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Scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire

Come scegliere dove partorire?

Potreste scegliere di partorire in ospedale, per usufruire delle tecnologie mediche in caso di necessità, oppure potete optare per un luogo più informale, come un ambulatorio ostetrico o persino la vostra casa. Qualunque sia la vostra decisione, è fondamentale che conosciate a fondo tutte le alternative, per capire cosa sia meglio per voi. Ricerche hanno dimostrato che la donna riceve maggiore soddisfazione dal parto se ha un buon rapporto con il personale di assistenza e se viene coinvolta nelle decisioni cruciali. Per questo cominciate da subito a gettare le basi di questo rapporto di fiducia. Scopriamo insieme dove partorire e quando fare alcune scelte.

Il parto in ospedale

Nel nostro paese, la stragrande maggioranza delle nascite avviene in una struttura ospedaliera. Partorire in ospedale implica la possibilità di avere accesso istantaneo a tutte le strutture di emergenza, cosa che vi rassicurerà molto, specie se è il vostro primo parto. In ospedale, i medici sono in grado di affrontare prontamente qualsiasi complicazione e possono somministrarvi l’analgesia parziale, e praticare un taglio cesareo se necessario. Non è invece ancora diffusa da noi, come succede in altri paesi europei, la possibilità di scegliere di partorire, riducendo al minimo l’intervento medico, presso un centro di ostetricia affiliato a una struttura ospedaliera.

Scegliere l’ospedale dove partorire

Molte donne con gravidanza senza complicazioni ricevono gran parte dell’assistenza prenatale presso consultori o ambulatori medici e si recano in ospedale solo per le ecografie, un paio di monitoraggi e infine per il parto. Li scelta della struttura è libera; quindi, prima di decidere, visitate i reparti di maternità degli ospedali più vicini e chiedete consiglio al vostro medico, all’ostetrica o ad amiche che abbiano partorito di recente. Se durante la gravidanza sono sorti dei problemi o se avete già avuto figli, probabilmente avete già un ginecologo o un’ostetrica di fiducia e preferirete avere il bambino nell’ospedale o nel reparto che vi ha seguite in precedenza. In ospedale, solitamente il parto avviene in una sala dedicata all’interno del reparto di ostetricia. Al periodo di travaglio è invece dedicata un’altra stanza, diversa rispetto a quella di degenza in cui trascorrerete i primi giorni dopo il parto.

Le domande da fare

E’ importante raccogliere il maggior numero di informazioni sulla struttura prescelta. Informatevi sul numero di cesarei effettuati e stilla disponibilità di analgesia, e annotate tutti i numeri utili. Se possibile, fate anche un giro del reparto. Ecco alcune domande che potreste fare:

• Potrò alzarmi e camminare durante il travaglio, o sarò costretta a letto?

• Il monitoraggio ferale viene eseguito costantemente o periodicamente?

• Mi romperete le acque a un certo punto del travaglio?

• Posso bere e mangiare durante il travaglio?

• Quante persone posso avere accinto a me durante il travaglio?

• Posso scegliere la posizione per partorire?

• à disponibile la TENS o devo procurarla io?

• Ci sono una piscina per il parto in acqua e ostetriche specializzate in questo tipo di procedura?

• L’epidurale è disponibile in qualsiasi momento?

• Posso scegliere la posizione di parto che preferisco?

• Al parto assisteranno interni o studenti?

• Qual è il tasso di parti cesarei e indotti praticati da questo ospedale? E dagli altri ospedali?

• Quanto si protrarrà la degenza? Quali sono gli orari di visita? Il mio compagno potrà accedere al reparto fuori degli orari di visita?

• Mi aiuterete con l’allattamento?

• Quali servizi sono disponibili per i bambini malati?

• Quali misure di sicurezza prevede l’ospedale ?

• Come identificate i neonati per evitare che venga-no scambiati?

Molti ospedali assegnano delle fasce di identificazione alla mamma e al bambino, e spesso a una terza persona, ad esempio il padre del bambino. Gli operatori ospedalieri devono verificare l’identità del bambino ogni volta che entra o esce dalla stanza della madre o dal nido.

La dimissione precoce

Presso alcune strutture ospedaliere, dopo aver valutato le condizioni fisiologiche di salute della mamma e del bambino, è possibile optare per la dimissione precoce. Mamma e figlio possono ritornare a casa entro 36-48 ore dal parto ed essere assistiti a domicilio dall’ostetrica e da un neonatologo. Si tratta di un’opportunità di accudire il bambino in casa; rispettando i ritmi dell’alimentazione e del sonno, con una continuità assistenziale fornita dal personale qualificato dei reparti ospedalieri di Ostetricia e Pediatria.

Il parto in casa

Considerato tutto, potreste preferire partorire in un ambiente intimo, circondata dal vostro compagno e da altri familiari. Alcune donne preferiscono il parto in casa perché vogliono limitare al massimo le possibilità di intervento medico. Sebbene legalmente abbiate il diritto di partorire in casa, la menu di personale ostetrico in alcune zone può rendere la scelta difficoltosa o inattuabile. Se quindi avete deciso per questa soluzione, consultate il medico, perché è responsabile dell’organizzazione dell’assistenza al parto. Alcuni medici non sostengono questa opzione perché pensano che l’ospedale sia più sicuro per madre e bambino, ma numerose ricerche hanno dimostrato che il parto a domicilio è sicuro nei casi di gravidanza a basso rischio, se l’assistenza è adeguata. Se il vostro medico non acconsente ad assistervi nonostante la vostra gravidanza sia normale, contattate un’ostetrica dell’ospedale locale, o di un’associazione della comunità, che potrebbe occuparsi della predisposizione del parto. In molti casi, le ostetriche sono più propen-se ad assecondare i desideri della partoriente e faranno di tutto per assicurarvi adeguata assistenza a domicilio.

Lezioni di parto

lezioni di parto

Lezioni di parto

La nascita è un momento così naturale della vita che potrebbe sembrare insolito doversi organizzare. Tuttavia, i corsi pre-parto hanno un ruolo fondamentale nel preparare la partoriente e nel metterle a disposizione tutti gli strumenti necessari alla corretta gestione del parto.
L’impiego sempre più diffuso di attrezzature mediche e la grande varietà di metodi per alleviare del dolore sono due ottime ragioni per imparare a conoscere i benefici e i rischi di qualsiasi procedura disponibile. Durante il travaglio potreste essere costrette a prendere decisioni alla svelta e, in questo caso, è bene fare una scelta consapevole.

Gli scopi del corso pre-parto

Anzitutto, il corso di preparazione al parto offre l’opportunità di acquisire familiarità rispetto alla gravidanza. Non sempre le visite di controllo con il medico danno l’occasione di fare una chiacchierata informale e molte domande restano senza risposta. Durante i corsi, invece, si crea un’atmosfera rilassata che stimola a fare domande e, se dimenticate di chiedere qualcosa, sarà un’altra futura mamma a farlo. Lo scopo principale dell’educazione al parto è preparare la partoriente all’esperienza della nascita. Durante il corso vi spiegheranno cosa accade fisicamente ed emotivamente durante il travaglio e illustreranno alcuni meccanismi di controllo del dolore con sessioni pratiche. L’incontro con il gruppo può essere di grande aiuto. Le altre donne che partecipano al corso stanno vivendo la vostra stessa esperienza e si interesseranno a tutto ciò che vi riguarda. In molgcasi, è un’ottima occasione per stringere nuove amicizie. Se avete un compagno, esortatelo a seguire il corso assieme a voi, perché capisca quale sarà il suo ruolo nel parto e per coinvolgerlo nella gravidanza e nella preparazione alla nascita. Diventare genitori per la prima volta è un’occasione di intensa crescita emotiva, per voi, il partner e il rapporto di coppia. Il tutore del corso si preoccuperà di sfruttare al meglio tutti questi cambiamenti.

Lezioni di parto: il programma

Un corso di preparazione al parto è solitamente indicato dalla 28a alla 32a settimana. In base al vostro stato emotivo, potete decidere di seguire il corso per più settimane o soltanto per poche lezioni. Di solito, gli incontri si tengono di sera e sono più spesso gestiti da un’ostetrica. I contenuti del corso possono variare, ma generalmente rispondono alle domande seguenti: come avvengono il travaglio e il parto; quando chiamare il medico; come avvalersi delle tecniche di rilassamento e di respirazione; quali sono i metodi dell’analgesia; cos’è il parto cesareo; come si prestano le prime cure al neonato.

Il tipo di corso

Chiedete consiglio al medico, amiche e parenti, e informatevi sulle possibilità offerte nella vostra zona. Di solito, i corsi sono organizzati presso ospedali o cliniche, aziende sanitarie o ambulatori di circoscrizione. Sono gestiti da ostetriche, con l’intervento di altri esperti di assistenza sanitaria, anche personale medico nel caso il programma preveda una parte di trattazione clinica. Sono gratuiti, e per questo spesso hanno l’inconveniente di riunire un gran numero di iscritti. Vi sono poi corsi pre-parto privati, a pagamento, ospitati presso associazioni o centri di aggregazione, gestiti da un tutore qualificato, che può essere un operatore sanitario o meno. Alcuni prevedono una lezione di prova, cui potete assistere prima di decidere se iscrivervi. Li composizione ideale del gruppo sarebbe di cinque o sette coppie, un numero sufficiente per stimolare la discussione ma anche ridotto al punto da consentire la consulenza individuale.

La preparazione rende il parto meno doloroso. Studi hanno dimostrato che le donne che frequentano corsi di preparazione partoriscono con meno dolore bambini più sani. Hanno travagli più brevi, ricorrono meno all’analgesia e hanno più probabilità di allattare il bambino al seno.

I Consultori Familiari

I corsi gestiti dai Consultori Familiari considerano l’evento della nascita nella sua globalità, affrontando le tematiche relative alle realtà psicofisico-relazione e sociale. All’interno del gruppo, di solito formato da 10-12 persone, si affrontano gli aspetti psicologici e pratici delle gravidanza, le tecniche di rilassamento per il parto, il momento della nascita, la cura del neonato. Agli incontri, da 8 a 10 nell’ultimo trimestre di gravidanza, partecipano, oltre allo psicologo sempre presente, diverse figure professionali (ginecologo, ostetrica, pediatra, assistente sociale) allo scopo di informare su gravidanza, nascita e cura neonatale. I Consultori sono sempre in contatto con le strutture ospedaliere pubbliche che, in alcuni casi, gestiscono internamente i corsi preparto.

I corsi privati

È possibile frequentare corsi preparto in strutture private, privilegiando il lavoro sul corpo, unito all’informazione tecnica data da specialisti. La preparazione in acqua, rilassante, prevede lezioni di nuoto, stretching ed eutonia in acqua; il training autogeno respiratorio (RAT) si basa su esercizi di rilassamento e respirazione; lo yoga, attraverso particolari posizioni e la respirazione mira a creare il benessere psicofisico della donna; l’eutonia educa alla sensibilità, all’ascolto, alla percezione del proprio corpo; lo stretching aiuta a rilassare e tonificare i muscoli.

Attività fisica in gravidanza: il programma completo

Attività fisica in gravidanza

Cercate l’attività che più vi piace e preparate un programma di allenamento. Appena sentirete i primi benefici della ginnastica, avvertirete il bisogno di allenarvi regolarmente.
Anche in questo caso, la migliore fonte di informazioni sul tipo di attività fisica raccomandata in gravidanza sarà il vostro medico. Se facevate ginnastica prima di restare incinta e siete in salute, non dovrebbero esserci controindicazioni a continuare.

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Tecniche di rilassamento in gravidanza

Tecniche di rilassamento in gravidanza

Se non avete mai sperimentato nessuna tecnica di rilassamento, la gravidanza è il momento ideale per cominciare. Imparare a rilassarvi vi aiuterà a mantenere i nervi in salute durante la gravidanza, a sostenere lo sforzo del travaglio e ad affrontare la nuova vita dopo il parto.

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I cambiamenti del corpo in gravidanza

I cambiamenti del corpo in gravidanza

Dal momento del concepimento, il corpo materno comincia ad adattarsi alla nuova condizione di sostentamento del bambino. Se noterete chiaramen­te alcuni di questi cambiamenti, altri potrebbero essere discernibili solo in seguito.In concomitanza con la prima mancata mestruazione, possono manifestarsi i primi sintomi della gravidanza. Potreste provare tensione al seno, affaticamento e nausee. Questi e altri cambiamenti che intervengono possono causare irritazione e anche disagio fisico, ma in molti casi possono essere facilmente superati. In ogni caso, qualsiasi disturbo o dolore insolito non va mai ignorato o trascurato.

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I segni della gravidanza

I segni della gravidanza

Ci sono donne in grado di rendersi conto da sole – per puro istinto – di essere incinte. Altre ancora, sono persino in grado di capire qual’è stato il momento esatto in cui hanno concepito il loro future figlio. Tuttavia I segni della gravidanza non sono così evidenti per tutte le future mamme ed è per questo che vi insegnamo come riconoscere lo stato di ‘dolce attesa’.

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