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Fanghi di ogni tipo per il benessere di corpo e spirito

fanghi

I fanghi sono tra i trattamenti benessere più apprezzati dai clienti delle SPA, soprattutto dalle donne questo va detto, per via della grande sensazione di relax e benessere che riescono a fornire. Ma non c’è un solo fango, bensì tanti tipi di fanghi che si adattano alle preferenze, alla fisicità e al tipo di pelle degli individui.

Relax naturale

In ogni SPA e percorso benessere degni di questi nomi ci deve essere una proposta piuttosto ampia di fanghi, che diversi in base a composizione e con lo scopo della cosmesi della pelle e della battaglia contro la ritenzione idrica. Tali fanghi si usano anche in campo medico contro i reumatismi, le neuriti, le nevralgie e le osteoporosi. Oltre che contro i disturbi osteoarticolari.

Tutti i fanghi si compongono di acqua termale e argilla che formano la sostanza principale, ovvero il fango neutro. Ad esso si aggiungono olii essenziali, alghe ed erbe che rilasciano Sali minerali, macroelementi, microelementi e oligoelementi.

L’acqua delle terme viene riscaldata a circa 45-50° e serve per favorire e semplificare la circolazione sanguigna sottocutanea e la sudorazione, per merito dell’apertura dei pori e l’eliminazione di tossine e scorie: in questo modo si combattono l’acne, la cellulite, i punti neri, le rughe, la forfora e, soprattutto, la cellulite. Il tutto per merito di un’azione che agisce e regola la produzione sebacea.

I fanghi hanno bisogno di maturare all’interno dell’acqua termale per un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi. In questo modo l’argilla che compone i fanghi può assumere tutte quelle proprietà benefiche nel fango dell’acqua per poi rilasciarle sulla pelle.

I fanghi possono essere applicati su tutto il corpo o su zone mirate, con una posa che dura dai 12 minuti ai non più di 20. Dopo l’applicazione, bisogna togliere il fango che ormai si è incrostato con tanta acqua tiepida, e poi la persona si deve immergere in un bagno termale con temperatura a 35°C.

Successivamente al bagno occorre effettuare quello che viene chiamato “periodo finale”, sdraiati su un lettino e completamento avvolti da un asciugamano caldo per 15 minuti.

Non bisogna esagerare con i fanghi: meglio rimanere su un ciclo di 3 impacchi, per massimo 3 giorni.

Tanti tipi di fanghi

La classificazione dei fanghi si basa sulla loro composizione minerale predominante: ci sono i fanghi sulfurei, clorurati, arsenicati, solforosi, ferruginosi e salsoiodici. Però i tipi di fanghi si classificano di più per l’azione effettiva sulla pelle. Nello specifico, ci sono:

  • Fanghi anticellulite.
  • Fanghi dimagranti.
  • Fanghi drenanti.
  • Fanghi attivi.
  • Fanghi bentonitici.

E infine i più specifici: i fanghi del Mar Morto, i Geomar, i Venus e i Guam. Ognuno di questi fanghi ha un’azione standard, ovvero la battaglia alla ritenzione idrica che rimuova le tossine e che stimoli la microcircolazione contro gli inestetismi.

I fanghi anticellulite hanno al loro interno estratti di mirtillo, centella, pugnitopo e edera. Quelli attivi implementano olii essenziali, Sali minerali, erbe e alghe. I fanghi bentonici si chiamano così all’argilla di Fort Benton, che si trova nel Montana e che sono famosi per i risultati leviganti e schiarenti sulla cute.

I fanghi del Mar Morto devono i loro effetti ai numerosi Sali minerali che li compongono e che sono tipici dell’area geografica da cui provengono: hanno tanti effetti antidolorifici e antinvecchiamento.

I fanghi Geomar contengono alghe oceaniche ed erbe specifiche che rendono la pelle più elastica. Infine i fanghi di Guam hanno alghe oceaniche che provengono dall’isola di Guam, nell’arcipelago delle Marianne, piene di metalli, micronutrienti, vitamine e Sali.

L’Italiano diventa la quarta lingua più studiata al mondo

Lingua italiana

Il mondo apprezza l’Italia, gli italiani… e anche l’italiano! Infatti la Lingua di Dante supera quella dei nostri amati/odiati vicini di casa – il francese – e sale alla quarta posizione tra quelle più imparate al mondo. Le persone di oggi sanno che è importante sapere altre lingue (e di italiani all’estero ce ne sono parecchi), e anche voi potreste allargare i vostri orizzonti imparando, da soli o presso centri seri e professionali (come Ilcchieri), una nuova lingua e una nuova cultura.

Un lavoro non semplice

Non è certo un gioco da ragazzi fare una classifica degli idiomi più parlati al mondo, dato che non si conosce mai il numero preciso di quante persone parlano una data lingua. Questo perché, in primo luogo, è altrettanto complicato individuare precisamente la differenza tra una lingua e un dialetto; in secondo luogo perché i dati possono cambiare a seconda di quale istituzione li raccoglie e in che momento.

Quindi, con queste precisazioni vogliamo sottolineare che si tratta di una classifica né troppo precisa ma neanche abbozzata: insomma, cerca di essere quantomeno realistica. I dati sono quelli di Ethnologue che analizza migliaia di idiomi del Pianeta scrivendo anche il numero di parlanti per ognuna di esse, la diffusione, i dialetti e le affiliazioni.

Analisi che per il 2018 rivela una bella sorpresa, a livello mondiale. Infatti Inglese, Spagnolo e Cinese sono le prime tre lingue più studiate al mondo, ma subito dopo viene l’Italiano, che supera il Francese.

La risalita della nostra lingua ha avuto un vero e proprio boom nel periodo 2014-2015, quando passò da 1,7 milioni di studenti del periodo precedente 2013-2014, a oltre 2 milioni del periodo successivo.

E già nel 2016-2017 era al quarto posto: contava infatti 2.145.093 studenti in 115 Paesi, grazie ai vari Istituti Italiani di Cultura.

Numeri che cambiano

Concentrandoci, invece, sul territorio dell’Unione Europea, qui vediamo il 97,3% degli alunni che studia inglese e lo ha come parte integrante (e integrale) del programma scolastico.

Sono dati del rapporto Commissione Europea 2017, che mostrano anche il Francese al secondo posto (33,8% degli alunni), il tedesco al terzo (23,1%), spagnolo (13,6%), russo (2,7%) e italiano (1,1%).

La classifica cambia ulteriormente analizzando i dati italiani: l’inglese è chiaramente la lingua straniera più studiata – visto che è d’obbligo in ogni scuola – seguita dal francese (72,3%), dallo spagnolo (18,8%) e dal tedesco (8,7%).

Il trend però cambia molto velocemente, in numerosi istituti del Bel Paese lo Spagnolo sta superando il Francese come seconda lingua scelta dagli alunni. Inoltre, specialmente nelle Università c’è un crescente interesse per il Cinese Mandarino e per l’Arabo.

La classifica cambia ancora se consideriamo il numero di parlanti. Vediamo come l’inglese sia ovviamente sempre al primo posto, con 1 miliardo e 190 milioni di persone, che costituiscono il 17% della popolazione del Pianeta.

Segue il cinese, con 1 miliardo e 107 milioni di parlanti (ovvero, il 15,8% del Pianeta). “Medaglia di bronzo” per l’hindi-urdu (zona dell’India e limitrofi) che parlano 697,4 milioni di individui. Al quarto posto spagnolo, con 512,9 milioni, arabo, con 422 milioni, francese (285), malese (281), russo (264), bengalese (261) e portoghese (236,5).

In questa classifica la nostra lingua è al 21esimo posto, parlata da più di 67 milioni di persone. Ma l’Italiano ha un primato molto interessante, perché è la madrelingua più parlata nel maggior numero di Paesi (26), e questo proprio per le emigrazioni degli Italiani.

E visto che le abbiamo introdotte, concludiamo con la classifica del numero di persone madrelingua. Al primo posto c’è il Cinese Mandarino (908,7 milioni di persone), seguito dallo spagnolo (442,3), inglese (378 milioni), hindi-urdu (329), bengalese (242,6), portoghese (222,7), russo, giapponese, giavanese e Cinese Wu – l’altro idioma parlato in Cina.

Il nuoto fa bene a corpo e spirito

Il nuoto è un’attività estremamente salutare, che mantiene idratata la pelle, ma aiuta anche a mantenersi in forma ed equilibrati, nonché migliora l’autostima e l’appagamento personale. Ecco quindi tutti i motivi che secondo noi dovreste tenere in considerazione e che potrebbero spingervi a buttarvi, letteralmente, in piscina!

Uno sport completo

Il nuoto è forse lo sport completo per eccellenza, e gode da sempre di questa considerazione. Quindi è un’attività estremamente salutare, che fa bene sia al corpo che alla mente. Ma quali sono le ragioni reali per cui questo sport viene considerato uno di quelli più salutari? Quali sono, esattamente, i benefici che ne derivano?

Ecco tutti i motivi per cui il nuoto gode di grande considerazione!

Il nuoto aiuta a perdere peso

L’acqua è molto più densa dell’aria (circa 800 volte) e quindi consente a chi nuota di bruciare molte più calorie rispetto a chi fa sport all’aria aperta. Quindi andare con regolarità e costanza in piscina significa perdere tanta massa grassa, aumentando quella magra caratterizzata dai muscoli.

Ecco perché il nuoto, se affiancato da una dieta sana ed equilibrata è un grande rimedio al sovrappeso e all’obesità.

Il nuoto riduce il livello di stress

In questo, il nuoto è esattamente come tutti gli altri sport: dà l’energia necessaria per meglio affrontare la giornata, producendo sensazioni di benessere, abbassando i livelli di stress e anche alleviando sintomi di ansia e depressione.

Secondo alcune ricerche condotte negli USA, il nuoto stimola le endorfine dando sensazioni di relax simili a quelle che si hanno praticando yoga.

Un toccasana per postura e muscoli

Il nuoto, grazie alla varietà dei suoi stili, va a stimolare e sfruttare tutta la muscolatura del corpo. Inoltre la “riduzione di gravità” concessa dalla maggiore densità dell’acqua (ci perdoneranno gli scienziati) permette uno sviluppo equilibrato, completo dello scheletro senza sovraccaricare le articolazioni.

Il nuoto rinforza le ossa, migliora la postura e rende il corpo più flessibile, specie se al nuoto si affiancano degli esercizi di stretching giornalieri.

Il nuoto migliora e potenzia l’attività del cuore

Tra i benefici del nuoto c’è sicuramente quello che potenzia e migliora l’apparato cardiocircolatorio, perché bilancia la pressione del sangue regolarizzando il numero dei battiti visto che è considerato uno sport aerobico che richiede maggior apporto di ossigeno, stimolando l’attività cardiaca.

 

Il nuoto favorisce il sonno

Chi va in piscina più di due volte alla settimana di solito (a meno che non subentrino altri problemi) non ha problemi di insonnia, né si sveglia troppo presto la mattina. Secondo la National Sleep Foundation infatti chi fa nuoto in questo modo ha buone dormite notturne.

Il nuoto rende più longevi

Qui i dati parlano molto chiaro: chi nuota ha una maggiore lunghezza della vita rispetto a chi non pratica questo sport. Infatti studiosi dell’Università della Carolina del Sud (USA) hanno dimostrato che il nuoto abbassa il rischio di morte prematura del 50%.

Le piscine bio sono l’alternativa sostenibile alle sostanze chimiche

Le piscine bio

Alcune persone devono rinunciare alla costruzione di piscine nel proprio giardino perché magari allergiche al cloro o altre sostanze chimiche presenti nelle piscine tradizionali per la loro depurazione. Per questo ci sono le piscine bio, che sono l’alternativa naturale alle piscine tradizionali e permettono di ottenere un mix tra laghetto e piscina con un risultato estetico impressionante. Se siete curiosi oggi sono tante le aziende che costruiscono piscine di questo genere, come avantgardepiscine.it.

Come funziona una piscina bio

La piscina bio è un’alternativa validissima in senso ecologico perché consente di filtrare l’acqua con dei sistemi biologici che la mantengono pulita e trasparente, consentendo un bagno con la stessa esperienza delle piscine tradizionali, con una resa estetica fenomenale visto che queste piscine si integrano perfettamente con il paesaggio.

Queste piscine sono fatte con una vasca per la balneazione e una vasca per il filtraggio, cui volendo se ne può aggiungere un’altra per la rigenerazione, che consente all’acqua di diventare naturalmente calda perché entra in contatto con dei ciottoli fatti apposta.

Nelle biopiscine il filtraggio viene affidato a delle piante acquatiche, che sostituiscono i classici sistemi chimici per il trattamento dell’acqua. Queste piante hanno un’azione filtrante conosciuta addirittura ai tempi della Roma imperiale, quando la cloaca massima si scaricava nelle paludi per sfruttare il loro naturale potere depurante.

Queste piante si chiamano macrofite acquatiche (piante superiori) e quella più diffusa e sfruttata in Europa è il Phragmites Australis – nota anche come cannuccia di palude. Ma in alternativa si possono usare tutte le specie di macrofite acquatiche che tollerano alti livelli di inquinamento, tra cui segnaliamo la Scirpus, la Carex Aquatilis o la Schoenoplectus Lacustris.

Questi sistemi di filtraggio sono molto importanti: infatti, in una piscina naturale priva, la materia organica andrebbe a compromettere la qualità dell’acqua perché quest’ultima non potrebbe rigenerarsi.

Le piante, invece, rimuovono la materia organica tramite un procedimento di degradazione naturale le piante trattengono i minerali sciolti per aiutarsi anche a crescere.

Composizione e costi

Questo sistema di solito si supporta con una pompa di circolazione – che permette all’acqua di defluire in un circuito chiuso passando dal filtraggio – e da una colonna di decantazione, che trattiene le particelle organiche mandandole nella zona di filtraggio naturale.

Molto importante è che ci siano anche delle cascatelle che ossigenino l’acqua, mineralizzandola molto più velocemente. Il riscaldamento dell’acqua è anch’esso naturale, e avviene nella zona di rigenerazione dove i ciottoli di cui si parlava sopra rilasciano calore tra i 4 e i 6 gradi all’acqua presente nella zona della balneazione. Comunque questo sistema, volendo, può essere implementato con dei sistemi tradizionali di riscaldamento.

Le piscine naturale sono anche relativamente economiche, e il loro prezzo parte da circa 700 euro al metro quadro. A questo risparmio si aggiunge quello idrico, visto che non occorre svuotarle per la manutenzione naturale.

Belle da vedere

Le piscine bio sono molto adatte ad avere forme moderne, squadrate, rigide ma anche – per alcuni potrà risultare banale – a forme naturali, simili a dei laghetti. Sono piscine che risultano sempre belle, ma soprattutto vive per tutto l’anno a differenza delle piscine tradizionali che vanno ciclicamente svuotate e coperte.

Inoltre, dimenticatevi il problema delle zanzare perché non essendoci acqua stagnante, ma in movimento e in continua rigenerazione che quindi costituisce il loro habitat favorevole.

Come pulire il gres porcellanato

Come pulire il pavimento in gres porcellanato

Uno degli aspetti positivi del gres porcellanato effetto a legno è che, non ha bisogno di una grande manutenzione nel corso del tempo, come invece succede per il parquet, una superficie molto delicata che deve essere lavata solo con detergenti specifici. Ecco allora qualche consiglio per pulire al meglio le sue superfici e per esaltarne al meglio bellezza e caratteristiche.

Il lavaggio delle piastrelle è d’obbligo dopo la posa del pavimento, per eliminare tutti i residui di sporco come la malta, la colla e la vernice. È sempre bene eseguire la pulizia con prodotti a base di acidi tamponati, che servono a sciogliere e a rimuovere tutti i residui di sporco.

Potete anche utilizzare aspiratori appositi per liquido, per rimuovere l’acqua sporca, ma quello che conta è che chi posa il vostro pavimento a fine lavori lavi il gres porcellanato effetto legno con una soluzione a base di questo acido per fare in modo che le macchie e gli aloni non si fissino alla superficie e diventino più difficili da pulire al primo lavaggio del pavimento.

Se desiderate ottenere una stuccatura che sia impermeabile, potete procedere con la malta epossidica, purché seguiate attentamente le indicazioni del produttore che vengono riportate sulla confezione.

Se non applicate correttamente gli stucchi epossidici, potreste compromettere in modo irreparabile l’aspetto estetico dei vostri rivestimenti, quindi procedere con attenzione è davvero fondamentale per non rovinare il rivestimento.

Come rimuovere le macchie dal gres porcellanato in legno

Uno dei problemi che si presenta con i pavimenti in gres porcellanato effetto legno è la comparsa di macchie, per esempio quelle delle impronte lasciate dalle scarpe che possono risultare particolarmente fastidiose perché visibili anche in controluce. Per rimuoverle il consiglio è quello di usare un detergente acido, sempre rispettando le dosi che sono indicate sulla confezione.

Prima di procedere, fate sempre una prova su una piccola porzione di pavimento; se qualcosa non va ve ne accorgerete subito, senza causare grandi danni al pavimento.

Dopo aver verificate che tutto procede per il meglio, potete procedere con la pulizia di tutto il pavimento. Può darsi che vi imbattiate in macchie che sembrano particolarmente resistenti al detersivo.

In questo caso, niente paura. Potete anche utilizzare un detergente sgrassante più concentrato, ma fate sempre attenzione che non contenga acido fluoridrico, un composto che potrebbe danneggiare le superfici in ceramica.

La manutenzione ordinaria non è difficile, anzi è uno dei grandi vantaggi della scelta del gres porcellanato a effetto legno. È sempre bene effettuare una pulizia giornaliera del pavimento, cosa a cui sarete già abituati se dentro casa c’è un bambino piccolo o un amico a quattro zampe.

Pulire tutti i giorni vi consente di tenere il pavimento sempre pulito e di eliminare tutte quelle macchie che, se lasciate dove sono per molti giorni, potrebbero non essere così facili da pulire in seguito.

Per quanto riguarda, invece, le macchie di inchiostro, pennarello o ruggine, in questo caso dovrete affidarvi a prodotti specifici. Ma non aspettate se vedete una macchia di questo tipo: più passa il tempo e più sarà difficile rimuoverla.

Lo zenzero fa bene alla salute!

Tra le cose da inserire nella dieta per renderla più salutare c’è sicuramente lo zenzero, che tra l’altro si presta a dolci, ricette salate e anche come aroma per the e tisane. Questo tubero ha delle proprietà benefiche davvero importanti e quindi assumerlo periodicamente (non tutti i giorni) migliorerà notevolmente la vostra vita.

Benessere dall’Asia

Lo zenzero è una pianta che ha origine nell’estremo oriente, ma che è molto diffusa in Occidente soprattutto nei paesi anglosassoni, dove è noto col nome di ginger (e dà origine al famoso gingerbread, appunto il pan di zenzero).

Di questa pianta si usa il rizoma, che può essere fresco, polverizzato o essiccato e che ha un uso principale come spezia per merito del suo sapore forte. E tuttavia lo zenzero è estremamente versatile: in Giappone si usa caramellarlo, mentre i paesi nordici ci fanno addirittura la birra.

Insomma, una pianta eclettica cui si uniscono importantissime proprietà benefiche per la salute: non è un caso che la Ginger Ale, bevanda particolarmente apprezzata nell’America Settentrionale, sia usata come rimedio alla nausea; né che i cinesi usino lo zenzero per combattere il raffreddore (o anche la diarrea!). ovviamente, ha anche delle controindicazioni specie se assunto in quantità eccessive.

Vediamo più nel dettaglio gli usi culinari di questa pianta asiatica, portata in Europa dopo le imprese asiatiche di Alessandro Magno e che poi dalla Grecia è stata importata a Roma e, di conseguenza, in tutto il bacino mediterraneo.

Usi culinari

Lo zenzero fresco può essere grattugiato, magari sull’insalata. Oppure si può tagliare e unirlo, sia cotto che crudo, a diverse preparazioni, come fanno gli orientali con le zuppe e le salse. Inoltre è adatto come aroma e componente di tisane e altre bevande.

Molto idoneo anche per i dolci, specie nel già citato pan di zenzero, ma anche per i biscotti preparati solitamente sotto Natale. In Giappone lo caramellano, mentre in Nord America ne fanno il Ginger Ale per – come detto – combattere la nausea.

Lo zenzero è poi fondamentale nella cucina giapponese, di cui accompagna tanti piatti come la zuppa di miso (piena di miso, tofu e verdure) o il sushi e il sashimi, di cui è un accompagnamento acetato e/o caramellato.

In India e in Cina si usa per fare il curry, per condire i ravioli al vapore o il pollo alle mandorle, o per fare gli involtini di carne, spesso infilzati nel legno della pianta dello zenzero. Ma anche nella cucina occidentale è usato: per esempio si usa nel risotto alle vongole oppure nelle crepes dolce francesi e nella torta di mele; e non meno importante è la sua perfetta unione al miele, alle mele e agli agrumi.

Un toccasana per l’organismo

Lo zenzero ha tantissime proprietà, anche se a volte gliene se attribuiscono di più di quelle scientificamente accreditate. Comunque si usa per favorire la digestione e contrastare la nausea, sia quella da mezzi di trasporto sia quella di gravidanza (ma è sconsigliato in questo caso) e per tutte le altre nausee.

Lo zenzero aiuta anche per l’alitosi, e in caso di coliche mentre se cotto aiuta molto per la diarrea, dato dalla trasformazione del gingerolo (un principio attivo) in zingerone proprio con la cottura. Lo zenzero ha poi proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti e per questo è adatto a contrastare il raffreddore e l’influenza.

Ed è inoltre ottimo anche come antidolorifico per mal di denti e mal di testa. Ben si adatta anche come tonificante, per alleviare sensazioni di stanchezza e di astenia.

3 azioni che miglioreranno la vostra salute

Non si esagera quando si dice che sono le piccole cose a fare la differenza. Nel quotidiano, infatti, bastano tre azioni insignificanti di cui parleremo in questo articolo a cambiare la nostra vita, migliorando il nostro stato di salute. Seguitele e vedrete che già dopo le prime settimane vi sentirete meglio. Quali sono? Eccovele spiegate!

Tenere a noi stessi

È importante che noi iniziamo ad avere molta cura di noi stessi, iniziando a fare delle cose anche piccolissime che migliorino la nostra salute. E di queste piccole cosa da fare ce ne sono tante: senza esagerare diciamo che c’è proprio l’imbarazzo della scelta. Per esempio aumentare le proteine, o fare sport, o togliere il sale.

In generale, dobbiamo capire su cosa investire, quali risorse utilizzare. Troppo di frequente dimentichiamo che abbiamo poca attenzione e quindi non possiamo focalizzarci alla stessa maniera su qualsiasi cosa che ci capita a tiro.

Dobbiamo quindi fare una cernita, scegliere, e soprattutto togliere dalla nostra vita cose che abbiamo capito essere inutili, concentrandoci solo su quelle efficaci. Il Principio di Pareto – un termine che solitamente si usa in Economia – indica che solo il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti.

Che tradotto, vuol dire proprio che bastano pochissime cose per migliorare grandissima parte della nostra vita. Ecco perché con solo queste tre azioni, avrete una salute decisamente migliore.

Dormire è importante

Il giusto riposo consente di sfruttare al meglio tutte le nostre abilità. La società di oggi, iperattiva, vede tantissime persone dormire poco e soprattutto male, perché tengono attivo il cervello fino all’attimo prima di mettersi a letto guardando film o dibattiti, o comunque contenuti che sono troppo attivi per portare ad un sonno profondo.

Poche azioni sono così sbagliate. Infatti migliorare il proprio sonno vuol dire anche diminuire i livelli di stress, aumentando il proprio autocontrollo e la ragione per capire quali scelte sono – per noi – giuste o sbagliate.

La stanchezza ci porta alla vulnerabilità e alla debolezza, e con meno razionalità cadiamo più facilmente in tentazioni ed errori. E poi migliora il sistema immunitario, proteggendoci dalle malattie.

Eliminare le persone “dannose”

Molto importante è, poi, scegliere bene le persone intorno a noi, quelle con cui passiamo il nostro tempo e che quindi determinano anche molti dei nostri comportamenti e delle nostre abitudini. Per esempio: difficilmente riuscirete a smettere di fumare se uscite sempre e solo coi fumatori; così come è difficile essere allegri passando tempo con gente che non fa altro che lamentarsi e che è frustrata.

No, non è egoismo. Vuol dire tutelarsi dal rischio di farsi del male o di fallire per colpa altrui.

Usare bene il tempo

Uno dei nostri doni più importanti è il tempo. Ognuno di noi lo vuole, ma spesso lo sprechiamo: quante ore passate a guardare i social, a leggere cose inutili, in telefonate prime di tempo? Dal momento che siamo poco selettivi, bisogna riuscire a pianificare ogni cambiamento nel tempo inserendo il momento della spesa, il momento di rilassarsi, il momento dell’allenamento nello stesso modo in cui segniamo gli appuntamenti.

Perché andare al mare fa bene alla salute?

Non è un detto comune, sono proprio i medici a consigliare a chi patologie leggere e gravi di recarsi al mare per un periodo in tranquillità, godendosi quella brezza marina che a quanto pare è così miracolosa. Ma cosa c’è alla base di tanto benessere? Ve lo spieghiamo subito!

Il sole è un nostro caro amico

Il mare e il recarsi al mare rappresentano un modo per staccare un po’ dallo stress quotidiano, e per stare lontani dalla confusione delle nostre metropoli. Andarci serve soprattutto per alleviare e guarire l’influenza grazie all’influenza dell’ambiente marino su di noi. Ma può essere utile per migliorare un po’ l’umore e lo stato di salute di chi soffre di patologie più serie.

Partiamo dal sole, che in spiaggia non è utile solo all’abbronzatura tanto ricercata sia da donne che da uomini. I raggi del sole infatti permettono alla vitamina D di svilupparsi all’interno del nostro corpo: una sostanza presente in diversi cibi come le uova e il formaggio ma che dà il meglio di sé con l’esposizione ai raggi solari.

Ricordatevi di mettervi la crema solare, però!

Brezza marina

Altra benefattrice parte dell’ambiente marino è la sua aria, ricca di iodio di grande qualità che apporta tantissimi benefici. Infatti lo iodio risolve o comunque allevia alcuni problemi tra cui ci sono l’asma e alcune allergie.

Lo iodio, che entra nel nostro organismo con la respirazione, consente al corpo di godere dei suoi Sali minerali, per esempio il sodio, lo zinco, il potassio. Per godere dei suoi benefici il consiglio è di recarsi in spiaggia al mattino presto, servendovi in qualche bar in caso di spiagge attrezzate, oppure portandovi da casa delle brioche o dei biscotti.

L’importante è non lasciare rifiuti in spiaggia.

Dimenticarsi la SPA

Le terme e le spa sono molto utili, non fraintendiamoci. Soprattutto per coloro che abitano molto distanti dalle spiagge e dal mare. Però è anche vero che la spiaggia fa bene alla salute, per via delle proprietà e dei trattamenti talassoterapici presenti nel contesto marino.

Cos’è un trattamento talassoterapico? Sono delle azioni che utilizzano l’acqua di mare come metodi curativi. Tra questi ci sono quelli che abbiamo appena elencato, come l’aria piena di iodio, il sole e l’acqua stessa del mare, che rende la pelle più nutrita e liscia, eliminandone le impurità. Inoltre l’acqua del mare, vista l’alta presenza di sali al suo interno, ha proprietà antiinfiammatorie.

Il suono delle onde

Come dicevamo ad inizio articolo, andare al mare significa staccare dalla quotidianità e dallo stress. Immaginate di andare al mattino presto, mentre fate colazione e vi godete l’aria del mare. Se chiudete gli occhi, sentite che pace immediatamente si profila nel vostro animo.

Nemmeno il rumore del mare va sottovalutato, perché anch’esso è un ottimo rimedio per la salute. Si chiama rumore bianco perché il suono del mare deriva dalla somma di tutte le frequenze che si possono udire. E per questo infonde tanta calma e sicurezza che rilassano i nervi.

Tutti i tipi di massaggi

Tutti i tipi di massaggi

Una società che ci vede sempre sedute al lavoro e in piedi – con i tacchi – alle serate e alle feste, può essere divertente ma di sicuro ci distrugge la schiena. Visitando il sito www.ajsorelle.com potrete prenotare un massaggio tonificante, decontratturante per concedervi un piccolo momento di relax grazie alle sapienti e delicate mani dei professionisti.

Un’arte antica scandinava: il massaggio svedese

Il massaggio svedese è, paradossalmente, il massaggio più diffuso negli Stati Uniti d’America. Si tratta di un trattamento basico, in cui i massaggiatori sfruttano manovre lisce e lunghe, come l’impastamento e movimenti circolari che lavorano sulle parti superficiali del muscolo, con una specifica lozione per i massaggi. Sono molto rilassanti e lievi.

Massaggio Aromaterapico

Un altro massaggio tra i più popolari del mondo, ampliato dall’aromaterapia e da oli vegetali profumati, gli oli essenziali. Ogni olio è scelto per delle specifiche necessità, e per trattare disturbi particolari. Il terapeuta in base alla situazione sfrutta oli energizzanti o rilassanti volti a ridurre lo stress (il più comune è quello alla lavanda). Il massaggio si adatta a stress dovuto a componenti emotive.

Con le pietre calde

Questa terapia non sfrutta solo le mani, ma usa delle pietre riscaldate messe in punti specifici del corpo per allentare i muscoli contratti e bilanciare l’organismo e la sua energia. Il terapista applica una leggera pressione su queste pietre. Il calore è confortante e adatto a chi soffre di tensione muscolare ma vuole un massaggio leggero.

All’interno del tessuto

Il massaggio profondo del tessuto, o massaggio connettivale, punta agli strati più profondi del muscolo e del tessuto connettivo, e il terapista lavora con manovre profonde, lente e tecniche di attrito.

Questa tipologia di trattamento si usa per muscoli contratti cronicamente e che provocano fastidi e dolori, dovuti a problemi posturali, sforzi eccessivi e ripetitivi o infortuni. Questo trattamento fa sì che i pazienti sentano dolore ancora per un paio di giorni, e poi lo attenua piano piano. Per renderlo davvero efficace occorrono più sedute.

Impronta giapponese

Dal Giappone arriva lo Shiatsu che sfrutta la pressione delle dita in una sequenza ritmica sui meridiani dell’agopuntura. Ogni punto viene tenuto premuto da 2 a 8 secondi. È un trattamento che migliora il flusso di energia e gli consente di ritrovare l’equilibrio psico-fisico.

Ogni persona tende a sorprendersi dopo il primo massaggio shiatsu: infatti, nonostante la pressione costante è molto rilassante, e il dolore è limitato al momento della pressione. Proprio per questo, è un trattamento che va via via acquisendo sempre più popolarità in ogni parte del mondo.

Salute dalla Thailandia

Sull’onda dello Shiatsu, anche il massaggio thailandese allinea le energie del corpo con una leggera pressione su parti specifiche, ma aggiunge compressioni e altri tipi di manovre. È un trattamento estremamente energizzante, che riduce lo stress e migliora la mobilità del corpo, oltre che la sua flessibilità. Anche in Italia è sempre più popolare.

Aiuta i piedi

Si chiama Riflessologia ed è un massaggio esclusivamente rivolto ai piedi, con pressioni su determinati punti dell’arto che – come è noto – sono collegati a organi e sistemi corporei. La riflessologia rilassa molto ed è consigliata soprattutto a coloro che stanno in piedi tutto il giorno e che hanno i piedi doloranti e stanchi.

Aiuta anche nelle problematiche riguardanti tutto il resto del corpo.

Massaggio per la schiena

Forse il più popolare del mondo, e si intuisce bene il perché. Visto che le persone sempre di più soffrono di mal di schiena, hanno bisogno di questo trattamento professionale che dura un minimo di mezzora e dona meravigliosi risultati.

Come scegliere lo sci perfetto

come scegliere gli sci

Gli sci sono un po’ come il gelato: ce n’è per tutti i gusti, e aumentano di anno in anno. In generale, possiamo dividerli in due macrocategorie: quelli “normali” e quelli top di gamma, meglio noti come RACE. Questi ultimi sono pensati per chi pratica questo sport a livello agonistico, per cui presentano caratteristiche differenti rispetto a quelli di serie che impegnano il fisico e sono tecnicamente molto più sensibili. Ecco perché lo sciatore inesperto ne risulterebbe penalizzato e fisicamente provato.

Prendiamo per esempio la curva: per affrontarla al meglio, lo sci deve essere deformato mediante la forza dello sciatore, in modo da gestire meglio l’attrito e lo scivolamento sulla neve. Gli sci da gara sono molto più duri rispetto a quelli basic, per cui occorre molta più prestanza fisica per considerarlo.

Ricapitoliamo, quindi, quanto detto fino ad ora. Quali sono i criteri da considerare nell’acquisto:

  • L’esperienza e la capacità tecnica di chi scia.
  • L’uso che si ha intenzione di farne (sia esso freestyle, all mountain o la classica pista, che è quella consigliata ai poco esperti).
  • Il fisico dello sciatore, misurato nel rapporto tra altezza e peso (per cui l’individuo non deve essere troppo magro o troppo grasso, ma avere la giusta tara).
  • L’outfit perfetto per sciare, tenendo conto della stagione e delle temperature.

REALIZZAZIONE DI UNO SCI

Ma com’è fatto uno sci? Saperlo non è solamente un arricchimento tecnico da sfoggiare con chi non ne sa, ma permette di considerare meglio la scelta per evitare spiacevoli inconvenienti. E anche di capire e scegliere i materiali secondo i criteri appena riassunti.

Il settore denominato All Mountain è quello con la gamma più ampia, dove si possono trovare prodotti che accontentino sciatori sia di ottimo livello sia alle prime armi. Mai fidarsi dei polivalenti: sono quel tipo di sci presentato come adatto sia alle curve strette sia alle curve larghe. Rimanete fedeli ai monosettoriali – se così vogliamo chiamarli – e scegliete lo strumento sportivo in base alla sciata che più prediligete.

E ora, parliamo della realizzazione dello sci:

IL PONTE

Quello che viene chiamato ponte di uno sci è dato dalla sua curvatura, che si valuta a vuoto (ovvero senza il peso dello sciatore e degli attacchi). Ci sono vari tipi di ponti, dai più curvi a quelli piatti a seconda dell’uso per cui gli sci sono stati realizzati.

  • Solitamente si trovano sci dal ponte classico, ovvero quelli con il rocker – la parte curva che punta in alto – posto in spatola e in coda (o solo in una delle due) per portare potenza e avere maggiore controllo e stabilità. Tale ponte è ideale per la pista, e quando lo sci è appoggiato al suolo solo le due estremità (spatola e coda) toccano in pieno la terra, mentre la parte centrale è leggermente sollevata.
  • Il ponte inverso, pensata più per il freeride, è invece il contrario di quello classico, come il nome suggerisce. Infatti, chi tocca pienamente a terra è la parte centrale dello sci, mentre spatola e coda sono sollevate. Ciò conferisce a questa tipologia anche la loro tipica forma a banana.

SCEGLIERE LA MISURA GIUSTA DEGLI SCI

Anche qui, stessa solfa: dovete scegliere la misura giusta del vostro sci in base alle vostre capacità, all’uso che ne farete e, ovviamente e soprattutto, in base alla vostra statura e alla vostra stazza fisica.

Prima di tutto, l’altezza (per altezza si intende la lunghezza degli sci, una volta appoggiati a terra. Ma, per convenzione, essi vengono misurati quando sono tenuti in piedi e messi vicino a chi li compra per capire se sono adatti o meno). Essa deve essere scelta in base a quanto siete alti voi e a quanta tecnica avete. Gli sci più recenti si scelgono con un’altezza pari all’altezza degli occhi o della fronte di chi li indossa. Ad ogni modo, uno sci più corto è generalmente più maneggevole in curva (a basse velocità) ma è meno stabile nelle curve veloci e in quelle più ampio.

Occhio, poi, al raggio di curvatura. Esso evidenza il raggio teorico per cui è stato progettato un determinato modello di sci. Questo raggio si può forzare sciando, ma è sconsigliato in quanto la forzatura porta a fatica maggiore e imprecisioni. Per esempio: con uno Sci Carving è facile realizzare curvoni ampi, ma risulta molto difficile affrontare curve strette, serpentine o slalom.

GLI ATTACCHI PER GLI SCARPONI

Ovviamente, la stabilità sugli sci la garantiscono gli attacchi (non siamo mica su una tavola da surf!).

Questi elementi sono composti da due parti:

  • il puntale, per la parte anteriore degli scarponi.
  • la talloniera, per la parte posteriore.

In caso di caduta, esiste un sistema di molle che fa sì che gli attacchi si aprano per liberare gli scarponi quando si cade. Tale sistema deve essere calibrato sempre in base al vostro peso e alle vostre capacità: per cui se siete principianti, le molle avranno una taratura a carico inferiore; se siete esperti, il carico aumenta.

LAST BUT NOT LEAST: I BASTONI

Li abbiamo lasciati per ultimi, ma ciò non significa che non siano importanti. Infatti, un’attrezzatura completa comporta anche i bastoni, che è fondamentale abbiano la misura giusta. Come si calcola? È semplice: prendete il bastone, giratelo al contrario ponendo a terra l’impugnatura del manico e toccando la punta verificate che piegando il braccio formiate un angolo di 90 gradi.

FERMI TUTTI! CI SONO I CONTROLLI DA FARE

Ora sapete come si acquista uno sci adatto alle vostre esigenze, al vostro uso e alle vostre capacità tecnico-fisiche. Ma prima di procedere all’acquisto, verificate ancora che il modello scelto non presenti difetti in modo da potervi garantire la giusta scorrevolezza in pista.

Controllate, poi, che non ci siano gradini di alcun tipo tra le lamine e la soletta. Esse garantiscono maggiore tenuta nelle discese a neve più datata (e quindi dura) o ghiacciata, per cui è importante che siano, appunto, ben affilate e laminate.

Anche l’elasticità è importante per capire se lo sci che state acquistando è quello giusto. Controllatela bloccando la coda con la parte interna del piede, mentre tirate la punta con la vostra mano flettendo lo sci. Più è rigido più è reattivo, ma anche più duro e affaticante; al contrario, più è morbido meno è dinamico, ma ideale per chi ha meno fisico.

Ora avete davvero tutti gli elementi necessari per comprare gli sci perfetti per voi (e tutta la loro attrezzatura). Fatene buon uso e buon divertimento!