e rassicurazione in voi. Cercate di stare calmi, rilassati e ricettivi rispetto alle sue esigenze.

Gestire le emozioni

Non è insolito che l’uomo si preoccupi di non reggere lo shock del travaglio, fino a temere di svenire o vomitare in sala travaglio. Tranquillizzatevi, perché accade raramente. Quando arriva il momento, è improbabile che proviate disgusto: anzi, sarete rapiti dal miracolo della nascita di vostro figlio. Se in qualsiasi momento sentite di dovere distogliere lo sguardo, concentratevi sul volto della vostra compagna e aiutatela a respirare. E’ più probabile, comunque, che vogliate seguire le fasi del parto senza distrarvi. Non preoccupatevi se ogni tanto avete bisogno di uscire a prendere un po’ d’aria. approfittatene per sedervi un po’ e appoggiare la testa. Il modo migliore per superare le paure è documentarsi il più possibile sul parto. Leggete tutti i libri che trova, visitate la sala travaglio e parto, accompagnate la vostra compagna ai corsi di preparazione e scambiate opinioni con altri padri. Ricordate che potrete sempre chiarire qualsiasi dubbio con il medico o con il ginecologo. Più ne sapete, meglio vi comporterete in sala travaglio. Se nonostante ciò, sarete ancora preoccupati delle vostre reazioni, parlate con la vostra compagna della possibilità di avere un’assistente al parto o doula che possa aiutare entrambi nelle procedure e che vi sollevi dalla pressione.

Quando il padre non assiste al parto

Alcuni padri non assistono al parto, semplicemente perché non sono interessati, o per ragioni culturali. Alcuni uomini temono che dopo aver visto il sanguinolento processo del parto potrebbero non essere più in grado di trovare la compagna sessualmente attraente; altri sono convinti di non poter sostenere la vista del sangue e del dolore. Se avete deciso di non essere presenti al momento della nascita del bambino, potrete comunque essere di valido aiuto durante il travaglio e uscire dalla stanza nell’ultima fase. Il fatto di non essere presente alla nascita non ha ripercussioni sulla qualità del legame che instaurerete con il bambino e proverete la stessa gioia e lo stesso appagamento nel momento in cui lo vedrete per la prima volta. D’altra parte, alcune donne preferiscono non avere vicino il partner durante il parto, forse temendo di essere inibite dalla sua presenza. Se la vostra compagna ha questo atteggiamento, discutete con lei dei suoi sentimenti e rispettate comunque il suo desiderio.

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