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Quali sono le malattie dei polli?

Le principali malattie dei polli

Le malattie dei polli sono diverse e spesso gravissime. Possono colpire questi volatili, costituendo la piú pericolosa minaccia per gli allevamenti industriali. La peste, il colera ed il difterovaiolo aviari sono le 3 principali malattie dei polli, ma gravi sono anche la bronchite e l’encefalite infettive. Inoltre non vanno dimenticati i parassiti esterni, fra cui l’acaro rosso, ed i numerosi parassiti interni rappresentati da diverse specie di vermi.

Le principali malattie dei polli

Cominciamo dal difterovaiolo aviario, malattia epidemica di origine virale. In casi gravi, per fortuna non molto comuni, la malattia può avere un’elevata mortalità (40-70%). Assume più di frequente la forma difterica, che si localizza sulle mucose orale e faringea, nasale e congiuntivale. I soggetti colpiti espellono dalla bocca brandelli di membrane mucose infette, che inquinano l’ambiente diffondendo la malattia in tutto l’allevamento. La forma vaiolosa si insedia nelle zone prive di piume, come la cresta, i bargigli, la commissura del becco. Il difterovaiolo aviario può essere prevenuto con un vaccino specifico, di cui si mettono alcune gocce sulla faccia interna una coscia, previamente privata di penne e cruentata con bisturi. Nella sua forma lieve questa malattia dura 2 settimane; nella forma piú grave dura 2 mesi ed insorge di preferenza in autunno. Le forme vaiolose si curano con l’asportazione delle croste e con trattamento a base di tintura di iodio; le forme difteriche si curano con l’asportazione delle placche e con il trattamento a base di nitrato d’argento.

La bronchite infettiva è una malattia assai diffusa; dà scarsa mortalità, mentre incide fortemente sulla produzione delle uova. Ha un periodo di incubazione brevissimo (1-4 giorni), una rapidissima diffusione negli allevamenti ed una durata di circa 2 settimane. Colpisce sia i pulcini che gli adulti; nelle femmine si nota riduzione nella produzione di uova che sono deformi e poco fertili. La malattia pregressa dà immunità. Esiste un vaccino che viene somministrato soprattutto nelle pollastre prima dell’inizio della deposizione delle uova.

L’encefalite aviaria infettiva, identificata per la prima volta nel 1959, è attualmente molto diffusa nel nostro paese. A causa dei sintomi nervosi assai caratteristici è conosciuta anche con il nome di tremore epidermico. Sono particolarmente colpiti i pulcini nel primo mese di vita e sino all’età di 10 settimane. I soggetti colpiti, che manifestano incapacità a reggersi sulle zampe, muoiono in pochi giorni e la mortalità varia dal 10 al 60%. La malattia può diffondersi anche negli adulti ma senza manifestazione dei sintomi caratteristici; solo nelle giovani galline colpite si ha un rallentamento nella deposizione, durante il quale le uova sono infette. Dopo di che subentra una valida immunità. La malattia è curabile ed è anche prevenibile con la somministrazione di vaccino. La vaccinazione deve essere fatta però sistematicamente se si vuol essere sicuri di arrestare la diffusione della malattia che avviene attraverso le uova deposte nel breve periodo della sua attività. L’agglomeramento di polli in locali ristretti favorisce lo sviluppo dei parassiti che non è facile combattere e contro ai quali si deve far ricorso ai presidi dei nuovi prodotti chemioterapici.

Contro l’acaro rosso, parassita notturno dei polli, e contro l’acaro delle penne, parassita diurno, occorre innanzi tutto predisporre una perfetta pulizia dei locali e sterilizzazione delle lettiere e dei posatoi ottenuta di solito con malathion, usato anche contro gli altri ectoparassiti dei polli, quali i pidocchi e le zecche. Contro la rogna delle zampe si ricorre a pennellature con soluzione oleosa di lindano all’1%. La pollicoltura industriale deve guardarsi anche dalle infestazioni di vermi, che possono insediarsi nella trachea (Singamus trachealis) in soggetti giovani, conducendoli anche a morte. Il trattamento in questi casi si fa con l’introduzione in laringe di farmaci appropriati.

Per i vermi del canale digerente (Ascaridia galli, del primo tratto dell’intestino; Heterakis gallinae, del cieco; Capillaria, del tenue; Taenia) valgono le norme di igiene: disinfezione della lettiera permanente, assenza di ristagni d’acqua attorno agli abbeveratoi, accorgimenti volti ad evitare il permanere delle feci in ambienti umidi o in acqua, ove le uova dei vermi, emesse con le feci, conservano la loro vitalità, ecc. La cura dei volatili ammalati è possibile con la somministrazione di farmaci opportuni.

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