Wednesday, 23/8/2017 | 7:35 UTC+2
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Le visite mediche in gravidanza

Le visite mediche in gravidanza

In netto contrasto con la lunga e dettagliata visita medica iniziale, gli appuntamenti successivi sono più brevi e prevedono meno controlli.

Se per qualche ragione mancate a una visita, cercate di fissare un altro appuntamento. Non cedete alla tentazione di saltare qualche visita solo perché vi sentite bene: la regolarità dei controlli è garanzia di benessere per voi e per il bambino. A ogni visita, il medico si informerà sul vostro stato di salute e vi fornirà l’occasione per discutere di qualsiasi problema legato alla gravidanza, o altra preoccupazione possiate nutrire. Vengono effettuati una serie di controlli, alcuni a ogni visita, altri in corrispondenza di scadenze specifiche, per monitorare la salute e lo sviluppo del feto.

Test di screening

Oggi come oggi, il medico ha la possibilità di individuare l’insorgenza di una malattia o di un disturbo prima ancora che se ne manifestino i sintomi. Esistono a tale scopo una serie di test di screening, fra cui l’ecografia, l’esame della translucenza nucale, l’amniocentesi, la villocentesi, il test alpha-fetoproteina e il prelievo del sangue dal cordone ombelicale

Pressione del sangue ed esami delle urine

Ogni visita di controllo prevede la misurazione della pressione e l’analisi dei livelli delle proteine nelle urine, allo scopo di identificare eventuali condizioni di pre-eclampsia. La patologia solitamente non si evidenzia fino alla 20a settimana e non si sviluppa prima del terzo trimestre. Se la pressione sanguigna aumenta o l’esame delle urine è positivo riguardo alla presenza di tracce di proteine, il medico predispone ulteriori accertamenti, che potrebbero imporre il ricovero ospedaliero. In questo caso, si effettuano alcuni esami del sangue al fine di rilevare anomalie ematiche associate alla pre-eclampsia, ad esempio il basso numero di piastrine o disfunzioni epatiche.

Accrescimento e posizione fetale

Per seguire lo sviluppo del bambino, il medico palpa l’addome e misura l’altezza del fondo uterino a ogni visita. La misura corrisponde alla distanza fra la parte superiore dell’utero e l’osso pelvico, destinata ad aumentare a mano a mano che il bambino cresce, e fornisce una stima delle dimensioni fetali in base all’età. Se il medico valuta che il feto sia troppo grande o troppo piccolo, potrebbe predisporre un’ecografia per ottenere una misura più precisa. Se il bambino non cresce bene o cresce troppo, ad esempio se avete sviluppato il diabete gestazionale, potrebbe essere necessario anticipare il parto. In caso di gravidanza multipla, l’accrescimento dei feti viene controllato con un’ecografia circa ogni quattro settimane. A ogni visita effettuata dopo la 35a settimana, la posizione del bambino viene controllata con la palpazione dell’addome. Normalmente, il feto assume la posizione a testa in giù nelle ultime settimane. Nel corso della gravidanza, invece, si gira in continuazione e cambia posi-zione, prima di assumere la “posizione finale”. In conseguenza di vincoli naturali, quali la forma della pelvi femminile e della testa del bambino, più del 95% dei bambini nasce con presentazione cervicale. È comune che il feto non si posizioni a testa in giù fino alla 36a settimana, trascorsa la quale, se il bambino non si è girato, il medico consiglierà di intervenire per incoraggiarlo ad assumere la giusta posizione , in modo che il parto avvenga naturalmente.

Movimenti fetali

In occasione delle visite successive alla 16a settimana il medico ausculterà il battito cardiaco del bambino con l’ecodoppler. Dopo 20-22 settimane dovreste sentire il

bambino muoversi, si agita, scalcia e si gira. Questi movimenti diventeranno sempre più regolari. Durante le visite prenatali vi chiederanno quando si manifestano e l’intensità che hanno. Ciò diventa particolarmente importante dopo la 30a settimana.

Pertosse

Visto l’aumento dei casi di pertosse nei bambini piccoli, viene data l’opportunità alle donne fra la 28a e la 38a settimana di vaccinarsi. Questo programma di vaccinazione ha lo scopo di rafforzare l’immunità della mamma nel breve periodo perché i neonati di norma non possono essere vaccinati prima dei due mesi. Anche se siete già immuni potreste vaccinarvi per migliorare le vostre difese contro la pertosse.

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