MeseDicembre 2018

L’insonnia: cause, sintomi, rimedi naturali e consigli

Al giorno d’oggi sono sempre più persone che soffrono di insonnia durante la notte. Non riuscire a dormire influisce sulla propria vita, creando vari problemi nell’arco della giornate. Un sonno tranquillo è infatti molto importante per la propria salute. Non solo, dormire bene vi aiuterà anche a limitare lo stress, ad essere meno nervosi ed affrontare al meglio il lavoro e tutti gli altri vostri impegni giornalieri. L’insonnia però è un problema che si può curare. Qui di seguito andremo a vedere quali sono tutte le sue cause e come combatterla definitivamente.

Cause e sintomi dell’insonnia

Le cause dovute all’insonnia possono essere di diversa natura. Tra le più comuni troviamo l’ansia e la depressione, quindi il crearsi dell’insonnia per via di uno stato mentale molto turbato. La causa maggiore forse è quella legata allo stress, una “malattia” che ad oggi è presente in moltissime persone e che appare maggiormente nel cuore della notte.

L’insonnia però è dovuta anche a causa di altri problemi di salute, come l’assunzione di alcuni farmaci, dolori fisici (come mal di testa), iperattività della tiroide e nelle donne la menopausa. Inoltre possono influire anche i fattori ambientali, ovvero una giornata molto ventosa, rumori esterni e simili.

Riconoscere uno stato di insonnia non è poi così tanto difficili come sembra. Innanzitutto il primo campanello d’allarme è quello della carenza di sonno. Impiegare molto tempo ad addormentarsi, restare svegli per quasi tutta la notte, svegliarsi troppo presto e sentirsi stanchi la mattina sono i principali sintomi legati all’insonnia.

Potrete notare la sua comparsa anche per via di un mal di testa continuo, stanchezza nell’arco della giornata, sonnolenza durante la guida, difficoltà di concentrazione ed equilibrio instabile (quest’ultimo soprattutto nelle persone anziane).

Come combatterla: tutti i nostri consigli

Quando si è affetti da insonnia si deve cercare di combatterla il prima possibile. Tra le prime “operazioni” da effettuare troviamo quella di cercare di andare a dormire sempre alla stessa ora, non tardando eccessivamente e svegliandosi non in tarda mattinata. Prima di andare a dormire si consiglia di bere un bicchiere di latte, in quanto contiene un particolare amminoacido essenziale utile come forma sedativa naturale. Bere delle tisane prima di andare a dormire è un altro rimedio naturale molto utilizzato.

Per dormire tranquilli è essenziale anche imparare le giuste tecniche di respirazione, utili per favorire il sonno. Tra i rimedi naturali troviamo anche le gocce di lavanda, abili nel placare ansie varie e facilitare un sonno tranquillo. Uno dei consigli che viene dato è di praticare dell’attività sessuale prima di andare a dormire, in quanto è clinicamente provato che l’attività sessuale accenda alcuni meccanismi ormonali che aiutano ad addormentarsi.

Inoltre si consiglia di non fumare, bere alcolici, assumere medicinali, ipnotici-sedativi, digiunare ed effettuare il classico sonnellino pomeridiano. Questi sono alcuni fattori che aiutano la comparsa dell’insonnia.

La scelta del letto e del materasso influisce sul sonno

Per riuscire a dormire bene è fondamentale anche l’atmosfera della camera ma soprattutto la scelta del materasso. Tra le basi per il sonno tranquillo troviamo il consiglio di utilizzare la camera da letto solo per dormire e per le attività sessuali, evitando spuntini e tv per lasciare una sensazione positiva e di piacere all’interno della stanza stessa. Inoltre la camera dovrà essere buia, fresca e priva di rumori.

Per combattere l’insonnia è importante anche scegliere il giusto materasso. I più gettonati, ovvero quelli più utilizzati, sono i materassi memory. Dormire in un letto comodo aiuterà a prendere sonno ed evitare di svegliarsi durante la notte. Ci sono alcune aziende, come materassi&materassi, che mettono a disposizione i loro operatori per effettuare la giusta scelta a seconda delle vostre esigenze personali. La vendita di materassi sta avendo un grande successo in questo periodo proprio perché il giusto letto aiuta a combattere l’insonnia, problema sempre più comune. Grazie alla tecnologia hanno avuto un forte aumento i materassi online, dove si potranno controllare tutte le sue caratteristiche direttamente da casa.

Influenza, mal di gola e raffreddore

Quando si entra nel vivo della stagione fredda bisogna fare i conti con i malanni stagionali, da fronteggiare con i farmaci più idonei.

Ma come capire se si sta affrontando un semplice raffreddore piuttosto che una forte influenza? E che dire del fastidioso mal di gola, che spesso basta e avanza per creare scompensi e problemi? Ecco una mini-guida per orientarsi.

Raffreddore e influenza sono causati entrambi da infezioni virali, ma di ceppo differente. Inoltre, ci sono differenze importanti nella modalità in cui si propagano e progrediscono.

I sintomi dell’influenza spesso iniziano con una febbre che si manifesta rapidamente, mentre i sintomi del raffreddore iniziano lentamente. I sintomi influenzali tendono ad essere più gravi e una serie di complicazioni potenzialmente pericolose possono essere causate dall’infezione da virus influenzale della gola, del naso e dei polmoni.

Come l’influenza, il raffreddore comune è causato da virus. Mentre l’influenza è causata da virus influenzali, ci sono più di 200 virus distinti che possono causare un raffreddore. Tra questi, i rinovirus sono la causa di più della metà delle infezioni delle vie respiratorie.

I sintomi del raffreddore compaiono tipicamente da uno a tre giorni dopo l’esposizione a un virus che causa il raffreddore. I sintomi raggiungono il picco intorno al quarto giorno e si assottigliano intorno al settimo giorno.

I primi segni di raffreddore possono includere affaticamento, starnuti e mal di gola. Durante i primi due giorni, si può sentire come se ci fosse un prurito o qualcosa che si è bloccato in gola, in questo caso si possono assumere farmaci come un prodotto antinfiammatorio gola di NeoBorocillina. Poi si può iniziare a starnutire più del normale. Quando iniziano i sintomi nasali, il naso produce un muco chiaro, che può assumere un colore giallastro man mano che si addensa il catarro.

I sintomi del raffreddore più comuni includono:

  • Naso che cola o chiuso
  • Starnuti
  • Gocciolamento nasale
  • Tosse
  • Mal di gola
  • Occhi acquosi
  • Senso di stanchezza
  • Dolori articolari
  • Cefalea lieve
  • Febbre di basso grado (più probabile nei bambini)

L’intero ciclo di vita di un raffreddore è di solito tra i 7 e i 10 giorni. Un raffreddore può durare più a lungo o essere più grave in persone che hanno problemi immunitari o altri problemi di salute di fondo. Il periodo contagioso di un paziente ha una durata di vita propria, di solito inizia un paio di giorni prima che i sintomi del raffreddore si manifestino e continua per i primi giorni durante la manifestazione della malattia.

I sintomi dell’influenza

A differenza dei sintomi del raffreddore, che si sviluppano gradualmente, i sintomi dell’influenza di solito si manifestano all’improvviso. I sintomi del raffreddore e dell’influenza possono sovrapporsi, ma questi ultimi tendono ad essere più gravi. C’è anche un rischio maggiore di sviluppare complicazioni, come la polmonite, nelle persone che hanno l’influenza.

Per riprendersi occorre più tempo, ritrovare le energie può richiedere anche due settimane.

Quando si affronta un’influenza si può provare:

  • febbre alta – 38 gradi o superiore (ma non tutti sviluppano la febbre)
  • Naso che cola o chiuso
  • Starnuti
  • Tosse
  • Mal di gola
  • Senso di affaticamento
  • Dolori alle articolazioni
  • Mal di testa
  • Olfatto indebolito
  • Nausea, vomito e diarrea (più comune nei bambini)

I sintomi dell’influenza nei bambini sono simili a quelli degli adulti, anche se i bambini hanno maggiori probabilità di sperimentare nausea, dolori addominali, vomito e diarrea.

Nei neonati, i sintomi possono includere letargia e scarso appetito. Anche i bambini piccoli possono essere notevolmente irritabili.

I bambini possono essere particolarmente disturbati dalla congestione nasale dovuta all’influenza. I neonati e i bambini piccoli hanno spesso difficoltà a respirare attraverso la bocca.

Nei lattanti, le secrezioni nasali dovrebbero essere delicatamente rimosse prima di allattare e prima di dormire con delle soluzioni saline.