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La sicurezza in gravidanza

La sicurezza in gravidanza

La sicurezza in gravidanza è un tema molto delicato che coinvolge diversi aspetti della vira sella futura mamma: dalla casa al lavoro passando per la possibilità di viaggiare, la sicurezza in gravidanza può essere preservata in molti modi. Ecco i nostri consigli per stare sicure in casa, al lavoro e durante i viaggi.

La sicurezza in casa

Le sostanze chimiche e inquinanti contenute in prodotti di uso quotidiano possono essere nocive per mamma e bambino. Per questo motivo è importante provvedere a mantenere sicuro sia l’ambiente domestico che di lavoro.Mantenere un ambiente sano e sicuro per voi e il bambino impone alcune considerazioni sulle attività di tutti i giorni e gli effetti che possono avere sul bambino.

Prodotti di pulizia

I comuni prodotti di pulizia per la casa non possono nuo­cere, ma cercate di evitare le sostanze altamente tossiche, come ad esempio i prodotti per pulire il forno, o perlomeno quelli che producono forti esalazioni. Assicuratevi di arieg­giare bene le stanze, fate spesso delle pause e uscite a pren­dere una boccata d’aria fresca.Se siete colte dall’irrefrenabile desiderio di tinteggiare lastanza del bambino, evitate almeno di farlo da sole.

In realtà, tenere in casa un animale normalmente non co­stituisce pericolo. Anche se il vostro corpulento labrador vi salta sulla pancia di quando in quando, è difficile che possa dar fastidio al bambino. L’unico animale domestico che potrebbe comportare dei rischi è il gatto; alcuni felini abituati a vivere all’aperto sono portatori di una rara infe­zione chiamata toxoplasmosi; i gatti che vivono in casa la contraggono mangiando carne cruda contaminata dal parassita. In caso di infezione, l’organismo della malattia è presente nelle feci dell’animale, quindi sarà sufficiente che evitiate di pulire la lettiera personal­mente. Se ciò non fosse possibile, usate dei guanti e lava­tevi le mani subito dopo l’operazione.È necessario anche lavare quotidianamente la lettiera e disinfettarla riempiendola di acqua bollente per 5 minuti.

La sicurezza sul lavoro per le donne in gravidanza

Eccezion fatta per alcune professioni particolarmen­te faticose o rischiose, le donne che non presentano complicazioni possono continuare a lavorare in tota­le tranquillità per tutto il periodo della gravidanza. Vi sono diversi modi per rendere più confortevoli i ritmi di una giornata lavorativa.

Per molte donne, il lavoro costituisce motivo di distra­zione da alcuni disagi della gravidanza. Se poi contate di riprendere il lavoro una volta nato il bambino, tro­vare ora l’equilibrio fra le esigenze del lavoro e le sfide fisiche poste dalla gravidanza sarà un buon esercizio per la gestione futura del lavoro e dell’impegno di madre.

Gli adattamenti necessari

Appena scoprite di essere incinta, parlate con il vostro capo e discutete sulle opportunità di mettervi nelle condizioni di lavorare con meno disagi possibili. Potreste concordare un orario flessibile, per risolvere i problemi legati alle nausee mattutine o agli stati di affaticamento. Dovrete inoltre ottenere i permessi per eseguire le visite prenatali.

Se svolgete un lavoro fisicamente molto faticoso, il medico potrebbe consigliarvi di adottare dei cambia­menti molto più drastici. Se il lavoro vi impegna per diverse ore al giorno, vi costringe a passare molte ore in piedi o vi espone a materiali o sostanze pericolose, è vostro diritto chiedere di essere affiancate da qual­cuno o assegnate ad altri incarichi.

Minimizzare lo stress

Affrettarsi al lavoro, dover rispettare delle scadenze e lavorare fino a tardi può esacerbare i sintomi della gravidanza, comportando fatica e depressione. Forse non potete fare molto per ridurre lo stress insito nel lavoro — non potete, ad esempio, allungare i tempi di una consegna o ignorare le lamentele dei clienti —potete però cambiare l’atteggiamento nei confronti del lavoro. Non dimenticate mai che il bambino vie­ne prima di tutto e, per il suo benessere oltre che per il vostro, cercate di trovare il modo di eliminare le tensioni superflue. Per esempio, delegate alcuni com­piti e imparate a dire di no alle richieste di straordi­nari, trasferte eccessive, o alle serate fuori con i colleghi. Fate molte pause durante la giornata, alzandovi dalla sedia, facendo due passi e allungando le gambe se state a lungo sedute, oppure sedendovi e sollevan­do le gambe se state in piedi tutto il giorno.

Decidere quando interrompere

Se la gravidanza procede senza complicazioni, non ci sono motivi medici per cui non possiate continuare a lavorare fino al giorno del parto. È una scelta indivi­duale, ma molte donne sentono di non avere risorse sufficienti a lavorare oltre l’ottavo mese di gestazione. Alcune preferiscono continuare la vita di sempre finché possono; altre sentono la necessità di interrompere pri­ma dell’ultimo trimestre. Se volete interrompere prima del previsto, discutetene con il vostro capo; potrebbe proporvi un part-time nelle ultime settimane.

A volte, insorgono delle complicazioni che rendono consigliabile ridurre il carico di lavoro o persino l’in­terruzione. Se ad esempio si alza la pressione o si veri­ficano problemi nella crescita del bambino, il medico può raccomandare di smettere di lavorare.

La prevenzione dei rischi

Poiché ogni lavoro è diverso e ogni gravidanza è un caso a parte, dovrete raccogliere qualche informazio­ne per capire se l’ambiente di lavoro comporta parti­colari rischi alla vostra gravidanza. Durante la prima visita prenatale, parlatene con il medico.

Le mansioni quotidiane

Pensate alle attività che svolgete tutti i giorni. C’è qualche mansione che comporta qualche inconve­niente particolare? Se, ad esempio, lavorate al compu­ter, una posizione scorretta potrebbe esacerbare i dolori di schiena, mentre l’utilizzo prolungato della tastiera e del mouse può aumentare il rischio di insor­genza della sindrome del tunnel carpale. Entrambi gli inconvenienti possono essere minimiz­zati con una posizione corretta del corpo e delle attrezzature, e utilizzando dei sostegni per i polsi. Parlate con il datore di lavoro per un controllo della postazione di lavoro. Se le vostre mansioni contem­plano il sollevamento o il trasporto di oggetti, fate in modo di eseguire correttamente queste operazioni ed evitate di spostare pesi eccessivi. Se invece dovete stare in piedi per lunghi periodi, conce­detevi delle pause frequenti, per ridurre i rischi di gonfiori e vene varicose.

Le attrezzature impiegate

Se lavorate in ufficio, ci sono poche probabilità che le attrezzature impiegate possano arrecarvi danno. Alcu­ne donne si preoccupano delle emissioni radioattive del monitor del computer, ma alcuni studi hanno di­mostrato che le radiazioni di queste apparecchiature sono di molto inferiori ai livelli di rischio. Non è nem­meno stato dimostrato alcun legame certo fra l’uso del telefono cellulare ed eventuali danni alla salute.

In altri ambienti, i rischi dipendono dal tipo di lavoro. Fate attenzione in particolare se dovete maneggiare pro­dotti chimici o biologici, quali medicinali, prodotti di laboratorio o pesticidi. Essendo potenzialmente dan­nosi in gravidanza, vanno adottate tutte le misure per evitarne la contaminazione. Se i macchinari o i materia­li che utilizzate comportano rischi di qualsiasi tipo, co­me l’uso di metalli pesanti per la produzione di chip se­miconduttori, chiedete di essere trasferite per il periodo della gravidanza.

L’ambiente di lavoro

Il fumo non è più permesso sul luogo di lavoro ma potrebbero esserci aree, all’esterno ad esempio, dove i colleghi fumano; cercate di evitarle.

Se lavorate in un ambiente soggetto a forti innalza­menti di temperatura, come in fabbrica o in cucina, sarebbe preferibile chiedere di essere spostate altrove, perché tale clima potrebbe nuocere al bambino. Lo stesso vale se lavorate a contatto con agenti chimici peri­colosi, ad esempio in un laboratorio di tintura, stampa o fotografia; in un salone di bellezza; in un laboratorio farmaceutico o con macchinari per il lavaggio a secco o in una lavanderia. Chiedete al datore di lavoro i certifi­cati di sicurezza relativi ai prodotti che maneggiate e mostrateli al vostro medico. Assicuratevi che in ufficio la vostra poltrona, la scrivania e l’arredamento (vetri, pavimenti e pareti) non contengano PVC e aprite spes­so le finestre per aerare il locale.

La sicurezza in viaggio per le donne incinte

Essere incinta non significa doversi rinchiudere in casa e fare il bozzolo. Fintanto che la gravidanza avan­za normalmente e seguirete alcune precauzioni, pote­te continuare a esplorare il mondo, se lo desiderate.

Tenete presente che un viaggio allunga le distanze fra voi e il vostro medico. Se viaggiate all’estero, il sistema di assi­stenza medica potrebbe essere diverso e potreste incon­trare delle difficoltà, anche linguistiche. In alcuni casi, l’assistenza che riceverete potrebbe non essere gratuita, quindi verificate di avere una copertura assicurativa. Consultate il vostro medico sul tipo di profilassi immu­nitaria e sui farmaci per i più comuni disturbi. È comunque consigliabile non viaggiare verso destinazioni ad alta quota, perché l’adattamento alla riduzione di ossigeno potrebbe essere un carico eccessivo per voi e il bambino, specie nell’ultimo trimestre di gestazione.

Quando partire

Una delle domande cruciali è quando sia più sicuro partire. In generale, è meglio partire a metà del secon­do trimestre, fra la 18a e la 24a settimana, quando il rischio di aborti o nascite premature è basso. Natural­mente, dovrete considerare le vostre condizioni speci­fiche; se si tratta di gravidanza multipla, ad esempio, non è consigliabile viaggiare in questo periodo, perché sarete sottoposte a controlli frequenti.

Cosa mangiare

Fate attenzione a cosa mangiate o bevete se viaggiate in paesi sottosviluppati. Cercate comunque di attenervi alle indicazioni per un’alimentazione sana che trovere­te nel quarto capitolo, evitando possibili rischi. Scegliete ristoranti che abbiano un aspetto puli­to e chiedete sempre gli ingredienti dei piatti che ordi­nate; se avete qualche dubbio, non mangiateli. Evitate i cibi acquistati sulle bancarelle e nei mercati, perché potrebbero essere solo semicotti, specialmente le carni. Insalate, frutta e verdura possono crearvi problemi se non siete certe che l’acqua usata per lavarle sia pulita. Scegliete frutta che si possa sbucciare. Prima di parti- re, informatevi sulla qualità dell’acqua. Dovrete stare attente a bere acqua a sufficienza, quindi se avete qual­siasi dubbio sull’igiene dell’acqua di rubinetto, fatela bollire prima o bevete acqua in bottiglia, usandola anche per lavarvi i denti. Evitate qualsiasi bibita che contenga ghiaccio.

La diarrea del viaggiatore

È molto comune contrarre la diarrea quando si viag­gia. Se di per sé non si tratta di una cosa seria, la disi­dratazione che comporta può produrre debolezza, svenimenti, travaglio pretermine e una riduzione del­l’afflusso di sangue al feto. Se vi succede di avere gra­vi attacchi di diarrea in viaggio, reintegrate i liquidi e consultate subito un medico.

Come curarsi

Potrebbe essere difficile trovare una farmacia mentre viaggiate, quindi portate con voi tutte le medicine che pensate possano servire, dopo aver consultato il medi­co sulla loro compatibilità con la vostra condizione. Se prendete dei farmaci regolarmente, ad esempio contro l’asma o l’ipertensione, portatene una scorta sufficiente per tutto il periodo del viaggio (e forse meglio anche in eccesso). Anche in questo caso, con­sultate il medico sui farmaci.

Se programmate un viaggio piuttosto lungo, dovrete mettervi in contatto con un medico nella zona in cui vi recate, accertandovi di riuscire a fare al momento giusto tutti i controlli previsti per quel periodo (ad esempio, il controllo del glucosio per il diabete gesta­zionale o l’ecografia morfologica). Se vi mettete in viaggio durante il terzo trimestre, informatevi se vi sono delle strutture adeguate per il travaglio e il par­to. Ci sono strutture in grado di risolvere eventuali complicazioni, come un parto cesareo d’urgenza o la preeclampsia? Se necessario, potrete ricorrere agevol­mente all’anestesia?

Viaggi in paesi tropicali

Se intendete raggiungere una destinazione tropicale, in cui sussiste un elevato rischio di contrarre alcune malattie, dovrete seguire un programma di vaccina­zioni preventive. Il medico curante vi informerà sulla profilassi necessaria per il paese di destinazione.

Non è consigliabile alle gestanti viaggiare in paesi ad alta incidenza di malaria. Ci sono molte infezioni trasmesse dalla puntura o dal morso di inset­ti, che potrete evitare indossando sempre maniche lunghe, pantaloni lunghi, scarpe e calzini. Potete usa­re, ma con parsimonia, uno spray repellente, chiedete consiglio al medico.

Viaggiare in auto quando si è incinte

Il viaggio in auto non pone rischi particolari per la gra­vidanza, se non per il fatto che costringe alla stessa posizione per diverso tempo. Se il viaggio è lungo, fer­matevi ogni due ore circa, scendete e camminate un po’. Indossate le cinture di sicurezza, che non fanno male al bambino, nemmeno in caso di incidente. Il liquido amniotico in cui nuota il bambino funge da cuscino contro ogni costrizione provocata dalla striscia della cintura che poggia sull’addome. Sarebbe chiara­mente più pericoloso non indossarle. Alcuni studi dimostrano che la principale causa di morte fetale in seguito a un incidente d’auto è la morte della madre.

Viaggiare in aereo in gravidanza

Gran parte delle compagnie aeree consentono l’acces­so alle donne in gravidanza fino alla 36a settimana, ma potrebbero chiedervi un’ulteriore certificazione del medico sul vostro buono stato di salute. Informatevi quindi con la compagnia con il dovuto anticipo.

  • Distendete le gambe. Se fate viaggi lunghi, alzatevi dal sedile di tanto in tanto e fate qualche passo. Se restate sedute a lungo, il sangue può ristagnare nel­le gambe, ma pochi passi riattivano la circolazione e contribuiscono alla prevenzione delle trombosi venose profonde.
  • Sorseggiate acqua continuamente. Portatevi una bot­tiglietta d’acqua e bevete spesso. I viaggi in aereo disidratano molto, perché il tasso di umidità rela­tiva sugli aerei è più basso che nel deserto del Sahara.
  • Sedete sul lato del corridoio. Cercate di prenotare un posto vicino al corridoio, così non vi preoccupere­te di disturbare il vicino se dovete andare in bagno per l’ennesima volta.
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