Thursday, 29/6/2017 | 10:51 UTC+2
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Scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire?

Potreste scegliere di partorire in ospedale, per usufruire delle tecnologie mediche in caso di necessità, oppure potete optare per un luogo più informale, come un ambulatorio ostetrico o persino la vostra casa. Qualunque sia la vostra decisione, è fondamentale che conosciate a fondo tutte le alternative, per capire cosa sia meglio per voi. Ricerche hanno dimostrato che la donna riceve maggiore soddisfazione dal parto se ha un buon rapporto con il personale di assistenza e se viene coinvolta nelle decisioni cruciali. Per questo cominciate da subito a gettare le basi di questo rapporto di fiducia. Scopriamo insieme dove partorire e quando fare alcune scelte.

Il parto in ospedale

Nel nostro paese, la stragrande maggioranza delle nascite avviene in una struttura ospedaliera. Partorire in ospedale implica la possibilità di avere accesso istantaneo a tutte le strutture di emergenza, cosa che vi rassicurerà molto, specie se è il vostro primo parto. In ospedale, i medici sono in grado di affrontare prontamente qualsiasi complicazione e possono somministrarvi l’analgesia parziale, e praticare un taglio cesareo se necessario. Non è invece ancora diffusa da noi, come succede in altri paesi europei, la possibilità di scegliere di partorire, riducendo al minimo l’intervento medico, presso un centro di ostetricia affiliato a una struttura ospedaliera.

Scegliere l’ospedale dove partorire

Molte donne con gravidanza senza complicazioni ricevono gran parte dell’assistenza prenatale presso consultori o ambulatori medici e si recano in ospedale solo per le ecografie, un paio di monitoraggi e infine per il parto. Li scelta della struttura è libera; quindi, prima di decidere, visitate i reparti di maternità degli ospedali più vicini e chiedete consiglio al vostro medico, all’ostetrica o ad amiche che abbiano partorito di recente. Se durante la gravidanza sono sorti dei problemi o se avete già avuto figli, probabilmente avete già un ginecologo o un’ostetrica di fiducia e preferirete avere il bambino nell’ospedale o nel reparto che vi ha seguite in precedenza. In ospedale, solitamente il parto avviene in una sala dedicata all’interno del reparto di ostetricia. Al periodo di travaglio è invece dedicata un’altra stanza, diversa rispetto a quella di degenza in cui trascorrerete i primi giorni dopo il parto.

Le domande da fare

E’ importante raccogliere il maggior numero di informazioni sulla struttura prescelta. Informatevi sul numero di cesarei effettuati e stilla disponibilità di analgesia, e annotate tutti i numeri utili. Se possibile, fate anche un giro del reparto. Ecco alcune domande che potreste fare:

• Potrò alzarmi e camminare durante il travaglio, o sarò costretta a letto?

• Il monitoraggio ferale viene eseguito costantemente o periodicamente?

• Mi romperete le acque a un certo punto del travaglio?

• Posso bere e mangiare durante il travaglio?

• Quante persone posso avere accinto a me durante il travaglio?

• Posso scegliere la posizione per partorire?

• à disponibile la TENS o devo procurarla io?

• Ci sono una piscina per il parto in acqua e ostetriche specializzate in questo tipo di procedura?

• L’epidurale è disponibile in qualsiasi momento?

• Posso scegliere la posizione di parto che preferisco?

• Al parto assisteranno interni o studenti?

• Qual è il tasso di parti cesarei e indotti praticati da questo ospedale? E dagli altri ospedali?

• Quanto si protrarrà la degenza? Quali sono gli orari di visita? Il mio compagno potrà accedere al reparto fuori degli orari di visita?

• Mi aiuterete con l’allattamento?

• Quali servizi sono disponibili per i bambini malati?

• Quali misure di sicurezza prevede l’ospedale ?

• Come identificate i neonati per evitare che venga-no scambiati?

Molti ospedali assegnano delle fasce di identificazione alla mamma e al bambino, e spesso a una terza persona, ad esempio il padre del bambino. Gli operatori ospedalieri devono verificare l’identità del bambino ogni volta che entra o esce dalla stanza della madre o dal nido.

La dimissione precoce

Presso alcune strutture ospedaliere, dopo aver valutato le condizioni fisiologiche di salute della mamma e del bambino, è possibile optare per la dimissione precoce. Mamma e figlio possono ritornare a casa entro 36-48 ore dal parto ed essere assistiti a domicilio dall’ostetrica e da un neonatologo. Si tratta di un’opportunità di accudire il bambino in casa; rispettando i ritmi dell’alimentazione e del sonno, con una continuità assistenziale fornita dal personale qualificato dei reparti ospedalieri di Ostetricia e Pediatria.

Il parto in casa

Considerato tutto, potreste preferire partorire in un ambiente intimo, circondata dal vostro compagno e da altri familiari. Alcune donne preferiscono il parto in casa perché vogliono limitare al massimo le possibilità di intervento medico. Sebbene legalmente abbiate il diritto di partorire in casa, la menu di personale ostetrico in alcune zone può rendere la scelta difficoltosa o inattuabile. Se quindi avete deciso per questa soluzione, consultate il medico, perché è responsabile dell’organizzazione dell’assistenza al parto. Alcuni medici non sostengono questa opzione perché pensano che l’ospedale sia più sicuro per madre e bambino, ma numerose ricerche hanno dimostrato che il parto a domicilio è sicuro nei casi di gravidanza a basso rischio, se l’assistenza è adeguata. Se il vostro medico non acconsente ad assistervi nonostante la vostra gravidanza sia normale, contattate un’ostetrica dell’ospedale locale, o di un’associazione della comunità, che potrebbe occuparsi della predisposizione del parto. In molti casi, le ostetriche sono più propen-se ad assecondare i desideri della partoriente e faranno di tutto per assicurarvi adeguata assistenza a domicilio.

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