MeseMaggio 2019

Fanghi di ogni tipo per il benessere di corpo e spirito

fanghi

I fanghi sono tra i trattamenti benessere più apprezzati dai clienti delle SPA, soprattutto dalle donne questo va detto, per via della grande sensazione di relax e benessere che riescono a fornire. Ma non c’è un solo fango, bensì tanti tipi di fanghi che si adattano alle preferenze, alla fisicità e al tipo di pelle degli individui.

Relax naturale

In ogni SPA e percorso benessere degni di questi nomi ci deve essere una proposta piuttosto ampia di fanghi, che diversi in base a composizione e con lo scopo della cosmesi della pelle e della battaglia contro la ritenzione idrica. Tali fanghi si usano anche in campo medico contro i reumatismi, le neuriti, le nevralgie e le osteoporosi. Oltre che contro i disturbi osteoarticolari.

Tutti i fanghi si compongono di acqua termale e argilla che formano la sostanza principale, ovvero il fango neutro. Ad esso si aggiungono olii essenziali, alghe ed erbe che rilasciano Sali minerali, macroelementi, microelementi e oligoelementi.

L’acqua delle terme viene riscaldata a circa 45-50° e serve per favorire e semplificare la circolazione sanguigna sottocutanea e la sudorazione, per merito dell’apertura dei pori e l’eliminazione di tossine e scorie: in questo modo si combattono l’acne, la cellulite, i punti neri, le rughe, la forfora e, soprattutto, la cellulite. Il tutto per merito di un’azione che agisce e regola la produzione sebacea.

I fanghi hanno bisogno di maturare all’interno dell’acqua termale per un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi. In questo modo l’argilla che compone i fanghi può assumere tutte quelle proprietà benefiche nel fango dell’acqua per poi rilasciarle sulla pelle.

I fanghi possono essere applicati su tutto il corpo o su zone mirate, con una posa che dura dai 12 minuti ai non più di 20. Dopo l’applicazione, bisogna togliere il fango che ormai si è incrostato con tanta acqua tiepida, e poi la persona si deve immergere in un bagno termale con temperatura a 35°C.

Successivamente al bagno occorre effettuare quello che viene chiamato “periodo finale”, sdraiati su un lettino e completamento avvolti da un asciugamano caldo per 15 minuti.

Non bisogna esagerare con i fanghi: meglio rimanere su un ciclo di 3 impacchi, per massimo 3 giorni.

Tanti tipi di fanghi

La classificazione dei fanghi si basa sulla loro composizione minerale predominante: ci sono i fanghi sulfurei, clorurati, arsenicati, solforosi, ferruginosi e salsoiodici. Però i tipi di fanghi si classificano di più per l’azione effettiva sulla pelle. Nello specifico, ci sono:

  • Fanghi anticellulite.
  • Fanghi dimagranti.
  • Fanghi drenanti.
  • Fanghi attivi.
  • Fanghi bentonitici.

E infine i più specifici: i fanghi del Mar Morto, i Geomar, i Venus e i Guam. Ognuno di questi fanghi ha un’azione standard, ovvero la battaglia alla ritenzione idrica che rimuova le tossine e che stimoli la microcircolazione contro gli inestetismi.

I fanghi anticellulite hanno al loro interno estratti di mirtillo, centella, pugnitopo e edera. Quelli attivi implementano olii essenziali, Sali minerali, erbe e alghe. I fanghi bentonici si chiamano così all’argilla di Fort Benton, che si trova nel Montana e che sono famosi per i risultati leviganti e schiarenti sulla cute.

I fanghi del Mar Morto devono i loro effetti ai numerosi Sali minerali che li compongono e che sono tipici dell’area geografica da cui provengono: hanno tanti effetti antidolorifici e antinvecchiamento.

I fanghi Geomar contengono alghe oceaniche ed erbe specifiche che rendono la pelle più elastica. Infine i fanghi di Guam hanno alghe oceaniche che provengono dall’isola di Guam, nell’arcipelago delle Marianne, piene di metalli, micronutrienti, vitamine e Sali.

L’Italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo

Lingua italiana

Il mondo apprezza l’Italia, gli italiani… e anche l’italiano! Infatti la Lingua di Dante supera quella dei nostri amati/odiati vicini di casa – il francese – e sale alla quarta posizione tra quelle più imparate al mondo. Le persone di oggi sanno che è importante sapere altre lingue (e di italiani all’estero ce ne sono parecchi), e anche voi potreste allargare i vostri orizzonti imparando, da soli o presso centri seri e professionali (come Ilcchieri), una nuova lingua e una nuova cultura.

Un lavoro non semplice

Non è certo un gioco da ragazzi fare una classifica degli idiomi più parlati al mondo, dato che non si conosce mai il numero preciso di quante persone parlano una data lingua. Questo perché, in primo luogo, è altrettanto complicato individuare precisamente la differenza tra una lingua e un dialetto; in secondo luogo perché i dati possono cambiare a seconda di quale istituzione li raccoglie e in che momento.

Quindi, con queste precisazioni vogliamo sottolineare che si tratta di una classifica né troppo precisa ma neanche abbozzata: insomma, cerca di essere quantomeno realistica. I dati sono quelli di Ethnologue che analizza migliaia di idiomi del Pianeta scrivendo anche il numero di parlanti per ognuna di esse, la diffusione, i dialetti e le affiliazioni.

Analisi che per il 2018 rivela una bella sorpresa, a livello mondiale. Infatti Inglese, Spagnolo e Cinese sono le prime tre lingue più studiate al mondo, ma subito dopo viene l’Italiano, che supera il Francese.

La risalita della nostra lingua ha avuto un vero e proprio boom nel periodo 2014-2015, quando passò da 1,7 milioni di studenti del periodo precedente 2013-2014, a oltre 2 milioni del periodo successivo.

E già nel 2016-2017 era al quarto posto: contava infatti 2.145.093 studenti in 115 Paesi, grazie ai vari Istituti Italiani di Cultura.

Numeri che cambiano

Concentrandoci, invece, sul territorio dell’Unione Europea, qui vediamo il 97,3% degli alunni che studia inglese e lo ha come parte integrante (e integrale) del programma scolastico.

Sono dati del rapporto Commissione Europea 2017, che mostrano anche il Francese al secondo posto (33,8% degli alunni), il tedesco al terzo (23,1%), spagnolo (13,6%), russo (2,7%) e italiano (1,1%).

La classifica cambia ulteriormente analizzando i dati italiani: l’inglese è chiaramente la lingua straniera più studiata – visto che è d’obbligo in ogni scuola – seguita dal francese (72,3%), dallo spagnolo (18,8%) e dal tedesco (8,7%).

Il trend però cambia molto velocemente, in numerosi istituti del Bel Paese lo Spagnolo sta superando il Francese come seconda lingua scelta dagli alunni. Inoltre, specialmente nelle Università c’è un crescente interesse per il Cinese Mandarino e per l’Arabo.

La classifica cambia ancora se consideriamo il numero di parlanti. Vediamo come l’inglese sia ovviamente sempre al primo posto, con 1 miliardo e 190 milioni di persone, che costituiscono il 17% della popolazione del Pianeta.

Segue il cinese, con 1 miliardo e 107 milioni di parlanti (ovvero, il 15,8% del Pianeta). “Medaglia di bronzo” per l’hindi-urdu (zona dell’India e limitrofi) che parlano 697,4 milioni di individui. Al quarto posto spagnolo, con 512,9 milioni, arabo, con 422 milioni, francese (285), malese (281), russo (264), bengalese (261) e portoghese (236,5).

In questa classifica la nostra lingua è al 21esimo posto, parlata da più di 67 milioni di persone. Ma l’Italiano ha un primato molto interessante, perché è la madrelingua più parlata nel maggior numero di Paesi (26), e questo proprio per le emigrazioni degli Italiani.

E visto che le abbiamo introdotte, concludiamo con la classifica del numero di persone madrelingua. Al primo posto c’è il Cinese Mandarino (908,7 milioni di persone), seguito dallo spagnolo (442,3), inglese (378 milioni), hindi-urdu (329), bengalese (242,6), portoghese (222,7), russo, giapponese, giavanese e Cinese Wu – l’altro idioma parlato in Cina.