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Pneumotorace spontaneo: sintomi e terapia

Pneumotorace spontaneo: sintomi e terapia

Lo pneumotorace rappresenta una penetrazione di gas nella cavità pleurica. Si distingue infatti uno pneumotorace spontaneo ed uno pneumotorace artificiale.

Che cos’è lo pneumotorace spontaneo?

Si ha per penetrazione di aria nella cavità pleurica ogni qualvolta questa venga messa in comunicazione con l’esterno attraverso ferite penetranti della parete toracica oppure per la perforazione in pleura di un organo interno contenente gas (polmoni, albero respiratorio, esofago, stomaco) od anche per produzione di gas in cavità pleurica da infezioni gassogene. Alcuni autori pongono distinzione tra pneumotorace spontaneo idiopatico o delle persone sane e pneumotorace secondario.

Nel primo caso lo pneumotorace si manifesta improvvisamente in persone apparentemente sane e senza alcun precedente morboso di rilievo; nel secondo invece lo pneumotorace viene a complicare il decorso di un’affezione ulcerativa polmonare (nella maggioranza dei casi tubercolosi cavitaria). In proposito va detto che trattasi di distinzione puramente teorico-clinica. In realtà anche nel primo caso si avevano dei punti deboli nell’albero respiratorio che in seguito ad un aumento della pressione (sforzi fisici o vocali, colpi di tosse) si sono lacerati, creando una comunicazione col cavo pleurico. La sintomatologia che segue al determinarsi di uno pneumotorace spontaneo è in rapporto al tipo di comunicazione che si stabilisce tra cavo pleurico e ambiente esterno.

Nelle ferite della parete toracica, come la pressione pleurica raggiunge i valori dell’atmosferica si stabilisce un equilibrio. Nelle ferite e lacerazioni polmonari sono possibili tre eventualità:

  1. Pneumotorace aperto: la breccia polmonare resta beante e l’aria può entrare nella cavità pleurica con l’inspirazione ed uscirvi con l’espirazione. La pressione pleurica è in questi casi prossima allo zero in equilibrio con la pressione atmosferica.
  2. Pneumotorace chiuso: la breccia si chiude subito dopo la formazione della raccolta aerea, che resta così chiusa nel cavo pleurico ove si avranno valori di pressione positiva.
  3. Pneumotorace iperteso: la breccia si dilata nell’inspirazione permettendo passaggio di aria nel cavo pleurico, mentre si occlude nell’espirazione così da impedirne la fuoriuscita. Si crea un meccanismo a valvola che porta a valori progressivamente crescenti di pressione con conseguenti collasso polmonare e spostamento mediastinico.

I sintomi dello pneumotorace spontaneo

L’inizio clinico dello pneumotorace spontaneo è sempre brusco con dolore puntorio trafittivo, pallore, dispnea, senso di soffocazione. Obiettivamente si osserva immobilità respiratoria dal lato colpito, abolizione del fremito vocale tattile, suono chiaro alla percussione ed abolizione del murmure vescicolare all’auscultazione. Alla percussione ascoltata si ha il segno del soldo (percezione di rumore metallico ascoltando posteriormente il rumore di una moneta metallica appoggiata sulla parete anteriore e percossa con un plessimetro). All’esame radiografico si pone in evidenza la presenza della bolla gassosa ed il collasso del polmone sull’ilo.

Il successivo decorso è in rapporto al tipo di pneumotorace. Lo pneumotorace chiuso presenta il decorso piú favorevole. Infatti col chiudersi della breccia la raccolta gassosa non subisce ulteriori aumenti e la sintomatologia regredisce rapidamente, dileguandosi poi del tutto in poche settimane col riassorbimento dell’aria. Anche lo pneumotorace aperto ha un decorso relativamente favorevole non determinando grave collasso polmonare. Decorso piú grave si osserva nello pneumotorace iperteso. Infatti col progressivo aumento della pressione endopleurica si accentua il collasso polmonare, si determina spostamento mediastinico, si creano condizioni che mettono in pericolo la vita del soggetto se non si interviene con trattamento decompressivo. Questo si attua istituendo attraverso la parete toracica un drenaggio permanente con trequarti influsso in corrispondenza della raccolta gassosa. Il decorso dello pneumotorace spontaneo secondario a lesioni ulcerative destruenti del polmone si associa quasi di regola a febbre.

Sono inoltre piú frequenti le complicanze rappresentate da emorragia per rottura di un vaso polmonare in rapporto con la lacerazione e pleurite reattiva, sierosa o purulenta. La contemporanea presenza nel cavo pleurico di una bolla gassosa e di un versamento purulento dicesi pio pneumotorace. Per quanto riguarda la terapia, il primo provvedimento da prescrivere è il riposo assoluto con somministrazione di sedativi per calmare i dolori e la tosse. Indicati sono gli analettici e l’ossigenoterapia. In presenza poi di segni di grave collasso polmonare si attua la già ricordata terapia decompressiva. La prognosi è in genere favorevole nello pneumotorace spontaneo idiopatico, piú riservata nelle altre forme per la possibilità di complicanze.

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