Friday, 15/12/2017 | 10:19 UTC+1
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Sconfiggere il cancro: una speranza possibile

E' possibile sconfiggere il cancro?

Negli ultimi anni la comunità scientifica è in fermento per l’affermarsi di una nuova tecnologia per la riscrittura del DNA, chiamata Crispr-Cas9, che ha dimostrato di poter modificare nel modo voluto l’espressione di specifici geni. Il Crispr-Cas9 agisce come una forbice molecolare per tagliare l’elica del DNA nel punto desiderato e sostituirne un tratto in modo da inattivare selettivamente uno specifico gene.

Questo sistema di taglia e cuci permette di analizzare nei minimi dettagli i ruoli dei singoli tratti di DNA e di capire come le mutazioni alla base di patologie genetiche causino l’alterazione delle funzioni fisiologiche delle cellule: quelle, in particolare, che favoriscono lo sviluppo del cancro.

Sperimentazioni in questo campo sono condotte in Cina dall’oncologo Lu You, del West China Hospital dell’Università di Sichuan a Chengdu, con l’obiettivo di sconfiggere il tumore ai polmoni. Grazie al sistema Crispr-Cas9, il team cinese punta a modificare i linfociti T, cellule fondamentali del sistema immunitario, per potenziare la loro capacità di aggredire le cellule cancerogene: obiettivo, è l’eliminazione del recettore PD-1. E’ infatti proprio mediante il riconoscimento di questa proteina, considerata il tallone d’Achille del sistema immunitario, che le cellule cancerogene riescono a bloccare l’attività dei linfociti T.

Dopo essere riusciti a frenare lo sviluppo del cancro nei topi inducendo le cellule a rallentare il loro tasso di proliferazione, lo scorso novembre i ricercatori hanno condotto un test clinico su una persona colpita da una forma aggressiva di tumore polmonare. I cinesi sono arrivati per primi a questo rivoluzionario esperimento, ma anche gli americani dell’Università della Pennysylvania hanno appena ricevuto il via dai National Institutes of Healths per testare questa tecnica su un piccolo gruppo di pazienti affetti da melanoma. E’ ancora presto per capire se la cura è davvero efficace e priva di effetti collaterali, ma sarà fondamentale seguirne gli sviluppi futuri.

In cerca di un vaccino universale

E’ del giugno scorso la pubblicazione sulla rivista scientifica Nature di un articolo riguardante il possibile sviluppo di  un vaccino universale contro i tumore. Firmato da Ugur Sahin e dal suo team dell’università Johannes Gutemberg a Mainz, in Germania, descrive una strategia che mira a combattere il cancro indirettamente e cioè potenziando le difese immunitarie più che colpendo le cellule malate. Spesso, infatti, le cellule tumorali sono molto simili a quelle sane, rendendo difficile al sistema immunitario, progettato per difendere il corpo da ciò che gli è estraneo, identificarle e combatterle.

A volte, inoltre, la crescita di un tumore non si accompagna a una riposta infiammatoria tale da dare l’avvio a una forte risposta immunitaria, come avviene nel caso delle infezioni microbiche. Per questo i ricercatori stanno cercando di indurre le cellule del sistema immunitario a reagire come se dovessero fronteggiare l’attacco di un virus. Per farlo hanno creato delle mini capsule lipidiche contenenti un cuore genetico; molecole di RNA che ricordano la struttura dei virus. Iniettate nell’organismo interessato le capsule vengono inglobate da cellule immunitarie specifiche, chiamate cellule dentritiche. Queste traducono prontamente l’rna in un antigene tumorale che scatena la reazione immunitaria portando all’attivazione dei linfocidi T. La potenziale universalità del vaccino sta nel fatto che si possono dotare le capsule di diversi tipi di Rna per combattere vari tipi di tumore. Finora i ricercatori hanno avuto successo con test sui topi, ma la strada è lunga per provare che questo vaccino sia sicuro ed efficace anche per gli esseri umani.

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