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Mare: in estate e in inverno è uno dei nostri migliori amici

Mare

Il mare è in molti casi un sinonimo di  salute, e ciò è confermato sopratutto dal fatto che il nostro cervello ha sempre una reazione positiva allo scenario marino, rilassandosi, migliorando la percezione dell’individuo, aumentando la creatività e anche aumentando la lucidità mentale.

Ci sono pochi ambienti e scenari che confortano la mente come la sensazione della sabbia calda, la brezza marina e il suono delle onde, Hanon come lo chiamano i giapponesi. E se non ne siete fermamente convinti, vi basti ricordare che i medici vittoriani ai loro pazzienti soffrenti di tubercolosi, maliconia o anche mal d’amore prescrivevano sempre l’aria marina (e non è un caso che la maggior parte dei poeti e degli scrittori inglesi di età vittoriana passassero molto tempo in Italia e in Grecia!).

Le spiagge, quindi, a lungo sono state una risorsa terapeutica fondamentale e adatta sia agli aristocratici e in seguito agli alto-borghesi sia alle persone meno abbienti. Funzionando sempre, migliorando l’umore. Insomma, il mare e la salute sono legati da un’unione speciale e indissolubile provata anche dalla scienza.

L’ambiente marino e i suoi effetti benefici

Il dipartimento di architettura sanitaria dell‘Università di Stoccolma, uno dei più prestigiosi atenei d’Europa e del mondo, ha condotto nel 2011 uno studio molto interessante, rivelando una cosa già da tempo nota: gli ambienti acquatici generano tantissimo benessere e impattano positivamente sulla nostra salute.

Mare, laghi, fiumi così sono artefici di cambiamenti nella nostra mente e nel nostro corpo. Si tratta del fascino misterioso di questi paesaggi acquatici, al punto che non sono pochi gli autori che in passato o ancora oggi vogliono risolvere questo enigma. Come il biologo marino Sir Alister Hardy, scienziato che ha preso parte alle prime spedizioni in Antartide, secondo cui il corpo umano è come programmato per reagire ad ambienti per lui favorevoli.

Quando in tempi antichi l’Homo Sapiens ha abbandonato la savana africana dove ha avuto origine, raggiungendo le coste e scoprendo l’oceano, è anche cambiato qualcosa in noi. Improvvisamente l’Uomo ha potuto scoprire nuovi alimenti, pieni di Omega3 e acidi grassi che sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale. E inoltre il mare è pieno di stimoli per il corpo umano, che sono fonte di quell’effetto terapeutico che crea un forte legame.

Altro elemento di spicco nella ricerca è la dottoressa Jenny Roe, che lavora all’Università Heriot-Watt di Edimburgo, Scozia. Il lavoro della dottoressa ha scoperto che quando l’organismo è in contatto con il mare vede una lunga serie di risposte fisiologiche.

L’essere umano rilascia endorfine, riduce il cortisolo e aumenta le onde alfa nel cervello.

Gli effetti curativi dell’Oceano

Quindi, mare e salute sono correlati e l’Oceano stesso è artefice di ciò che in scienza tendono a chiamare benessere bluCome detto la nostra mente ha una reazione estremamente positiva alla vista dell’acqua. Contemplare il mare, sentirne l’odore porta il cervello, e di conseguenza il fisico, a rilassarsi.

E’ uno stato di calma che favorisce il rilascio di neurotrasmettitori quali serotonina e dopamina, utili per aumentare la sensazione di buon umore e di felicità. E per la nostra creatività, in quanto si riducono le preoccupazioni e si migliorano i processi cognitivi come attenzione e memoria.

Ed è noto anche come il mare favorisca le vie respiratorie, perché sblocca le vie aeree, pulisce i polmoni, semplifica la respirazioni e ha anche un effetto antibiotico. E per questo anche chi ha asma e allergie va spesso al mare e alle terme di mare per trovare un po’ di benessere.

La carta da parati per bambini

Come arredare la cameretta dei bambini con la carta da parati

Volete dare un tocco di allegria alla camera dei vostri bambini ma non sapete come fare? Perché non utilizzate la carta da parati per bambini? Ecco tutti i nostri suggerimenti.

Quando si arreda la camera dei bambini, poche persone pensano che aggiungere una carta da parati può essere un’alternativa valida alla classica pittura. Grazie alle nuove tipologie sul mercato, è possibile tappezzare con carte variopinte ed estrose senza il timore che i bimbi possano rovinare, con i pennarelli colorati, le pareti di casa.

Leggete l’articolo e scoprite come arredare la camera dei bambini con la carta da parati.

CARTE DA PARATI PER BAMBINI: quale scegliere

Una volta stabilito la tipologia di design da dare alla stanza, il passo successivo è la scelta della carta da parati per bambini.

Da tenere sempre a mente che l’ambiente deve essere colorato, pieno di estrosità e fantasia proprio perché è il luogo dove i bambini trascorrono la maggior parte del tempo. Devono sentirsi liberi di giocare e di esprimere la propria creatività.

Quindi, gli elementi che non devono assolutamente mancare in una carta da parati per bambini sono:

  • colori sgargianti;
  • immagini arrotondate;
  • motivi grafici buffi e stilosi;
  • animaletti, palloncini e immagini che ricordano le illustrazioni dei libri.

 

Anche per le carte da parati per bambini, è necessario scegliere quella che più si rifà al vostro stile e al design della casa. Infatti, grazie alle mille varianti in commercio, è possibile scegliere una carta da parati che abbia:

  • uno stile classico con piccoli disegnini e fiorellini;
  • un design moderno con figure geometriche e super colorate;
  • uno stile minimalista con poche figure stilizzate;
  • jungle style per chi ama la flora e la fauna.

Quindi, in base a quello che preferiscono i vostri bambini, scegliete la tipologia di carta da parati.

Inoltre, ci sono carte da parati per bambini che si adatto maggiormente ad uno spazio piuttosto che ad un altro.

Infatti:

  • per la nursery carte da parati delicate con colori teneri dalle nuance morbide e dolci. I colori da preferire sono quelli pastello e polverosi. Come disegni, invece, optate per nuvolette, stelline, goccioline e tutto ciò che più vi intenerisce. Create un ambiente accogliente e rilassante;
  • per la cameretta spazio all’immaginazione e alla creatività Infatti, è proprio per questo ambiente che potete utilizzare le carte da parati per bambini più simpatiche e buffe. Animali, forme geometriche, supereroi, regine e principesse la fanno da padrona. Per le femminucce, preferite tonalità calde ed eteree, come il rosa, il giallino o il grigio. Per i maschietti, invece, optate per colori forti e vivaci come il blu e il verde acido;
  • per la camera di teenager optate per carte da parati moderne, con forme geometriche e che si rifanno alla streat art. Quindi, murales e mappe geografiche arredano questo ambiente.

Un’idea molto carina è applicare la carta da parati da bambini solo sulla parte inferiore della parete. Questo, conferirà alla stanza un aspetto giocoso e simpatico.

E se vi avanzano degli scampoli di carta da parati? Niente paura, utilizzateli per creare con i bambini dei lavoretti creativi come rivestire la casa delle bambole o una cassettiera.

Come funziona la contabilità?

Come funziona la contabilità

Volete capire come funziona la contabilità? L’argomento vi ha sempre affascinato ma non siete mai riusciti a fare chiarezza? Leggete il post e scoprite come funziona la contabilità

Molte persone si chiedono spesso cosa sia la contabilità ma non sanno mai dare una definizione giusta e precisa. Questo perché è un argomento non proprio facile, che può indurre facilmente ad errore. Quindi, è opportuno fare una chiarezza su cosa sia la contabilità.

Scoprite come funziona la contabilità.

Come funziona le contabilità?

La contabilità è quella procedura che permette di registrare le transazioni, di natura economica, per un’attività cioè entrate ed uscite.

Per ogni attività, sono presenti due tipologie di funzioni:

  • commerciale è quella che mette in relazione l’azienda con l’esterno quindi acquisto dei materiali, erogazione dei servizi e vendita dei prodotti. Questa deriva da una funzione ordinaria;
  • industriale, interna all’azienda, e riguarda i processi di lavorazione del prodotto finale. Questa, invece, deriva da una funzione analitica cioè tutto quello che avviene all’interno dell’azienda.

La funzione commerciale, inoltre, si divide a sua volta in:

  • ordinaria che monitora i movimenti economici e finanziari;
  • semplificata per i semplici i movimenti economici quindi acquisti e vendite.

Quindi, per la contabilità ordinaria è richiesta l’annotazione di diversi registri.

Questa procedura è obbligatoria per legge per le attività che:

  • vendano prodotti per introiti superiori ai 700.000 euro;
  • 000 se si tratta di servizi.

Inoltre, questo sistema può essere scelto anche da aziende che rientrerebbero nella contabilità semplificata esercitando un comportamento concludente, cioè presentando tutti i registri previsti dalla normativa per questo regime.

Secondo la legge, la contabilità ordinaria deve essere tenuta da:

  • società a responsabilità limitata;
  • società in accomandita per azioni;
  • società per azioni;
  • società di mutua assicurazione;
  • società cooperative;
  • consorzi, assicurazioni e organizzazioni non riconosciute
  • società e enti senza personalità giuridica non residenti sul territorio italiano;
  • enti pubblici e privati che operano a scopo commerciale residenti in Italia.

Tali imprese sono tenute a tenere i libri contabili: Essi sono:

  • il libro giornale con tutte le transazioni in ordine cronologico per un dato periodo di tempo;
  • i registri IVA, degli acquisti, delle fatture emesse e dei corrispettivi;
  • il libro dei cespiti dove registrare le risorse a lungo termine di cui l’azienda dispone e che sono soggette ad ammortamento, deprezzamento, valutazione e svalutazione;
  • il libro inventari con la lista dei prodotti divisi per tipologia.

La contabilità semplificata, invece, come riportato nell’articolo 18 del Dpr. 600/73, può essere adottata da coloro che, con la propria attività produca ricavi inferiori a 400.000 euro per i servizi e 700.000 euro per i prodotti. Quindi:

  • imprese individuali
  • società di persone

Per la contabilità semplificata, i registri da tenere sempre aggiornati sono:

  • il libro giornale e degli inventari;
  • le scritture ausiliarie che indicano le entrate e uscite che determinano il reddito;
  • le scritture ausiliarie di magazzino per i flussi di merci, materie prime e accessorie;
  • il registro dei beni ammortizzabili.

La contabilità, sia semplificata che ordinaria, ha un ruolo fondamentale per l’attività. Infatti, permette di avere un controllo su tutta la situazione economica dell’azienda e aiuta a stabilire lo “stato di salute” dell’impresa. Questo perché, attraverso tutte le informazioni di natura economica, è possibile stabile se l’azienda è in perdita o meno e quindi, infine, stabilire il valore reale del capitale d’impresa.

Le migliori bevande estive

Con l’arrivo del caldo torrido, la frutta e le sostanze naturali ci aiutano a vivere meglio, sopportando le alte temperature. Ecco quindi una selezione di ottime bevande naturali che ci rinfrescano, ci fanno apparire belli e ci mantengono in salute.

Per non morire di caldo

Le bevande estive sono utilissime per non morire di caldo, ma anche per altro perché altrimenti potremmo sfruttare l’acqua. Ma tutti gli esperti consigliano durante l’alta stagione di non bere solo acqua, ma anche qualcosa che comprenda vitamine e Sali minerali che combattano l’afa, e che non ci rendano spossati.

Certo le bevande estive devono dissetare, ma meglio che siano naturali. Per esempio il latte di mandorla, che si può sorseggiare addolcito per esempio di agave, da preparare a casa con dei panetti di pasta di mandorle.

Oppure il latte d’oro, ovvero il latte di Curcuma, che va molto di moda ma non è solo una semplice operazione commerciale: infatti il latte alla curcuma è una variante vegana se unito al latte di mandorla o di riso. E ovviamente va messo in frigo prima di berlo.

Ma se volete qualcosa di più leggero del latte, ci sono anche bevande semplici, come le acque aromatizzate e ricche di vitamine.

Bevande al limone

La limonata estiva è un’ottima scelta, che non ha nulla da invidiare alla limonata calda che si beve d’inverno. Si fa con dei limoni, acqua e dello zucchero, da inserire a piacere. Si mescola il tutto, si mette in frigo e magari si correda con della menta per un tocco di originalità.

Altre bevande fatte in casa

Se volete risparmiare tempo e denaro, e per scegliere personalmente gli ingredienti e la loro provenienza, allora meglio preparare a casa le vostre bevande estive preferite. Tenetele in frigo un paio di giorni, cambiando colori e sapori.

Così potete evitare di perdere tempo a controllare le etichette e non avrete l’ansia che ci siano coloranti o dosi eccessive di zucchero. Tra le migliori bevande estive faidate c’è quella allo zenzero che tonifica, è buona e aiuta anche la digestione.

Procuratevi dello zenzero fresco, dello zucchero, acqua e limone che aiuta a rendere tutto più dissetante.

Ci sono anche delle bevande estive analcoliche, la più classica delle quali è il the freddo, al limone o alla pesca, ma anche in altre versioni che stanno prendendo piede e che rimangono anche dopo l’estate. Per esempio il the freddo alla menta o agli agrumi, come il pompelmo.

Oppure centrifughe o gli smoothies, che vanno di gran moda e tutti ormai li desiderano. Comunque, al di là della moda, sono bevande estive estremamente dissetanti, nonché ricche di vitamine e Sali minerali. Sono ottime quindi per combattere il caldo e l’afa, permettendo di finire la giornata sempre freschi.

E poi di queste bevande ce ne sono di tutti i tipi, con il latte di mucca o vegetale, senza latte, con verdure come il sedano e le carote, con frutti di bosco o di agrumi, per colore o per tipologia. Non metteteci troppo zucchero e, soprattutto, non dimenticatevi del ghiaccio!

Fanghi di ogni tipo per il benessere di corpo e spirito

fanghi

I fanghi sono tra i trattamenti benessere più apprezzati dai clienti delle SPA, soprattutto dalle donne questo va detto, per via della grande sensazione di relax e benessere che riescono a fornire. Ma non c’è un solo fango, bensì tanti tipi di fanghi che si adattano alle preferenze, alla fisicità e al tipo di pelle degli individui.

Relax naturale

In ogni SPA e percorso benessere degni di questi nomi ci deve essere una proposta piuttosto ampia di fanghi, che diversi in base a composizione e con lo scopo della cosmesi della pelle e della battaglia contro la ritenzione idrica. Tali fanghi si usano anche in campo medico contro i reumatismi, le neuriti, le nevralgie e le osteoporosi. Oltre che contro i disturbi osteoarticolari.

Tutti i fanghi si compongono di acqua termale e argilla che formano la sostanza principale, ovvero il fango neutro. Ad esso si aggiungono olii essenziali, alghe ed erbe che rilasciano Sali minerali, macroelementi, microelementi e oligoelementi.

L’acqua delle terme viene riscaldata a circa 45-50° e serve per favorire e semplificare la circolazione sanguigna sottocutanea e la sudorazione, per merito dell’apertura dei pori e l’eliminazione di tossine e scorie: in questo modo si combattono l’acne, la cellulite, i punti neri, le rughe, la forfora e, soprattutto, la cellulite. Il tutto per merito di un’azione che agisce e regola la produzione sebacea.

I fanghi hanno bisogno di maturare all’interno dell’acqua termale per un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi. In questo modo l’argilla che compone i fanghi può assumere tutte quelle proprietà benefiche nel fango dell’acqua per poi rilasciarle sulla pelle.

I fanghi possono essere applicati su tutto il corpo o su zone mirate, con una posa che dura dai 12 minuti ai non più di 20. Dopo l’applicazione, bisogna togliere il fango che ormai si è incrostato con tanta acqua tiepida, e poi la persona si deve immergere in un bagno termale con temperatura a 35°C.

Successivamente al bagno occorre effettuare quello che viene chiamato “periodo finale”, sdraiati su un lettino e completamento avvolti da un asciugamano caldo per 15 minuti.

Non bisogna esagerare con i fanghi: meglio rimanere su un ciclo di 3 impacchi, per massimo 3 giorni.

Tanti tipi di fanghi

La classificazione dei fanghi si basa sulla loro composizione minerale predominante: ci sono i fanghi sulfurei, clorurati, arsenicati, solforosi, ferruginosi e salsoiodici. Però i tipi di fanghi si classificano di più per l’azione effettiva sulla pelle. Nello specifico, ci sono:

  • Fanghi anticellulite.
  • Fanghi dimagranti.
  • Fanghi drenanti.
  • Fanghi attivi.
  • Fanghi bentonitici.

E infine i più specifici: i fanghi del Mar Morto, i Geomar, i Venus e i Guam. Ognuno di questi fanghi ha un’azione standard, ovvero la battaglia alla ritenzione idrica che rimuova le tossine e che stimoli la microcircolazione contro gli inestetismi.

I fanghi anticellulite hanno al loro interno estratti di mirtillo, centella, pugnitopo e edera. Quelli attivi implementano olii essenziali, Sali minerali, erbe e alghe. I fanghi bentonici si chiamano così all’argilla di Fort Benton, che si trova nel Montana e che sono famosi per i risultati leviganti e schiarenti sulla cute.

I fanghi del Mar Morto devono i loro effetti ai numerosi Sali minerali che li compongono e che sono tipici dell’area geografica da cui provengono: hanno tanti effetti antidolorifici e antinvecchiamento.

I fanghi Geomar contengono alghe oceaniche ed erbe specifiche che rendono la pelle più elastica. Infine i fanghi di Guam hanno alghe oceaniche che provengono dall’isola di Guam, nell’arcipelago delle Marianne, piene di metalli, micronutrienti, vitamine e Sali.

L’Italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo

Lingua italiana

Il mondo apprezza l’Italia, gli italiani… e anche l’italiano! Infatti la Lingua di Dante supera quella dei nostri amati/odiati vicini di casa – il francese – e sale alla quarta posizione tra quelle più imparate al mondo. Le persone di oggi sanno che è importante sapere altre lingue (e di italiani all’estero ce ne sono parecchi), e anche voi potreste allargare i vostri orizzonti imparando, da soli o presso centri seri e professionali (come Ilcchieri), una nuova lingua e una nuova cultura.

Un lavoro non semplice

Non è certo un gioco da ragazzi fare una classifica degli idiomi più parlati al mondo, dato che non si conosce mai il numero preciso di quante persone parlano una data lingua. Questo perché, in primo luogo, è altrettanto complicato individuare precisamente la differenza tra una lingua e un dialetto; in secondo luogo perché i dati possono cambiare a seconda di quale istituzione li raccoglie e in che momento.

Quindi, con queste precisazioni vogliamo sottolineare che si tratta di una classifica né troppo precisa ma neanche abbozzata: insomma, cerca di essere quantomeno realistica. I dati sono quelli di Ethnologue che analizza migliaia di idiomi del Pianeta scrivendo anche il numero di parlanti per ognuna di esse, la diffusione, i dialetti e le affiliazioni.

Analisi che per il 2018 rivela una bella sorpresa, a livello mondiale. Infatti Inglese, Spagnolo e Cinese sono le prime tre lingue più studiate al mondo, ma subito dopo viene l’Italiano, che supera il Francese.

La risalita della nostra lingua ha avuto un vero e proprio boom nel periodo 2014-2015, quando passò da 1,7 milioni di studenti del periodo precedente 2013-2014, a oltre 2 milioni del periodo successivo.

E già nel 2016-2017 era al quarto posto: contava infatti 2.145.093 studenti in 115 Paesi, grazie ai vari Istituti Italiani di Cultura.

Numeri che cambiano

Concentrandoci, invece, sul territorio dell’Unione Europea, qui vediamo il 97,3% degli alunni che studia inglese e lo ha come parte integrante (e integrale) del programma scolastico.

Sono dati del rapporto Commissione Europea 2017, che mostrano anche il Francese al secondo posto (33,8% degli alunni), il tedesco al terzo (23,1%), spagnolo (13,6%), russo (2,7%) e italiano (1,1%).

La classifica cambia ulteriormente analizzando i dati italiani: l’inglese è chiaramente la lingua straniera più studiata – visto che è d’obbligo in ogni scuola – seguita dal francese (72,3%), dallo spagnolo (18,8%) e dal tedesco (8,7%).

Il trend però cambia molto velocemente, in numerosi istituti del Bel Paese lo Spagnolo sta superando il Francese come seconda lingua scelta dagli alunni. Inoltre, specialmente nelle Università c’è un crescente interesse per il Cinese Mandarino e per l’Arabo.

La classifica cambia ancora se consideriamo il numero di parlanti. Vediamo come l’inglese sia ovviamente sempre al primo posto, con 1 miliardo e 190 milioni di persone, che costituiscono il 17% della popolazione del Pianeta.

Segue il cinese, con 1 miliardo e 107 milioni di parlanti (ovvero, il 15,8% del Pianeta). “Medaglia di bronzo” per l’hindi-urdu (zona dell’India e limitrofi) che parlano 697,4 milioni di individui. Al quarto posto spagnolo, con 512,9 milioni, arabo, con 422 milioni, francese (285), malese (281), russo (264), bengalese (261) e portoghese (236,5).

In questa classifica la nostra lingua è al 21esimo posto, parlata da più di 67 milioni di persone. Ma l’Italiano ha un primato molto interessante, perché è la madrelingua più parlata nel maggior numero di Paesi (26), e questo proprio per le emigrazioni degli Italiani.

E visto che le abbiamo introdotte, concludiamo con la classifica del numero di persone madrelingua. Al primo posto c’è il Cinese Mandarino (908,7 milioni di persone), seguito dallo spagnolo (442,3), inglese (378 milioni), hindi-urdu (329), bengalese (242,6), portoghese (222,7), russo, giapponese, giavanese e Cinese Wu – l’altro idioma parlato in Cina.

Il nuoto fa bene a corpo e spirito

Il nuoto è un’attività estremamente salutare, che mantiene idratata la pelle, ma aiuta anche a mantenersi in forma ed equilibrati, nonché migliora l’autostima e l’appagamento personale. Ecco quindi tutti i motivi che secondo noi dovreste tenere in considerazione e che potrebbero spingervi a buttarvi, letteralmente, in piscina!

Uno sport completo

Il nuoto è forse lo sport completo per eccellenza, e gode da sempre di questa considerazione. Quindi è un’attività estremamente salutare, che fa bene sia al corpo che alla mente. Ma quali sono le ragioni reali per cui questo sport viene considerato uno di quelli più salutari? Quali sono, esattamente, i benefici che ne derivano?

Ecco tutti i motivi per cui il nuoto gode di grande considerazione!

Il nuoto aiuta a perdere peso

L’acqua è molto più densa dell’aria (circa 800 volte) e quindi consente a chi nuota di bruciare molte più calorie rispetto a chi fa sport all’aria aperta. Quindi andare con regolarità e costanza in piscina significa perdere tanta massa grassa, aumentando quella magra caratterizzata dai muscoli.

Ecco perché il nuoto, se affiancato da una dieta sana ed equilibrata è un grande rimedio al sovrappeso e all’obesità.

Il nuoto riduce il livello di stress

In questo, il nuoto è esattamente come tutti gli altri sport: dà l’energia necessaria per meglio affrontare la giornata, producendo sensazioni di benessere, abbassando i livelli di stress e anche alleviando sintomi di ansia e depressione.

Secondo alcune ricerche condotte negli USA, il nuoto stimola le endorfine dando sensazioni di relax simili a quelle che si hanno praticando yoga.

Un toccasana per postura e muscoli

Il nuoto, grazie alla varietà dei suoi stili, va a stimolare e sfruttare tutta la muscolatura del corpo. Inoltre la “riduzione di gravità” concessa dalla maggiore densità dell’acqua (ci perdoneranno gli scienziati) permette uno sviluppo equilibrato, completo dello scheletro senza sovraccaricare le articolazioni.

Il nuoto rinforza le ossa, migliora la postura e rende il corpo più flessibile, specie se al nuoto si affiancano degli esercizi di stretching giornalieri.

Il nuoto migliora e potenzia l’attività del cuore

Tra i benefici del nuoto c’è sicuramente quello che potenzia e migliora l’apparato cardiocircolatorio, perché bilancia la pressione del sangue regolarizzando il numero dei battiti visto che è considerato uno sport aerobico che richiede maggior apporto di ossigeno, stimolando l’attività cardiaca.

 

Il nuoto favorisce il sonno

Chi va in piscina più di due volte alla settimana di solito (a meno che non subentrino altri problemi) non ha problemi di insonnia, né si sveglia troppo presto la mattina. Secondo la National Sleep Foundation infatti chi fa nuoto in questo modo ha buone dormite notturne.

Il nuoto rende più longevi

Qui i dati parlano molto chiaro: chi nuota ha una maggiore lunghezza della vita rispetto a chi non pratica questo sport. Infatti studiosi dell’Università della Carolina del Sud (USA) hanno dimostrato che il nuoto abbassa il rischio di morte prematura del 50%.

Le piscine bio sono l’alternativa sostenibile alle sostanze chimiche

Le piscine bio

Alcune persone devono rinunciare alla costruzione di piscine nel proprio giardino perché magari allergiche al cloro o altre sostanze chimiche presenti nelle piscine tradizionali per la loro depurazione. Per questo ci sono le piscine bio, che sono l’alternativa naturale alle piscine tradizionali e permettono di ottenere un mix tra laghetto e piscina con un risultato estetico impressionante. Se siete curiosi oggi sono tante le aziende che costruiscono piscine di questo genere, come avantgardepiscine.it.

Come funziona una piscina bio

La piscina bio è un’alternativa validissima in senso ecologico perché consente di filtrare l’acqua con dei sistemi biologici che la mantengono pulita e trasparente, consentendo un bagno con la stessa esperienza delle piscine tradizionali, con una resa estetica fenomenale visto che queste piscine si integrano perfettamente con il paesaggio.

Queste piscine sono fatte con una vasca per la balneazione e una vasca per il filtraggio, cui volendo se ne può aggiungere un’altra per la rigenerazione, che consente all’acqua di diventare naturalmente calda perché entra in contatto con dei ciottoli fatti apposta.

Nelle biopiscine il filtraggio viene affidato a delle piante acquatiche, che sostituiscono i classici sistemi chimici per il trattamento dell’acqua. Queste piante hanno un’azione filtrante conosciuta addirittura ai tempi della Roma imperiale, quando la cloaca massima si scaricava nelle paludi per sfruttare il loro naturale potere depurante.

Queste piante si chiamano macrofite acquatiche (piante superiori) e quella più diffusa e sfruttata in Europa è il Phragmites Australis – nota anche come cannuccia di palude. Ma in alternativa si possono usare tutte le specie di macrofite acquatiche che tollerano alti livelli di inquinamento, tra cui segnaliamo la Scirpus, la Carex Aquatilis o la Schoenoplectus Lacustris.

Questi sistemi di filtraggio sono molto importanti: infatti, in una piscina naturale priva, la materia organica andrebbe a compromettere la qualità dell’acqua perché quest’ultima non potrebbe rigenerarsi.

Le piante, invece, rimuovono la materia organica tramite un procedimento di degradazione naturale le piante trattengono i minerali sciolti per aiutarsi anche a crescere.

Composizione e costi

Questo sistema di solito si supporta con una pompa di circolazione – che permette all’acqua di defluire in un circuito chiuso passando dal filtraggio – e da una colonna di decantazione, che trattiene le particelle organiche mandandole nella zona di filtraggio naturale.

Molto importante è che ci siano anche delle cascatelle che ossigenino l’acqua, mineralizzandola molto più velocemente. Il riscaldamento dell’acqua è anch’esso naturale, e avviene nella zona di rigenerazione dove i ciottoli di cui si parlava sopra rilasciano calore tra i 4 e i 6 gradi all’acqua presente nella zona della balneazione. Comunque questo sistema, volendo, può essere implementato con dei sistemi tradizionali di riscaldamento.

Le piscine naturale sono anche relativamente economiche, e il loro prezzo parte da circa 700 euro al metro quadro. A questo risparmio si aggiunge quello idrico, visto che non occorre svuotarle per la manutenzione naturale.

Belle da vedere

Le piscine bio sono molto adatte ad avere forme moderne, squadrate, rigide ma anche – per alcuni potrà risultare banale – a forme naturali, simili a dei laghetti. Sono piscine che risultano sempre belle, ma soprattutto vive per tutto l’anno a differenza delle piscine tradizionali che vanno ciclicamente svuotate e coperte.

Inoltre, dimenticatevi il problema delle zanzare perché non essendoci acqua stagnante, ma in movimento e in continua rigenerazione che quindi costituisce il loro habitat favorevole.

Come pulire il gres porcellanato

Come pulire il pavimento in gres porcellanato

Uno degli aspetti positivi del gres porcellanato effetto a legno è che, non ha bisogno di una grande manutenzione nel corso del tempo, come invece succede per il parquet, una superficie molto delicata che deve essere lavata solo con detergenti specifici. Ecco allora qualche consiglio per pulire al meglio le sue superfici e per esaltarne al meglio bellezza e caratteristiche.

Il lavaggio delle piastrelle è d’obbligo dopo la posa del pavimento, per eliminare tutti i residui di sporco come la malta, la colla e la vernice. È sempre bene eseguire la pulizia con prodotti a base di acidi tamponati, che servono a sciogliere e a rimuovere tutti i residui di sporco.

Potete anche utilizzare aspiratori appositi per liquido, per rimuovere l’acqua sporca, ma quello che conta è che chi posa il vostro pavimento a fine lavori lavi il gres porcellanato effetto legno con una soluzione a base di questo acido per fare in modo che le macchie e gli aloni non si fissino alla superficie e diventino più difficili da pulire al primo lavaggio del pavimento.

Se desiderate ottenere una stuccatura che sia impermeabile, potete procedere con la malta epossidica, purché seguiate attentamente le indicazioni del produttore che vengono riportate sulla confezione.

Se non applicate correttamente gli stucchi epossidici, potreste compromettere in modo irreparabile l’aspetto estetico dei vostri rivestimenti, quindi procedere con attenzione è davvero fondamentale per non rovinare il rivestimento.

Come rimuovere le macchie dal gres porcellanato in legno

Uno dei problemi che si presenta con i pavimenti in gres porcellanato effetto legno è la comparsa di macchie, per esempio quelle delle impronte lasciate dalle scarpe che possono risultare particolarmente fastidiose perché visibili anche in controluce. Per rimuoverle il consiglio è quello di usare un detergente acido, sempre rispettando le dosi che sono indicate sulla confezione.

Prima di procedere, fate sempre una prova su una piccola porzione di pavimento; se qualcosa non va ve ne accorgerete subito, senza causare grandi danni al pavimento.

Dopo aver verificate che tutto procede per il meglio, potete procedere con la pulizia di tutto il pavimento. Può darsi che vi imbattiate in macchie che sembrano particolarmente resistenti al detersivo.

In questo caso, niente paura. Potete anche utilizzare un detergente sgrassante più concentrato, ma fate sempre attenzione che non contenga acido fluoridrico, un composto che potrebbe danneggiare le superfici in ceramica.

La manutenzione ordinaria non è difficile, anzi è uno dei grandi vantaggi della scelta del gres porcellanato a effetto legno. È sempre bene effettuare una pulizia giornaliera del pavimento, cosa a cui sarete già abituati se dentro casa c’è un bambino piccolo o un amico a quattro zampe.

Pulire tutti i giorni vi consente di tenere il pavimento sempre pulito e di eliminare tutte quelle macchie che, se lasciate dove sono per molti giorni, potrebbero non essere così facili da pulire in seguito.

Per quanto riguarda, invece, le macchie di inchiostro, pennarello o ruggine, in questo caso dovrete affidarvi a prodotti specifici. Ma non aspettate se vedete una macchia di questo tipo: più passa il tempo e più sarà difficile rimuoverla.

Lo zenzero fa bene alla salute!

Tra le cose da inserire nella dieta per renderla più salutare c’è sicuramente lo zenzero, che tra l’altro si presta a dolci, ricette salate e anche come aroma per the e tisane. Questo tubero ha delle proprietà benefiche davvero importanti e quindi assumerlo periodicamente (non tutti i giorni) migliorerà notevolmente la vostra vita.

Benessere dall’Asia

Lo zenzero è una pianta che ha origine nell’estremo oriente, ma che è molto diffusa in Occidente soprattutto nei paesi anglosassoni, dove è noto col nome di ginger (e dà origine al famoso gingerbread, appunto il pan di zenzero).

Di questa pianta si usa il rizoma, che può essere fresco, polverizzato o essiccato e che ha un uso principale come spezia per merito del suo sapore forte. E tuttavia lo zenzero è estremamente versatile: in Giappone si usa caramellarlo, mentre i paesi nordici ci fanno addirittura la birra.

Insomma, una pianta eclettica cui si uniscono importantissime proprietà benefiche per la salute: non è un caso che la Ginger Ale, bevanda particolarmente apprezzata nell’America Settentrionale, sia usata come rimedio alla nausea; né che i cinesi usino lo zenzero per combattere il raffreddore (o anche la diarrea!). ovviamente, ha anche delle controindicazioni specie se assunto in quantità eccessive.

Vediamo più nel dettaglio gli usi culinari di questa pianta asiatica, portata in Europa dopo le imprese asiatiche di Alessandro Magno e che poi dalla Grecia è stata importata a Roma e, di conseguenza, in tutto il bacino mediterraneo.

Usi culinari

Lo zenzero fresco può essere grattugiato, magari sull’insalata. Oppure si può tagliare e unirlo, sia cotto che crudo, a diverse preparazioni, come fanno gli orientali con le zuppe e le salse. Inoltre è adatto come aroma e componente di tisane e altre bevande.

Molto idoneo anche per i dolci, specie nel già citato pan di zenzero, ma anche per i biscotti preparati solitamente sotto Natale. In Giappone lo caramellano, mentre in Nord America ne fanno il Ginger Ale per – come detto – combattere la nausea.

Lo zenzero è poi fondamentale nella cucina giapponese, di cui accompagna tanti piatti come la zuppa di miso (piena di miso, tofu e verdure) o il sushi e il sashimi, di cui è un accompagnamento acetato e/o caramellato.

In India e in Cina si usa per fare il curry, per condire i ravioli al vapore o il pollo alle mandorle, o per fare gli involtini di carne, spesso infilzati nel legno della pianta dello zenzero. Ma anche nella cucina occidentale è usato: per esempio si usa nel risotto alle vongole oppure nelle crepes dolce francesi e nella torta di mele; e non meno importante è la sua perfetta unione al miele, alle mele e agli agrumi.

Un toccasana per l’organismo

Lo zenzero ha tantissime proprietà, anche se a volte gliene se attribuiscono di più di quelle scientificamente accreditate. Comunque si usa per favorire la digestione e contrastare la nausea, sia quella da mezzi di trasporto sia quella di gravidanza (ma è sconsigliato in questo caso) e per tutte le altre nausee.

Lo zenzero aiuta anche per l’alitosi, e in caso di coliche mentre se cotto aiuta molto per la diarrea, dato dalla trasformazione del gingerolo (un principio attivo) in zingerone proprio con la cottura. Lo zenzero ha poi proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti e per questo è adatto a contrastare il raffreddore e l’influenza.

Ed è inoltre ottimo anche come antidolorifico per mal di denti e mal di testa. Ben si adatta anche come tonificante, per alleviare sensazioni di stanchezza e di astenia.